Centrale Terna. La rivolta di Palazzolo guidata dal primo cittadino Salvatore Gallo

Come già anticipato, il Comune di Palazzolo Acreide ha ritirato formalmente il proprio assenso alla costruzione della centrale Terna a Santo Lio, opponendo un netto rifiuto motivato dalla imprescindibile necessità di proteggere un patrimonio archeologico che appartiene all’umanità e di cui la generazione presente è solo custode. Con le responsabilità di chi custodisce, e non possiede un bene comune.

La decisione, presa all’unanimità dal Consiglio Comunale, capovolge il parere favorevole espresso poco più di un anno fa e segna un punto di rottura con il gestore della rete nazionale.

La vicenda ha avuto una svolta cruciale nell’aprile 2025, quando Terna – dopo il parere contrario della Soprintendenza dei Beni Culturali di Siracusa – ha presentato una variante progettuale per cercare di mediare che di certo non risolve il problema di un impatto che sarebbe devastante per il territorio anche da un punto di vista paesaggistico.

Con la Delibera n. 34 del 29 luglio 2025, il Consiglio Comunale ha espresso “formale dissenso” alla nuova proposta, dichiarando l’atto immediatamente esecutivo. Poi, con una successiva delibera, è stata revocata l’approvazione iniziale (la n. 30 del 2024), giudicata ormai “priva di efficacia”.

Alla base del diniego c’è la volontà di proteggere un’area considerata di altissimo valore per la cui salvaguardia il Comune ha anche ufficialmente avviato l’iter per l’istituzione del vincolo archeologico sull’intera area di Santo Lio. In una richiesta inviata il 10 settembre 2025 al Dipartimento regionale dei Beni Culturali, l’Ente ha motivato la scelta segnalando “l’esistenza di reperti e strutture già ampiamente documentate dalla letteratura scientifica di settore e, pertanto, di rilevante interesse archeologico”.

Un elemento che, secondo il Comune, dovrebbe portare alla revisione di tutte le autorizzazioni in corso.

Testa d’ariete della vicenda, la costruzione della Cabina Primaria di Trasformazione “C.P. Palazzolo” richiesta quale opera di pubblica utilità (dato da verificare) da e-distribuzione S.p.A. Anche quest’opera, già autorizzata dalla Regione Siciliana nel novembre 2023 con un parere favorevole (seppur condizionato) della Soprintendenza, ricade nella stessa area contesa.

In conclusione, il Comune di Palazzolo Acreide ha chiesto formalmente a Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), Dipartimento regionale dell’Energia e Soprintendenza di revocare tutti i provvedimenti e i pareri favorevoli già rilasciati per entrambi gli impianti.

La palla passa ora agli enti competenti, chiamati a decidere se privilegiare l’ampliamento della rete elettrica o la tutela di un patrimonio storico che, secondo il Comune, è troppo importante per essere sacrificato.

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