Neppure la pioggia e il freddo hanno fermato l’iniziativa del liceo O.M. Corbino che, in occasione della “Giornata nazionale in memoria delle vittime delle migrazioni” ha aderito, insieme al Comune di Siracusa, attraverso il progetto Semi di Lampedusa, all’iniziativa promossa dal Comitato 3 ottobre, nato per ricordare le vittime del naufragio del 2013 a largo di Lampedusa. La fontana di Archimede si è colorata di arancione, il colore dei fumogeni per il soccorso a mare, e il Sindaco di Siracusa, Francesco Italia e l’assessore Marco Zappulla hanno aperto le porte di palazzo Vermexio alla celebrazione “Illuminate la nostra memoria” che si è svolta nel salone Borsellino con una folta rappresentanza di alunni, insieme alla Dirigente Scolastica Prof.ssa Valentina Grande, ai docenti del team, al presidente del consiglio d’Istituto e al delegato amministrativo Giuseppe Prestifilippo che ha portato i saluti dell’amministrazione e ringraziato i giovani che si spendono per difendere i diritti umani.
Un’attività, quella promossa dalle professoresse Annamaria Di Carlo e Lucia Di Rosa e dal team che le affianca, da anni fiore all’occhiello dello storico liceo. “Il 3 ottobre 2013 – spiega la professoressa Annamaria Di Carlo – di fronte all’isola di Lampedusa, 368 persone morirono in un naufragio; tra queste 60 bambini. Le immagini delle piccole bare bianche, come quella di Alan Kurdi, hanno scosso tutte le nostre coscienze. Ma da allora tanti migranti continuano a morire nel Mediterraneo, diventato un cimitero invisibile, un luogo dove si infrangono legami familiari, speranze, futuri. Restituire il nome e l’identità a ogni vittima è un compito che spetta a tutti noi, è un’azione di resilienza contro l’oblio, una scelta etica e politica. Ogni anno in occasione della giornata della Memoria e dell’accoglienza, il Liceo Corbino promuove momenti di riflessione profonda e collettiva e iniziative di sensibilizzazione per contrastare l’indifferenza, il razzismo, la discriminazione. In un tempo in cui la dialettica sull’immigrazione diventa centrale nella nostra società, noi docenti del liceo insieme ai nostri studenti e alle nostre studentesse ci confrontiamo sulla possibilità di cambiare la narrazione e la comunicazione attraverso il confronto e dialogo, la conoscenza di storie di vita che vanno incontrate nei luoghi di partenza e nei luoghi di arrivo per comprendere la realtà dei fatti. La scuola diviene dunque un laboratorio di cittadinanza attiva in grado di contribuire alla formazione del cittadino planetario preconizzato da Ernesto Balducci”.
Il Progetto Semi di Lampedusa del liceo Corbino non si ferma a un solo momento di confronto ma coinvolge enti, associazioni, comunità in prima fila per la difesa dei diritti come l’associazione Accoglierete, impegnata nell’accoglienza dei migranti non accompagnati; Emergency Siracusa sul tema delle guerre e delle migrazioni; l’associazione Comitato 3 ottobre per approfondire, attraverso il dialogo e il confronto, alcune tematiche relative al fenomeno delle migrazioni; CIAO (centro interculturale di aiuto e orientamento); propone laboratori di lettura e scrittura creativa, mostre fotografiche, il Festival della città educativa, attività promossa dall’associazione Accoglierete; i workshops tematici che si tengono sull’isola di Lampedusa.
“Questo evento – aggiunge la professoressa Lucia Di Rosa- rappresenta una delle numerose attività promosse dal progetto semi di Lampedusa, finalizzato a sensibilizzare i giovani su temi dell’accoglienza e dell’inclusione. Ogni anno, dal 4 settembre al 30 ottobre, alcuni docenti e studenti del liceo Corbino partecipano a workshop, commemorazioni, eventi serali, tavole rotonde e manifestazioni organizzati dall’Associazione Comitato 3 ottobre a Lampedusa, simbolo dell’immigrazione in Europa. L’esperienza sull’isola si conclude con una marcia da Piazza Castello fino alla porta d’Europa dove avviene un momento di commemorazione e preghiera per le persone che hanno perso la vita nel mar Mediterraneo”.
I giovani studenti hanno ricordato alcuni dei nomi delle vittime del naufragio e, attraverso poesie e letture, conservato il ricordo di quanti sono morti nel tentativo di emigrare. Autori, più o meno noti, attraverso la voce dei giovani corbiniani, hanno commosso il pubblico con parole che sono andate dritte al cuore.
Ancora una volta i ragazzi ci sono, con la loro Dirigente e i loro docenti: ci credono, vogliono un mondo più giusto e solidale, capace di incidere sui diritti umani e con meno barriere. Il mare, da sempre ponte di unione, non può e non deve essere luogo di sofferenza e morte e, per noi isolani, circondati da Mare nostrum, il sentimento di fratellanza è ancora più forte. Sentire giovani e adulti cantare assieme imagine, trade union tra vecchie e nuove generazioni, ha reso più certa la speranza che la nuova generazione c’è, e vuole essere protagonista della creazione di un mondo più solidale. Ancora più emozionante in piazza Archimede, davanti alla statua di Diana, illuminata di arancione, vedere i ragazzi, il team del progetto e la Dirigente scolastica accendere piccole candele… il simbolo di una speranza che diventa certezza dinanzi alla consapevolezza che possiamo davvero tutti fare di più.

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