IN RICORDO DI IVAN LO BELLO

Di Ivan Lo Bello ricordo il  suo viso sempre sorridente. Sorrideva sia quando ti capitava di incontrarlo casualmente, sia quando si confrontava con i sindacati dei lavoratori sui grandi temi industriali. Non l’ho mai visto arrabbiato. Ricordo l’ultima volta che l’ho incontrato al Piazzale delle Poste, quando la sua malattia, la più cattiva delle malattie per una persona giovane e brillante come lui,  avanzava a vista d’occhio. Si avvicinò a me e a mia moglie sorridendo, non saprei dire se ricordava il mio nome, ma di sicuro gli ricordavo una persona  amica. Ci abbracciammo con affetto.

A Siracusa  i suoi interlocuteri più fidati, specie durante la presidenza  dell’Associazione degli industriali, erano Ugo Colaianni e Alvaro Di Stefano, con i quali condivideva le decisioni più delicate.  A Colajanni e a  Di Stefano mi legava una fraterna amicizia.  Erano gli anni Ottanta, gli anni della svolta del Partito comunista ed io, come segretario provinciale, ero inevitabilmente un loro interlocutore, come lo era stato Nino Consiglio e successivamente Bruno Marziano, prima come segretario della Cgil e poi come presidente della Provincia. Ivan era il più giovane di noi, ma la sua capacità di intuire i mutamenti e di guidarli  era impressionante. Soprattutto impressionava la semplicità con cui inquadrava i problemi, di coglierne il nucleo essenziale e di  prospettarne le soluzioni.  Aveva una visione lungimirante dello sviluppo industriale, turistico, della valorizzazione dei beni culturali.

Nel momento in cui Ivan ci lascia, assieme a lui voglio ricordare quelle due spendide persone che sono state Ugo Colajanni e Alvaro Di Stefano. Con Ugo c’è stato un rapporto fraterno. Di lui conservo ricordi bellissimi.
Ne voglio raccontare uno in particolare. Ugo era rimasto quel che era da giovane nella sua Caltanissetta: un comunista. Più volte il 7 novembre, anniversario della rivoluzione russa, siamo andati a cena insieme e abbiamo brindato con la vodka nel ricordo dei nostri ideali giovanili.  Alvaro e sua moglie mi avevano chiesto di conoscere Emanuele Macaluso, del quale ero amico. In occasione della presentazione a Siracusa di un suo libro, organizzai l’incontro insieme alle nostre mogli. Passammo una giornata indimenticabile. Tra Alvaro e Macaluso nacque anche una bella amicizia.
Tante altre cose vorrei ricordare di Ivan, Ugo e Alvaro, ma con l’avanzare degli anni, quando parli di persone che non ci sono più e a cui hai voluto bene, ti prende la malinconia e ti blocchi.

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