Una stagione davvero ‘calda’ quella dei solarium in città. Di certo c’è che si stanno montando in grande ritardo rispetto alle stesse previsioni dell’Amministrazione di renderli disponibili da maggio a ottobre. E nel Consiglio comunale del 4 giugno l’assessore Gibilisco garantiva che tutti e 5, anche quello della Turba, sarebbero stati completati entro il mese di giugno mentre ancora gli uffici predisponevano l’iter: del 9 maggio la determina per l’affidamento e solo il 18 giugno chiuse le procedure di gara. Una pessima organizzazione, non c’è dubbio, che lascia l’amaro in bocca ai siracusani che avrebbero voluto godere del mare ben prima.
Oggi, 17 luglio, la situazione è questa: da un paio di giorni è stato completato il solarium di Forte Vigliena, di solito il primo ad essere montato. Ancora in costruzione quelli dei Ru Frati e di via Luigi Cassia. Aperto da stamattina quello dello Sbarcadero atteso con ansia dai cittadini che lo frequentano da sempre e accompagnato in questi giorni da ‘roventi’ commenti sia sui motivi del grave ritardo sia per la scaletta a mare, secondo molti poco sicura: i primi scalini in legno senza moquette risulterebbero, una volta bagnati, scivolosi e gli ultimi, grigliati, sono coperti da una moquette, fermata con fascette, già preda del moto ondoso.
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Tramonta nel frattempo il sogno del sindaco del solarium a corredo della riqualificata piazzetta della Turba che sembra al di là da venire, sebbene siano già iniziati i pagamenti sul costo complessivo di 119mila euro.
“La gara per la realizzazione dei solarium è stata aggiudicata sulla base d’asta ribassabile di € 336.126,54 con un’offerta di riduzione del 25,38%, quindi per € 250.817,62 a una ditta di Priolo – commenta il presidente di Lealtà e Condivisione Carlo Gradenigo – e per tutti e 5 i solarium: si presume quindi anche per quello della Turba che non si riuscirà a fare o verrà “scontato”? E soprattutto, se i cittadini pagano 250.000 euro per avere un servizio di 5 mesi (maggio-ottobre) e di questi l’Amministrazione ne ha già persi la metà (siamo a fine luglio) è possibile parlare di danno erariale? Chi ne risponde e come?”
Intanto l’ultima ordinanza di sicurezza balneare (la n.46/2025) della Capitaneria di Porto chiarisce una volta per tutte che il mare dai bastioni di Forte San Giovannello fino a Calarossa è balneabile mentre non lo è (ma solo sulla carta) quello antistante la spiaggetta Aretusa, e ne dovranno tener conto i clienti del contestatissimo stabilimento Zefiro.
E c’è anche un’altra notizia interessante che sembra però non essere stata (ancora?) recepita dall’Amministrazione comunale la quale nel progetto di fattibilità dei solarium, stilato nell’aprile scorso, cita solo ordinanze del 2014 mentre, nella successiva ordinanza sindacale sulla stagione balneare del 22 maggio, fa riferimento a un allegato del decreto regionale del 21 marzo scorso che appare generico rispetto all’ordinanza della Capitaneria che data 29 maggio, quindi successiva: la balneabilità del mare di fronte al Musciarà e quindi al solarium dello Sbarcadero.
Scrive, testualmente, la Capitaneria di Porto che il mare non è balneabile “nel raggio di 200 metri dalle imboccature dei porti e degli approdi, dai moli foranei, dalle strutture portuali e dagli approdi turistici (inclusi pontili ed altre installazioni industriali in mare) ad esclusione degli specchi acquei debitamente segnalati a cura dei concessionari con gavitelli di cui all’art. 9 co.1 lett. f) ad una distanza di mt. 10 l’uno dall’altro, prospicienti le strutture balneari/aree attrezzate/solarium poste nei pressi della radice del molo di sopraflutto del Porto Piccolo di Siracusa sino ad una distanza di 50 mt. dalla costa/battigia, che è zona riservata alla balneazione, salvi eventuali divieti o limitazioni imposti da provvedimenti emanatati da altre Amministrazioni, soprattutto in materia di salubrità delle acque di balneazione”, mentre rimane il divieto per l’interno del porticciolo, là dove vedere bimbi e adulti in acqua è abituale.
Al momento sia il solarium dello Sbarcadero, sia quello ‘naturale’ (grazie alla conformazione della scogliera) per ora soltanto ipotizzato di via Iceta (per cui si aspetta ancora la messa in sicurezza delle scale di accesso al mare) risultano destinati alla sola fruizione elioterapica ma se non interpretiamo male quanto leggiamo nell’ordinanza della Capitaneria, in assenza di divieti di altro tipo (di cui non siamo a conoscenza e che comunque non sono segnalati), la balneabilità di quel tratto di mare, oltre a rassicurare i bagnanti, potrebbe consentire la realizzazione di quella discesa a mare per i disabili da anni richiesta da alcune associazioni e sempre negata proprio per un divieto a questo punto ‘presunto’. Ovviamente dovrà essere cura dell’Amministrazione posizionare i gavitelli prescritti per non risultare inadempiente.
Da correggere anche ciò che abbiamo letto in alcuni commenti e comunicati a proposito dell’irregolarità intrinseca dei solarium in quanto privi di personale di salvataggio.
“Le Amministrazioni comunali, concessionarie di aree demaniali marittime, in gestione diretta, per finalità di solarium aperti al pubblico a titolo gratuito … in caso di oggettiva e temporanea impossibilità ad istituire il servizio di salvataggio, comprovata da evidenze documentali, analogamente a quanto previsto per le spiagge libere, devono posizionare adeguati cartelli”. Così si legge nell’ordinanza 46/2025 dove viene anche specificata la dicitura da riportare sui cartelli di avviso, debitamente tradotta in tre lingue: “Attenzione – balneazione non sicura per mancanza di apposito servizio di salvataggio; – swimming not safe no lifeguard – baignade dangereuse à cause de manque de service de secours approprié”.
Inutile precisare che ciò comunque non assolve l’Amministrazione dal dover provvedere al servizio di salvamento per tutte le concessioni e le spiagge libere comunali e in questa direzione non c’è dubbio che l’avviso dell’8 giugno pubblicato per reclutare il personale per tale servizio (del quale ignoriamo gli esiti) non solo sia stato tardivo ma anche insufficiente perché tale da non garantire la sicurezza in tutti i siti.
Altra lacuna, l’assenza delle tante segnalazioni e informazioni dovute all’utenza (aree balneabile e non, pericolo di frane, ordinanze ecc.) che concessionari privati come pubblici dovrebbero predisporre. Ma qui si aprirebbe un capitolo infinito: difficile trovare chi sia veramente in regola.
(Foto di Marco Gambuzza e Giuseppe Di Giorgio)

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