Concorso vigili urbani Melilli. Nostre considerazioni su un’intervista del sindaco Carta a FM Italia

Crediamo necessario, anzi indispensabile, dare un nostro contributo alla verità nella vicenda del concorso vigili urbani di Melilli nella consapevolezza che possa venire solo dalla nostra testata. Infatti, nella cronaca dei fatti, riaccesa dall’intervista del sindaco di Melilli Giuseppe Carta a Fm Italia, sembra del tutto ininfluente il casus belli che vede oggi contrapporre l’esponente dell’MPA-Grande Sicilia all’intero Partito Democratico.

Se infatti la lettura e l’interpretazione di quanto accaduto date dal sindaco Carta corrispondessero al vero, significherebbe in primis, se non altro per ordine cronologico, che il nostro giornale rappresenta “il braccio armato” dell’ex deputato Mario Bonomo”, la voce ante litteram del senatore Antonio Nicita.

Il tentativo di tirare il nostro giornale dentro un qualche ‘complotto’ politico è già successo altre volte, quella più eclatante nel 2012 quando abbiamo aperto il sipario sul sistema Amara. Ovviamente solo colossali bufale.

Ci dispiace non poter fare d’appoggio all’implicito coinvolgimento tentato, assecondare un travisamento dei fatti, ma la nostra inchiesta su quanto si è verificato a Melilli nell’espletamento del concorso dei vigili urbani è fondata solo e unicamente sulla lettura dei documenti che sono ancora lì a smentire qualsiasi diversa possibilità ermeneutica.

Ha un’origine – per altro, se dovesse essere necessario, assolutamente comprovata – certa e univoca: le richieste di intervento di alcuni candidati al concorso che, dopo aver anche cercato un immediato coinvolgimento della Procura (che purtroppo ha tempi e motivazioni proprie), trovandosi al centro di una vicenda davvero paradossale, hanno pensato di trovare una risposta alla propria frustrazione in questa testata giornalistica.

Ovviamente la difesa del sindaco Carta, che si è presentato negli studi dell’emittente con un faldone ricco di documenti che dimostrerebbero la regolarità delle procedure, “comprese la correzione di un errore della commissione, che ha portato alla ripetizione delle prove orali di alcuni candidati” (webmarte,tv) appare, almeno alla nostra valutazione, debole.

Basterebbe soltanto chiedergli se sa (e da sindaco non può, quanto meno, esimersi dall’informarsi se non altro per tutelare il proprio Comune dal rischio dello stigma sociale) perché ciò sia accaduto. Perché per esempio si è consentita l’assunzione di candidati che, benché bocciati alla prova orale, erano stati inseriti in una graduatoria farlocca e perché solo dopo un mese, dopo gli articoli di denuncia, ci sia stato l’intervento del segretario comunale, per altro discutibile sotto altri aspetti che saranno al vaglio degli organi inquirenti. Una graduatoria onnicomprensiva, di promossi e bocciati, in nome di uno stravagante favor partecipationis, a noi, e speriamo non solo a noi, sembra qualcosa di assolutamente aberrante. Ingiustificabile.

Per il resto, su quanto affermato in trasmissione, riteniamo che sia necessario fare chiarezza su ogni  parola detta dal sindaco Carta. Più che su quelle relative a fatti passati che hanno riguardato gli esponenti politici chiamati in causa, certamente sulle situazioni che possono avere refluenze sul presente dei cittadini dell’intera provincia. Aretusacque!

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