La città di Siracusa fra gioco d’azzardo, usura, prestiti e qualità scolastica

La terza edizione del Gambling Black Book, recentemente rilasciato da CGIL, Federconsumatori e Fondazione ISScon, non contiene buone notizie. Essa si occupa di fare un resoconto sul gioco d’azzardo in Italia. Troviamo che le perdite in questo gioco sono costantemente aumentate e in particolare nelle province più povere. Nel 2024, le perdite hanno raggiunto i 157,4 miliardi di euro, un aumento del 6,6% rispetto al 2023 (cifra che corrisponde al 7,2% del PIL) superando la spesa sanitaria (20 miliardi di euro).

Si tratta di un raddoppio in un decennio, rispetto ai 110 miliardi di euro del 2019. La spesa pro capite (per quelli di età superiore ai 18 anni) ha raggiunto 3.137 euro. È da notare che il gioco d’azzardo online domina con un aumento del 12% su base annua, superando il gioco d’azzardo fisico (92 miliardi di euro).

Il gioco d’azzardo è meno prevalente nel centro-nord che al sud, confermando l’osservazione del rapporto di una “relazione inversa tra status socioeconomico e entrate del gioco d’azzardo”. Sulla base dei dati dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli troviamo Isernia che guida tutte le province italiane con oltre 4.200 euro in gioco d’azzardo online pro capite, con un aumento del 65% su base annua, segue subito dopo Siracusa, che è costantemente tra i primi posti da diversi anni. Ma anche altre due province siciliane (Messina e Palermo) fanno parte delle prime dieci in classifica. Per capire la gravità della situazione a Siracusa basta considerare che Napoli, spesso percepita come un hot spot da gioco d’azzardo, si trova molto al di sotto in classifica. Si deve ammettere che l’Italia è il più grande mercato nel gioco d’azzardo in Europa. Infatti gli italiani perdendo 21 miliardi di euro, superano Regno Unito, Germania e Francia (Paesi molto più ricchi).

In concreto è presente a Siracusa una parte di cittadini che credono ad una vittoria che risolverà i loro problemi finanziari. È da considerare che il rapporto omette i dati sulle piccole città quelle sotto i 10.000 abitanti (in provincia vi sono nove Comuni di questo genere) e di alcuni giochi fisici. Inoltre questo report non può considerare il gioco d’azzardo illegale che è stimato in 40 miliardi di euro in Italia e certamente non ne è esente Siracusa. Un fattore preoccupante da tener conto è di constatare che a Siracusa alcune sale da gioco sono aperte vicino a scuole.

Un altro fenomeno negativo in parte collegato all’elemento del “gioco d’azzardo” è quello dell’usura, aumentata in città sempre più negli ultimi anni.

Già nel 2019 da indagini eseguita dal prof. Fiasco e presentati alla consulta nazionale antiusura «Giovanni Paolo II» (convegno a giugno del 2019) si riportava che sulle 107 provincie Siracusa era a un alto grado d’usura oltre al gioco d’azzardo.

Esposizione all’usura90°
Massimo rischio finanziario*106°
Gioco d’azzardo on line (2017) Raccolta/popolazione

*indicatore che raggruppa: finanziamenti accordati e finanziati, sofferenze bancarie, sconfinamento,

http://www.consultantiusura.it/component/content/article/171-prof-maurizio-fiasco-qil- mio-debito-con-le-fondazioni-antiusura- e-enormeqassicurazioni, .html

Inoltre, si collega all’usura e al rischio finanziario un’altra dannosa dinamica sociale. È quella che viene denunciata ogni anno dai report sulla qualità del Sole 24ore. Parliamo dei prestiti sotto forma di crediti al consumo che a Siracusa continuano a crescere per ovvie ragioni (bassi redditi, aumento prezzi e tasse).

Tra i dati preoccupanti è presente il costante aumento delle “cessioni del quinto” per chi ha uno stipendio o pensione, pratica che diventa l’unica opzione per ottenere un finanziamento.

Nei nuovi dati rielaborati dalla Fondazione Fiba della First, sindacato dei bancari della Cisl, emerge una conferma sul territorio nazionale che interessa anche Siracusa. Così siamo ai primi posti per la quota di crediti al consumo sul totale dei prestiti. Che sia per acquistare lo smartphone, l’auto o la moto, la lavatrice, il frigorifero, si tende a indebitarsi e a pagare invece dell’intero importo subito, per non intaccare i risparmi da usare per eventuali spese improvvise.

