“ALOSCHI MANI DI FORBICE”, L’ULTIMA PRODUZIONE DELLA FILM COMMISSION DE L’ISOLA DEI CANI

Siracusa, per la serie “Ma chi fimmi ‘a fattu?”, L’Isola dei Cani Film Commission ha il piacere di presentare l’ultima produzione della cinematografia sarausana sbrechis: “Aloschi mani di forbice“, un cortometraggio liberamente ispirato al celebre film di Tim Burton “Edward mani di forbice (con cui non c’entra una mazza).

Diretto dal regista siculo-americano Truman Capone Matalotta, narra le imprese di un assessore, Luciano Aloschi detto “mani di forbice”, creato dal sindaco di Melilli e deputato regionale Giuseppe Carta detto “A mia insaputa” mediante un programma d’intelligenza artificiale chiamato “Mpa (abbreviazione di Mpari) Grande Sicilia“. E per fare anche più Grande Siracusa, al neo assessore collocato nell’amministrazione comunale dell’alleato sindaco Francesco Italia II, viene affidato il verde pubblico per potenzialo e valorizzarlo.

Siccome Aloschi ha il pollice verde e le intere mani per l’appunto di forbice, come prima eccezionale e originale idea egli propone di eliminare le aiuole spartitraffico, soprattutto quelle interminabili del chilometrico viale Scala Greca; spiegando che secondo lui non servono a niente e costano un mare di soldi; aggiungendo che coi soldi risparmiati si possono invece comprare degli alberi da mettere in giro per la città, ad esempio nel rione Mazzarona.

Detto fatto, in una sola notte – come mostra una delle sequenze più spettacolari girate da Truman Capone Matalotta – Aloschi mani di forbice, a bordo di un trattore modello G7 Lollobrigida e in compagnia (geniale trovata!) di una sorta di sosia di Freddy Krueger di Nightmare (un irriconoscibile Alessandro Di Mauro, presidente del Consiglio comunale di Siracusa e sodale di Aloschi nell’MPA-Grande Sicilia-Sti Kaz) taglia tutte le aiuole spartitraffico di viale Scala Greca.
Liberata l’arteria stradale dalle piante estirpate, una squadra scelta di operatori della Tekrakrò Servizi Ambientali a Tinchité, mette sfalci, foglie, fiori e radici dentro diverse decine di cassonetti old style per la raccolta in/differenziata recuperati per l’occasione.

Trainati da mezzi speciali della Tekrakrò, un corteo di cassonetti con in testa Aloschi mani di forbice e Di Mauro Krueger raggiunge Mazzarona spargendosi per ogni dove. Tutti i contenitori vengono svuotati contemporaneamente dei resti di quelle che erano state le aiuole di viale Scala Greca, inondando di verde pubblico di primissima qualità l’intero fortunato rione…

A questo punto del film, nel cuore delle case popolari del quartiere spunta un palchetto e, davanti a un folto pubblico di residenti, Aloschi dà un’ulteriore prova della propria maestria con le forbici eseguendo tre tagli di capelli ad altrettanti volontari, per poi concludere l’esibizione con un taglio di barba a sorpresa: trasformando una delle forbici in rasoio e un’altra in pennello per la schiuma, facendo pelo e contropelo nientemeno che al sindaco Italia in persona personalmente, il quale nel frattempo si è aggregato all’allegra cumacca.

Il finale, mentre scorrono i titoli di coda, offre una panoramica di Siracusa dall’alto: dalla Sìbbia a Facci rispiràta e ad altri luoghi evocativi del tradizionale ottimismo cittadino. Nel contempo sale il coro gioioso del Persi per Casa del Vermexio che canta “Per fare un albero ci vuole un seme/per fare un seme ci vuole il frutto/ per fare il frutto ci vuole un fiore/ per fare un fiore ci vuole Aloschi“. The end…

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