Il ritardo accumulato da una generazione per il raggiungimento di alcuni obiettivi di crescita personale e professionale rispetto alle generazioni che l’hanno preceduta viene definito Divario Generazionale. Si tratta di un indicatore che esplora diversi ambiti, tecnicamente Domini, nei quali esiste un gap che i giovani scontano a livello di opportunità di Lavoro, di Benessere, di Educazione e di Inclusione.
Avere conoscenza di tali divari, per mezzo di un indice sintetico che riesca a rappresentarli, permette di quantificare gli ostacoli che le giovani generazioni devono superare per raggiungere la piena maturità socioeconomica.
In tal senso, la Fondazione per la Ricerca Economica e Sociale (già Fondazione Bruno Visentini) in partenariato con l’Agenzia Italiana per la Gioventù (ente pubblico non economico vigilato dal Ministero per le Politiche Giovanili) hanno promosso un progetto che ha coinvolto gli studenti di undici scuole superiori di secondo grado selezionate in tutto il territorio nazionale; il tema del progetto ha riguardato proprio le difficoltà che le giovani generazioni si trovano ad affrontare nel raggiungimento di una vita autonoma e di realizzazione professionale.
“Giovani agenti del cambiamento e partecipazione democratica” il titolo scelto, ed in concreto quattro obiettivi:
1) coinvolgere gli studenti, attraverso un puntuale percorso didattico, nel calcolo dell’indice a livello locale confrontandolo con quello nazionale per identificare la maggiori divergenza;
2) formulare delle proposte concrete che siano in grado di ridurlo;
3) sensibilizzare il mondo istituzionale, accademico e socio-economico, sull’importanza di adottare strategie comuni per ridurre il divario generazionale;
4) valutare l’effettivo impatto sulle competenze degli studenti in merito ai temi affrontati durante le attività progettuali.
Nel progetto è stato coinvolto l’Istituto Tecnico Rizza di Siracusa che a conclusione del lavoro svolto, ha organizzato un convegno che si è tenuto lo scorso 21 marzo presso l’Urban Center. Si è trattato di un incontro di ottimo livello soprattutto per la qualità dei relatori intervenuti. Primo fra tutti il professore Luciano Monti docente di economia presso la LUISS, condirettore della Fondazione RiES e di fatto il promotore del progetto a livello nazionale. Sono intervenuti da remoto anche il professore Tiziano Salvaterra sociologo e direttore della rivista Giovani e Comunità locali di Trento, la dott.ssa Serena Angioli rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione Europea, area Gioventù e Sport.
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Il convegno è stato aperto da una tavola rotonda a cui hanno partecipato il Prof. Pasquale Aloscari Dirigente scolastico dell’Istituto Rizza, il Prof. Giancarlo Pavano esperto politiche giovani ANCI Sicilia, la dott.ssa Rossana Cannata sindaco di Avola e vicepresidente ANCI Sicilia, il dott. Salvo Sorbello Presidente Osservatorio Civico, l’Ing. Giancarlo Bellina vicepresidente Confindustria Siracusa e il dott. Marco Zappulla asssessore alle politiche giovanili del comune di Siracusa.
Di particolare rilievo è stato l’annuncio della imminente emanazione da parte dell’ANCI di Linee Guida che i Comuni dovrebbero utilizzare nella stesura del Documento Unico di Programmazione (DUP); tali linee guida hanno lo scopo di valutare l’impatto delle politiche pubbliche sul divario generazionale, cioè verificare se la programmazione (bilanci) degli Enti Locali siano in grado di incidere effettivamente sulle politiche giovanili.
Il clou dell’incontro è stato ovviamente, l’esposizione dei risultati del progetto a cui hanno contribuito alcuni studenti dell’Istituto Rizza, indirizzo Trasporti e Logistica e indirizzo Grafica e Comunicazione, coordinati dai docenti Basile, Costanzo e Pavano.
L’esposizione è partita dalla descrizione delle caratteristiche demografiche e socio-economiche del territorio aretuseo. I dati presentati sono stati, purtroppo, in linea con quelli già di pubblico dominio.
Nel primo campo, demografia, di rilievo risultano l’inverno demografico e il progressivo invecchiamento della popolazione. Decrescita della popolazione dovuta sia a fenomeni migratori sia ad un “saldo naturale” negativo (curva nascita-decessi sempre più divaricata). La popolazione siracusana dal 2002 al 2023 si è ridotta di 6649 unità. La riduzione della popolazione si conferma anche nei dati Istat al 31.12.2024.
