Evasione Tari e raccolta differenziata: il monitoraggio che non c’è

A volte la mancanza di un’informazione efficace anche nella gestione dei servizi pubblici, obiettivo che andrebbe sempre perseguito in maniera coscienziosa, ingenera una sorta di corto circuito e il ‘nervo scoperto’ si infiamma. Chi vive situazioni di disagio e confuse rischia di interpretare quanto accade in maniera scorretta e le illazioni, in genere, finiscono per mettere dalla parte del torto anche chi ha fondate ragioni di recriminazione.

È probabilmente quello che è accaduto in questi giorni sulla raccolta differenziata e sui ccr all’indomani della polemica nata dalle parole dell’assessore all’igiene urbana Luciano Aloschi dopo la decisione di riposizionare i cassonetti dell’indifferenziata alla Mazzarrona: “Purtroppo in quest’area non c’è mai stata una massiccia partecipazione alla differenziata e il tasso di evasione Tari è, dato risaputo, tra i più alti della città nonostante la presenza di tanti contribuenti onesti. In queste giornate la strada era costantemente invasa da spazzatura, senza soluzione di continuità. Neanche vedere tutta quella quantità di immondizia sotto i balconi ha spinto qualcuno a limitare gli abbandoni. Si è arrivati al limite del rischio igienico-sanitario”.

Ovviamente l’assessore non ha saputo rispondere – e non avrebbe potuto farlo in assenza di qualsiasi riferimento certo – alle obiezioni della portavoce del Comitato Mazzarrona Lucia Bonconsiglio che gli chiedeva la dimostrazione di quanto affermato.

Sulla questione tari lo stesso Aloschi ha ammesso infatti di “non essere titolare della delega al bilancio e ‘quindi’ di non conoscere le percentuali di evasione del tributo per quartiere”, e non crediamo che l’Amministrazione le abbia mai rilevate. E così impossibile avere dati sulla ‘partecipazione alla differenziata’ nelle diverse zone della città proprio per quanto emerso a seguito anche di un post di Salvo Russo (Comitato Attivisti Siracusani) che ha incuriosito e allertato alcuni residenti di Cassibile e della Mazzarrona.

Scrive Russo su facebook: “Ma il CCR di Cassibile funziona? È sostenibile oppure sarebbe davvero il caso di farvi altro? Da quando ha aperto mi dicono che il flusso sia in caduta libera, mi spiego meglio: prima si usava perché col mobile ci si andava, si pesava e andava via in tranquillità. Adesso con l’apertura l’accesso sembra molto più complicato, stretto, confusionario e infine hai quella sensazione imbarazzante che stai buttando i tuoi rifiuti disturbando i residenti. Poi da qualche settimana cittadini mi fanno vedere una anomalia: alcune bilance usate per le pesature in giro per la città riportano la nomenclatura ” CCR di Cassibile”!! Perché la stringa non è stata cambiata, non è che per truccare i dati l’hanno voluta lasciare? Insomma come per le isole ecologiche, che di fatto nessuno usa in quanto i siracusani hanno seguito il mio consiglio dal primo giorno, visto che non riportano i dati sul sito ufficiale, i dati sono in mano solo all’assessore che fa quello che vuole, mentre la raccolta differenziata con i cassoni dell’indifferenziata precipiterà immancabilmente”.

Un invito per il comitato “No Ccr di via Luciano Rinaldi” ad approfondire e il convincimento di un risultato, anche su questo versante, di caos totale. Convincimento frutto appunto di un fraintendimento però, sebbene utile per riflettere sulle possibili correzioni al sistema.

Spieghiamo.

Chiunque si registri inserendo il proprio codice fiscale sul sito del Comune https://siracusa.e-portal.it/rd può controllare quantità e tipologia dei rifiuti conferiti anche presso i centri mobili dove si effettua la pesatura con l’obiettivo, com’è noto, di una scontistica del 20-40% (da 100 ai 200 kg o oltre i 200) sulla parte variabile del tributo. Teoricamente dovrebbe essere visualizzato anche il centro di conferimento e qui vanno fatte le precisazioni. La Tekra non ha previsto di effettuare un monitoraggio sui diversi centri mobili della città (utilissimi) ma, probabilmente su una sorta di approssimativa distinzione territoriale, fa riferimento solo ai centri stabili, al momento solo due: quello di Targia e quello di Cassibile. Ecco perché i conferimenti, per esempio, al centro mobile di via Barresi risultano fatti, da agosto, a Cassibile con i paradossi segnalati dal Comitato di orari che non corrispondono con quelli di apertura di via Rinaldi e di tipologie non previste come il vetro.

È di tutta evidenza quindi che il sistema non è tarato per misurare, seppure grossolanamente perché non è detto che ogni cittadino conferisca solo nel centro mobile più vicino alla propria abitazione, il livello di raccolta differenziata per quartiere e su questo immaginiamo che Tekra possa intervenire con le opportune modifiche per avere almeno un’indicazione di massima.

E d’altra parte accade anche che in alcuni casi, nel profilo individuale, non venga proprio indicato il centro di raccolta, né mobile né fisso.

   

Per rasserenare gli animi pensiamo dunque che i residenti di Cassibile come quelli di Mazzarona non abbiano motivo di ritenere che ci sia una qualche volontà di gonfiare i volumi dei rifiuti per Cassibile “per giustificare l’utilità” di un ccr che costituisce comunque un inaccettabile vulnus alla salute, fisica e psichica, di via Rinaldi né di ridurre i volumi di raccolta differenziata alla Mazzarrona per motivare la scelta (sbagliata sotto molteplici aspetti) di riportarvi i cassonetti dell’indifferenziata.

Resta però la considerazione di quanta strada ci sia ancora da fare per migliorare il servizio e il suo monitoraggio. Martedì in Consiglio Comunale all’ordine del giorno, su richiesta da Fratelli d’Italia, è prevista l’audizione della Direzione di Esecuzione del Contratto (DEC) e di un rappresentante della Tekra. Da seguire con grande attenzione.

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