Certamente la spiegazione è data dalla debolezza delle entrate familiari, ma a volte anche del non voler fare a meno di beni superflui. Abbiamo molte famiglie in cui ancora regna la forte logica del consumismo.

Alla fine quello che salva molti nuclei familiari è il lavoro nero praticato da commercianti e artigiani (non tutti, ma una grande maggioranza).

Ci riferiamo a bar, elettricisti, idraulici, falegnami, edili, ecc. a cui non puoi che accettare quel tipo di pagamento in nero, pena l’aumento per un’eventuale fattura. Addirittura vi sono artigiani (specialmente fra edili e idraulici) completamente nascosti al fisco, perché senza nessuna partita iva.

Però tanti cittadini acconsentono positivamente a questo fare non solo perché risparmiano, ma perché sanno che esiste un dato di fatto inopinabile, quello che negli ultimi trent’anni l’Italia non ha registrato una crescita delle retribuzioni, né un recupero del potere d’acquisto. Così tutti pensano a ragione d’avere di fronte uno Stato predone che chiede tanto, mentre dà sempre meno, soprattutto sul peggioramento dei servizi sanitari dove l’indignazione è maggiore.

Anche le banche e assicurazioni fanno la loro parte in negativo. A maggio 2025, il tasso annuale effettivo globale (Taeg) sulle nuove operazioni di prestito personale ha raggiunto in Italia il 10,18%, mentre in Francia è pari al 6,58% e in Germania all’8,3%. Così otteniamo che la spesa sulle polizze assicurative aumenta ogni anno, mentre nel periodo covid vi sono stati molti meno infortuni in città. In tal modo le assicurazioni hanno ricavato davvero degli extra profitti. Eppure, le stesse si lamentano denunciando che quasi il 50% delle auto a Siracusa, circola senza polizza assicurativa.

Un’altra situazione incresciosa riguarda il mondo della scuola. Ci riferiamo al costo dei libri scolastici nelle scuole dell’obbligo, di cui è diretto responsabile il ministero, ma anche il Comune per la parte di sua competenza. Si sa che è una situazione generale, ma in questa città che si trova agli ultimi posti nella qualità della vita, si nota maggiormente e questo è uno dei fattori che conduce alla dispersione scolastica (a Siracusa abbastanza alta).

Delle soluzioni concrete ci sarebbero come il proporre libri standard per tutte le scuole e destinare più risorse alle famiglie con un isee basso.

Sappiano che spesso le case editrici cambiano solo le copertine per riproporre nuove edizioni più costose e per scoraggiare il mercato dei libri usati.

Ma quante versioni di matematica, geometria e grammatica esistono?

Inoltre, non si concepisce il silenzio delle famiglie che non denunciano questo, anzi accettano supinamente che i loro figli si caricano zaini da 30 kg.

Ma non è presente nessuna legge sulla sicurezza per loro? Nei posti di lavoro per legge un lavoratore adulto non può superare il peso di 30kg. Inoltre né i libri né il materiale scolastico sono detraibili dalle tasse.

Perché non si forzi il ministero affinché le case editrici non facciamo grossi profitti, stampando ogni anno nuove “edizioni”) voluminose e pesanti? È anche un fare ecologico il ridurre l’enorme spreco di carta, inchiostro, plastica usa e getta.

Invece nessuno denuncia questo imbroglio oramai decennali che viene effettuato nelle tasche delle famiglie e sulle spalle dei bambini. Davanti a questa situazione, tutta italiana, c’è dell’altro perché i report del Sole 24ore riscontrano una scuola molto arretrata sia in tecnologia che qualità.

A livello tecnologico una soluzione sarebbe quella in cui le scuole e il Comune si attivino per fornire versioni digitali gratuite dei testi, permettendo agli studenti di scaricarli senza costi. Inoltre, dovrebbe essere previsto sia un contributo statale, ma anche comunale nell’aiutare le famiglie meno abbienti ad acquistare un computer da usare a scuola (strumento diventato indispensabile nella società).

Nell’ambito qualitativo troviamo il progressivo declino dai risultati finali che si ottengono. Infatti, nelle scuole medie, solo il 62% degli studenti nel Centro-Nord dimostra competenze adeguate in italiano, poi nel Mezzogiorno questa percentuale diminuisce significativamente (report di Italiaoggi e Sole 24 Ore).

Meno della metà di coloro che conseguono la licenza media accede alle scuole superiori con competenze sufficienti.

Inoltre, chi a Siracusa segue nei doposcuola gli alunni dichiara che solo 4 studenti su 10 alla fine della scuola elementare possiedono competenze adeguate in matematica.

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