Tale andamento si registra anche nella popolazione scolastica, solo parzialmente compensato dall’incremento di quella straniera che nall’anno scolastico 2024/2025 si attesta mediamente al 5%, con punte fino al 9% nelle classi di età inferiori (asili nido e scuole dell’infanzia), per scendere progressivamente nella scuola primaria e secondaria di I° e II° grado.
Dal punto di vista socio-economico gli ambiti esplorati sono stati 10 con l’approfondimento di 61 indicatori, che vanno dall’ambito Salute, all’Istruzione e Formazione, al Lavoro, alla qualità dei Servizi, ecc…; ambiti di cui riportiamo per brevità solo alcuni dati salienti, confrontati con la media nazionale.
L’alta percentuale di NEET (giovani che non lavorano e non studiano); la scarsa competenza numerica e alfabetica (classe III^ secondaria di I° grado); il basso tasso di occupazione giovanile; il reddito annuo pro-capite disponibile molto al di sotto di quello medio nazionale; l’alta mobilità dei laureati.
La conclusione degli aspetti demografici e socio-economici dei relatori è stata abbastanza pessimistica: se fino al 2021 la provincia di Siracusa presentava ancora un valore aggiunto per abitante sufficientemente buono (il più alto della regione), la rapida de-industrializzazione che sta subendo negli ultimi anni comporterà certamente la perdita di tale primato che difficilmente potrà essere compensato dallo sviluppo di altri settori.
E veniamo ai dati della ricerca presentati dalla professoressa Costanzo.
Il primo Dominio esplorato è quello del Lavoro: il GDI (indice di divario generazionaale), esprime gli effetti sul livello di accesso, da parte dei giovani, al lavoro e alle condizioni di sicurezza sociale; in questo caso l’indicatore è dato dal rapporto tra la media della disoccupazione giovanile e il tasso di occupazione donne/uomini 15-29 anni; Il divario Italia/Siracusa è particolarmente accentuato (102<116), ma in quest’area il GDI è andato progressivamente a ridursi. Ciò è dovuto al fatto che la disoccupazione giovanile a Siracusa, pur essendo discretamente più alta rispetto al resto d’Italia, dal 2006 al 2023 è scesa in maniera più sostenuta.
La seconda area esplorata è quella dell’Educazione che indica il livello di accesso e di efficacia dei percorsi di educazione, formazione e ricerca dei giovani; l’indicatore è dato dal rapporto tra la media del Numero di giovani 18-39 anni con cittadinanza italiana che vanno via dal Paese (in riferimento al numero di cancellazioni anagrafiche per trasferimento di residenza effettuate dai comuni) e la media dell’abbandono scolastico; anche qui si evidenzia un netto divario tra la serie Italia e la serie Siracusa. In questo caso il divario generazionale è molto più evidente nella nostra provincia. Il dato, peraltro, era già in parte conosciuto collocandosi Siracusa tra le province con più alto tasso di dispersione e abbandono scolastico. GDI : Italia 157, Locale 210. In effetti, anche il dato nazionale sulla dispersione HC (capitale umano) non è peraltro molto rassicurante sebbene ciò non possa dirsi un mezzo gaudio.
Il terzo Domino è quello del Benessere, l’indicatore in questo caso palesa il rapporto tra la media dei giovani che vivono in famiglia e la media delle età dei genitori alla nascita del primo figlio, e cioè la difficoltà dei giovani siracusani ad emanciparsi, ad allontanarsi dal nucleo familiare. il GDI è leggermente maggiore a Siracusa rispetto all’Italia (108>105).
Infine, l’ambito Inclusione il cui GDI viene calcolato dal rapporto Percentuale Neet 15-34 anni /Popolazione straniera residente 15-34 anni. Anche in quest’area il GDI della provincia di Siracusa è più alto di quello della media nazionale (Ita 108< SR 115). E’ stato però registrato un andamento diverso tra i due sottodomini. Mentre, infatti, la media dei Neet è scesa sia in Italia che a livello Locale quasi con lo stesso andamento attestandosi a 91 per l’Italia e a 93 per Siracusa; gli stranieri 15-34 aa. sono cresciuti a livello locale con un aumento più sostenuto (125 Italia< 137 Locale).
In conclusione, l’indice di Divario Generazionale complessivo non poteva che segnalare una discreta differenza tra Italia e Siracusa (20 punti). Ridurre tale Divario necessità di azioni concrete che possono risultare efficaci se non vengono implementate singolarmente, ma in uno scenario che veda tutti gli attori interessati agire «in rete». L’esempio più pregnante in tal senso è quello che ci viene dai Progetti del PNRR dove un’azione di coordinamento tra le Scuole avrebbe probabilmente dato dei risultati migliori e senza dispersione di risorse.

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