Annualmente l’Istat pubblica un report sul Benessere equo e sostenibile dei territori (BesT). Il report delinea, attraverso 70 indicatori, il divario esistente tra i territori, nel contesto regionale e nazionale; conoscere tali diseguaglianze “di benessere” può essere utile ad orientare le politiche locali.
Un primo quadro di sintesi è stato ottenuto valutando la frequenza con cui ciascuna provincia occupa posizioni migliori o peggiori nell’ordinamento delle province italiane; tali frequenze sono state misurate considerando la distribuzione degli indicatori provinciali di benessere relativo, divisi in cinque classi (bassa, medio-bassa, media, medio-alta e alta) definite per ciascun indicatore. I dati sono riferiti all’ultimo anno disponibile (per i vari indicatori) e ci restituiscono un quadro in deciso peggioramento della provincia di Siracusa dove aumenta la classe bassa dal 31,7 al 34,4 (% degli indicatori) e diminuiscono le classi medio-alta e alta rispettivamente dal 16,7 al 14,1 e dal 10,0 al 4,7. Andamento quasi sovrapponibile a quello di Siracusa, viene registrato complessivamente anche per la regione.
Il primo “Dominio” esaminato dal report è quello della Salute che utilizza diversi indicatori, tra i quali la Speranza di vita alla nascita è quello che resta sempre al di sotto del valore nazionale di confronto. Dopo una lieve ripresa nel 2022 e nel 2023, rimbalzo post-covid, nel 2024 Siracusa con 79,6 anni negli uomini si pone al terzultimo posto preceduta in negativo da Caserta e Napoli, mentre per le donne con 83,4 anni si classifica ultima tra le province italiane a “pari merito” con Napoli.
La provincia di Siracusa si conferma anche come la provincia siciliana con il più alto tasso di mortalità per tumore (20-64 aa.), sebbene con un trend in miglioramento. Stranamente, Siracusa è anche la provincia più colpita nell’anno in esame (2022) per tasso di mortalità da incidente stradale.
Il secondo Dominio analizzato è quello dell’Istruzione e della Formazione, dove quasi tutti gli indicatori risultano in Sicilia su livelli di benessere inferiori a quelli del Mezzogiorno e soprattutto ai corrispettivi valori medi nazionali. L’unica eccezione riguarda la partecipazione al sistema scolastico dei bambini di 4-5 anni, dove il livello è lievemente superiore alla media nazionale. La Sicilia infine è leggermente più avvantaggiata rispetto al resto del Mezzogiorno per il passaggio all’università dei neodiplomati. Anche Siracusa segue questo andamento non lusinghiero, ed in particolare nella percentuale di NEET (giovani che non lavorano e non studiano) che raggiunge il 33,7% (media nazionale 16,1 %) è superata in negativo solo da Caltanissetta (33,8%). Buona invece la percentuale di bambini che hanno usufruito dei servi comunali per l’infanzia che si attesta all’11,2, la più alta della Sicilia ma lontana dal 16,8 della media nazionale.
Nel Dominio Lavoro e conciliazione dei tempi di vita il profilo della Sicilia è caratterizzato da livelli di benessere decisamente inferiori alla media nazionale e più bassi rispetto anche al resto del Mezzogiorno.
All’interno della regione si registrano ampi divari territoriali, e le province con il risultato migliore si posizionano generalmente ben al di sotto della media-Italia.
Gli indicatori più rilevanti mostrano anche in questo caso una situazione particolarmente precaria della provincia di Siracusa; il Tasso di Occupazione (20-64 aa.) raggiunge il 47,7% contro una media nazionale del 66,3%; il Tasso di infortuni mortali e inabilità permanenti si attesta al 12% nei confronti di una media nazionale del 10% (ma in questo caso solo Palermo tra le province siciliane ha una percentuale migliore); il Tasso di Occupazione giovanile (15-29 aa.) fa registrare (nel 2023) una percentuale del 20,3 a fronte di una media nazionale del 34,7; non disprezzabile però il lieve miglioramento rispetto al 2022 con un aumento dal 19,4 al 20,3.
Nell’ambito del Dominio Benessere Economico si rilevano in Sicilia livelli di benessere generalmente in linea con quelli del Mezzogiorno, ma molto più bassi della media-Italia. In generale, tutte le misure presentano miglioramenti rispetto ai livelli precedenti la crisi pandemica del 2020, ma non sufficienti a recuperare il gap con l’Italia.
Due gli indicatori più interessanti che riguardano la provincia di Siracusa; il primo è relativo al reddito medio annuo disponibile pro-capite (2022) che è di € 16.152, quasi 5.000 € in meno della media nazionale; il secondo si riferisce al Tasso di ingresso in sofferenza dei prestiti bancari alle famiglie, che nel 2023 posiziona Siracusa all’ultimo posto tra le province siciliane e soprattutto del 250% superiore a quello medio nazionale.
Nel Dominio Politica e Istituzioni vi sono luci ed ombre sia a livello regionale che provinciale. L’ombra più scura è sicuramente quella della partecipazione elettorale misurata sull’ultima tornata delle Europee 2024. Un trend negativo dell’astensionismo che è diffuso a livello regionale e nazionale, ma che è particolarmente accentuato in provincia di Siracusa dove i votanti sono stati il 34,1 % degli aventi diritto. Dato peggiore di quello siciliano del 38% e di quello nazionale del 49,7%.
Altrettanto oscuro risulta il tasso di affollamento degli istituti di pena, che nella provincia di Siracusa raggiunge il 127,4%, più di un quarto superiore alla capienza massima.
Luci si registrano invece, a sorpresa, per alcuni indicatori tutti al di sopra della media nazionale: donne elette nelle amministrazioni comunali (anno 2023), amministratori comunali con meno di 40 anni (anno 2023), capacità di riscossione dei Comuni (anno 2021). Nel primo caso, Siracusa raggiunge il 36,2% contro un 33,4 nazionale; nel secondo, gli amministratori comunali con meno di 40 anni sono il 27,6% a fronte di un dato nazionale del 24,0%, la capacità di riscossione dei Comuni è del 76,2% complessivamente nella provincia e del 75,5% a livello nazionale.
Non mancano le sorprese anche nel Dominio Sicurezza dove la provincia di Siracusa, dopo quella di Agrigento, fa registrare il Tasso (per 100.000 abitanti) più alto di omicidi volontari, nel 2022: 1,6 contro 0,6 nazionale; dato in netto peggioramento rispetto al 2019. Al contrario tutti i dati (anno 2022) relativi ai reati contro il patrimonio (furti, borseggi, rapine) sono discretamente migliori di quelli nazionali, anche se più alti della media regionale. I reati contro il patrimonio sono anche in miglioramento rispetto al 2019.
Nel Dominio Paesaggio e patrimonio culturale il report esplora la Densità e la rilevanza del patrimonio museale, la Diffusione delle aziende agrituristiche e la Densità del verde storico. Rilevante, in tale contesto, è il notevole aumento delle aziende agrituristiche registrato tra il 2019 e il 2022 con un sostanziale raddoppio delle stesse. Ottima anche la densità e la rilevanza del patrimonio museale per la quale Siracusa risulta, in proporzione, la prima provincia siciliana. Nessuna variazione per quanto riguarda il verde storico per il quale la provincia si colloca a metà della classifica regionale. Da sottolineare come nell’anno 2022 i visitatori dei musei siano stati, nella provincia di Siracusa, per il 49,3% stranieri. Percentuale più alta sia della media regionale (41,5%) sia di quella nazionale (42,2%).

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