“Tutti oggi a stracciarsi le vesti per l’acqua pubblica – commenta Maria Cunsolo, portavoce al Consiglio Comunale di Lentini del Movimento 5 Stelle -. Ma dov’erano quando, con un colpo di spugna, si decise di abbandonare l’azienda consortile interamente pubblica per passare a una società mista, pubblica/privata
Successe durante le festività natalizie, il 27 dicembre 2022. All’epoca ero vicesindaco nell’amministrazione del Patto Civico, con delega all’idrico, e seguii con molta attenzione tutta la vicenda. Già allora il passaggio a una gestione mista lasciava presagire gravi criticità. Per questo motivo il Consiglio comunale di Lentini, insieme a quello di Palazzolo, fu tra i pochissimi ad opporsi: votammo contro, e per tutta risposta fummo commissariati. I nostri Comuni furono trascinati a forza, con i poteri del commissario, dentro l’ATI che avrebbe dato vita ad “Aretusa Acque”.
I verbali dell’assemblea ATI del 27 dicembre parlano chiaro: presenti 15 Comuni — Augusta, Avola, Buccheri, Canicattini Bagni, Carlentini, Ferla, Floridia, Francofonte, Melilli, Noto, Pachino, Palazzolo, Priolo, Siracusa, Sortino. Votarono tutti all’unanimità (Palazzolo non partecipò alla votazione) per la nascita della società mista Aretusa Acque, cancellando con un tratto di penna l’intero percorso verso una gestione interamente pubblica.
Una scelta che smentiva clamorosamente loro stessi: quegli stessi sindaci che fino a poco prima avevano sostenuto l’acqua pubblica, e che poi hanno fatto dietrofront, rinnegando impegni, delibere e perfino il mandato referendario ricevuto dai cittadini.
Lo dico per chiarezza, ma anche per memoria: perché oggi in troppi si indignano a comando, dimenticando – o fingendo di dimenticare – da che parte stavano davvero”.
Il passato, le scelte compiute consentono sicuramente di leggere e interpretare meglio il presente. Ma, a società fatta, occorre anche interrogarsi su come si possa riuscire oggi ad esercitare un reale controllo su quanto accadrà per non ricadere nel baratro che è stata la gestione Sai8 in cui, è giusto ricordarlo, tanta parte ha avuto il Sistema Siracusa, rectius il Sistema Amara. Dire infatti che oggi Aretusacque è una società pubblica è una boutade dal momento che tutto sarà nelle mani dei privati, come tante volte abbiamo ribadito nei nostri articoli.
Un contributo su cosa fare ci arriva dall’avv. Corrado Giuliano. Queste le sue indicazioni.
“La situazione in Aretusacque mette in luce divisioni politiche e accuse di opacità nelle nomine, come evidenziato dalla denuncia del centrosinistra e la replica del sindaco Carta. Questo scenario, da parte del Forum provinciale per l’acqua pubblica, della Sinistra e di tutte le associazioni e i cittadini che vogliono essere parte attiva dei processi decisionali, richiede un approccio pragmatico che deve proporre strumenti concreti di controllo e miglioramento.
Primo obiettivo la trasparenza sulla gestione. Occorre chiedere che tutte le procedure di nomina incarichi servizi affidamenti all’interno di Aretusacque siano pubbliche, tracciabili e documentate con criteri oggettivi, evitando trattative di parte o “cricche”. Questo implica la richiesta di rendere pubblici i curricula, i criteri di selezione, i verbali delle riunioni e la motivazione dettagliata delle scelte. È necessario quindi spingere per la pubblicazione regolare e completa anche di tutti i dati rilevanti relativi al servizio idrico (consumi, qualità dell’acqua, costi, investimenti, manutenzioni), in un formato accessibile alla cittadinanza, per eliminare ogni opacità e favorire un dibattito informato.
In questa direzione si può proporre al Consiglio di Sorveglianza obiettivi chiari e misurabili di trasparenza e di qualità del servizio, con criteri di valutazione tecnici e periodici. I consiglieri devono assumersi la responsabilità di vigilare sulle scelte strategiche e di investimento e di segnalarne le criticità in modo sistematico, non di agire escludendo la visibilità mediatica come si rischia che sia.
Il Forum potrà essere l’organismo di controllo civico e insieme alle forze di sinistra promuovere la creazione di un organismo misto (cittadini, associazioni, tecnici) che monitori costantemente l’attività di Aretusacque, con poteri di accesso ai documenti e capacità di produrre report pubblici sullo stato della gestione idrica, non solo politico ma gestionale ed economico.
Da qui il favorire momenti pubblici periodici di confronto fra cittadini, amministratori e dirigenti di Aretusacque, per condividere informazioni, ascoltare problemi sul territorio e costruire insieme proposte di miglioramento.
Con questi passaggi concreti il Forum, la Sinistra e chi crede nella forza di una cittadinanza attiva potranno trasformare l’attuale fase di conflitto interno in un’opportunità per migliorare la gestione pubblica del servizio idrico, superando clientelismi e divisioni politiche a vantaggio di trasparenza, efficienza e responsabilità verso la collettività”.

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