La scommessa di Palazzolo per la gestione in house del servizio idrico

Non ha desistito. E ora considera una vittoria la sentenza del CGA che ha riaperto la partita.

Sono tra i pochi sindaci che difendono l’acqua pubblica” mi aveva detto con convinzione Salvo Gallo in occasione del dibattito sulla vicenda Terna al Consiglio comunale di Palazzolo.

L’obiettivo perseguito sin dal 2020 è chiaro: tirarsi fuori dalla gestione comune appellandosi alla clausola di salvaguardia per un servizio idrico in house, quella che 13 comuni sui 21 della provincia avevano cercato di ‘conquistare’. Francofonte, Buccheri, Buscemi, Cassaro, Sortino, Palazzolo, Ferla, Canicattini, Carlenitini, Avola, Priolo, Melilli, Pachino ci hanno provato ma solo per Buscemi e Cassaro è stata riconosciuta la sussistenza dei requisiti necessari. Ora ci (ri)prova Palazzolo.

Per ottenerne il riconoscimento occorre infatti dimostrare che con la prosecuzione della gestione autonoma vi sarebbe un utilizzo della risorsa idrica potenzialmente più efficiente di quello che si potrebbe ottenere con la gestione unica; che la gestione autonoma in atto abbia raggiunto livelli ottimali di efficienza; e che le fonti di approvvigionamento abbiano caratteristiche di pregio che però non coincidono semplicemente con la mera collocazione delle sorgenti in parchi naturali o in aree naturali protette, ovvero in siti individuati come beni paesaggistici, bensì abbiano, sin dall’origine, requisiti di qualità tali da richiedere trattamenti di potabilizzazione di modesta entità o pressoché inesistenti, al fine di rendere l’acqua distribuita conforme ai parametri di qualità per l’uso potabile prescritti nel  d.lgs. 2 febbraio 2001, n. 31.

Sono requisiti che Palazzolo ha? Evidentemente il sindaco Gallo pensa di sì e perché questo sia riconosciuto, dal 2020 va avanti con carte bollate.

Contro la deliberazione del Commissario ad acta presso l’Assemblea Territoriale Idrica di Siracusa Giorgio Azzarello, che aveva negato la prosecuzione della gestione in forma autonoma, il sindaco aveva presentato ricorso ottenendone l’annullamento nel 2021.

Nel 2022 ancora un altro ricorso quando l’ATI, riavviando il procedimento, si era di nuovo messa di traverso ma questa volta, nel 2023, il Tar di Catania aveva segnato un punto a sfavore di Palazzolo.

Da qui l’appello al CGA che questa volta ha accolto il ricorso perché il provvedimento di diniego era stato adottato dal Direttore Generale dell’Assemblea Territoriale Idrica di Siracusa e non dal Commissario ad acta di nomina regionale.

E infatti ora la palla è passata a Giorgio Azzarello, già commissario nella nostra provincia, e ancora una volta “il rimborso delle spese sostenute sarà posto a carico dell’ATI inadempiente”. Nostro!

Azzarello ha già provveduto alla conferma della Commissione tecnica che, alla luce delle osservazioni del Comune di Palazzolo Acreide, dovrà aggiornare l’istruttoria e verificare la sussistenza dei requisiti.

Una vittoria per il sindaco Gallo: “Un grande risultato. Le nostre deduzioni al nuovo preavviso di salvaguardia dopo la sentenza del CGA hanno posto fine ad un muro inutile e dannoso tra le istituzioni. Inizia un dialogo costruttivo e collaborativo tra Enti nel rispetto della Costituzione e della popolazione”.

Vedremo! Ma sarà in ogni caso la scommessa vincente di uno solo. Gli altri sindaci hanno già perso.

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