Al Cerchio la prof.ssa Basile indaga i misteri della coscienza

Nella sala del Centro Studi Il Cerchio, la prof.ssa Teresa Basile ha guidato il pubblico in un viaggio affascinante sul tema della Co-scienza, ponendo al centro un interrogativo antico e mai risolto: che cos’è la realtà e in che modo la coscienza della realtà ne muta l’esistenza?

L’incontro si è aperto con una serie di domande destinate a restare sospese, ma capaci di scuotere la riflessione:

Qual è il quid misterioso che chiamiamo “coscienza” e che inseguiamo da sempre, confusi e smarriti?

Come fa un chilo e mezzo di materia gelatinosa, il cervello, ad ospitare un sogno, un’emozione, un sentimento?

C’è qualcuno dietro lo sguardo spaventato di un paziente immobile e in coma?

Da qui la prof.ssa Basile ha tracciato un percorso che intreccia filosofia e neuroscienze, toccando temi già affrontati in passato al Cerchio dal punto di vista scientifico, ma illuminandoli di nuove prospettive.

Il pubblico ha seguito con attenzione, tra stupore e partecipazione, riconoscendo in quelle domande l’eco di un enigma che riguarda tutti: la ricerca di sé stessi e della propria presenza nel mondo.

Per arricchire la riflessione, la relatrice ha richiamato alcune delle grandi menti che hanno affrontato questi enigmi: da Cartesio, che poneva il dualismo fra res cogitans e res extensa, a Kant, per cui la realtà è mediata dalle categorie della mente. Non sono mancati riferimenti alle visioni più recenti delle neuroscienze: Antonio Damasio con la coscienza incarnata, Gerald Edelman con la teoria dei “darwinismi neurali”, Roger Penrose con le sue ipotesi quantistiche, fino ai filosofi contemporanei come Thomas Nagel (What is it like to be a bat?) e David Chalmers, che ha definito il problema della coscienza come “hard problem”.

La teoria dell’informazione integrata

Particolare attenzione è stata dedicata alla teoria dell’Informazione Integrata (IIT) sviluppata da Giulio Tononi e approfondita da Marcello Massimini. Secondo questa prospettiva, la coscienza non è il semplice risultato di tante informazioni elaborate, ma nasce dal grado di integrazione di queste informazioni all’interno di un sistema.

Il cuore della teoria è il coefficiente Φ (phi): un indice numerico che misura quanta informazione viene integrata dal cervello.

Un Φ alto indica un sistema capace di generare un’esperienza unitaria e ricca, tipica di un cervello sveglio e cosciente.

Un Φ basso corrisponde invece a stati di coscienza ridotta o assente, come nel sonno profondo o in alcune condizioni patologiche.

Un mosaico di prospettive

L’incontro si è così trasformato in un mosaico di prospettive, che mostrano come il mistero della coscienza resti intatto, ma al tempo stesso stimoli la ricerca, l’immaginazione e il dialogo interdisciplinare.

Ancora una volta Il Cerchio si è confermato come spazio privilegiato di confronto, dove scienza, filosofia e interrogativi sull’umano trovano una voce comune.

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