Stiamo vivendo la quarta rivoluzione industriale caratterizzata dalla digitalizzazione e dall’automazione, ossia dall’uso di tecnologie avanzate per il controllo e la gestione di processi produttivi, che riducono l’intervento umano al minimo e aumentano l’efficienza operativa. Contestualmente lo sviluppo massivo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, le TIC, stanno crescendo in numero e si stanno evolvendo nelle specificità, per operare in ambiti fortemente eterogenei, ma sempre più interconnessi tra di loro influenzando e modificando lo sviluppo sociale, culturale, politico ed economico delle nostre comunità.
Gli studiosi definiscono questo ambiente come infosfera o spazio informazionale. Nella infosfera la scienza dei dati si connette con l’Intelligenza artificiale, pervadendo, seppure in maniera diversa, le differenze territoriali, sociali, generazionali e di genere, la vita delle persone. Al punto che dovremmo considerare la presenza delle tecnologie avanzate una presenza “naturale”, capace di incidere sull’intera fenomenologia della nostra esperienza.
La conseguenza più significativa è che le tecnologie della comunicazione incidono anche sui nostri modi di conoscere, plasmano il nostro apparato cognitivo.
Questa profonda trasformazione della società, che sta impattando su tutti i settori sociali, appunto, dalla comunicazione al mondo del lavoro, dall’educazione alla sanità, colpisce, in particolare, il mondo della scuola, non poteva non essere al centro degli interessi culturali di ProteoFareSapere, l’associazione professionale che si occupa delle questioni scolastiche, della formazione dei docenti agendo con percorsi specifici di formazione /informazione in tutto il vasto mondo della conoscenza.
Ci preoccupa moltissimo, l’idea di “agentività”, ossia il lasciare alle macchine, specialmente le A.I. generative, la possibilità di divenire causa dell’innovazione, del cambiamento perché non è ancora stato dimostrato che l’introduzione di questi dispositivi TIC possa realizzare il miracolo del miglioramento del risultato scolastico degli studenti.
Ebbene per PROTEO FARE SAPERE, FLC-CGIL, ICOTEA organizzare questo convegno ha significato e significa segnalare l’emergenza educativa scaturita, anche, dall’invasione delle tecnologie generative.
Nei contesti educativi, i sistemi di interazione strumenti-allievi-sapere e strumenti-insegnante-sapere vengono a ridefinire il processo di insegnamento-apprendimento modificando radicalmente il ruolo docente, il quale interverrebbe nella relazione allievo-sapere in maniera indiretta, solo attraverso la predisposizione delle “machine learning” e delle regole del loro uso. Le machine learning anziché i docenti diverrebbero i mediatori che intrattengono la relazione diretta con il soggetto che apprende, trasformando la relazione insegnamento-apprendimento in processo di auto-insegnamento dell’alunno verso sé stesso.
Nella relazione educativa docente-discente, come affermato dalle neuroscienze, sono gli aspetti empatici, emotivo-affettivi e psicologici che giocano un ruolo fondamentale di sostegno, anzi sono le condizioni indispensabili, della responsabilità e del difficile compito dell’apprendimento.
Spetta al docente il compito di guida, coordinamento e concertazione che stimoli l’atteggiamento di ricerca, connessione e riflessione sulle conoscenze, nella consapevolezza che non è sufficiente l’uso dei dispositivi tecnologici a integrarle.
Ebbene, quanto detto rappresenta la necessaria premessa teorica alla conseguente riflessione pedagogica sull’uso delle tecnologie avanzate, in quanto esse hanno il potere di strutturare abitudini. Tuttavia, bisogna considerare che il potere trasformativo provocato dal loro utilizzo può assumere un significato diverso, sia positivo, sia negativo. Le tecnologie generative come ad esempio Chat-GPT, Gen-AI, DeepL’s next-gen, potrebbero renderci App-dipendenti, determinando le nostre scelte, oppure App-attivi inducendoci ad assumere un atteggiamento esplorativo, stimolando le nostre conoscenze e le modalità del nostro lavoro.
La scelta pedagogica ottimale auspicata, che è nel contempo sfida pedagogica, è comprendere criticamente come possiamo approfittare di questo cambiamento, comprenderlo assumendo un atteggiamento valutativo per dirigerlo nella prospettiva della costruzione di un “nuovo umanesimo”. La prospettiva auspicata dal filosofo Edgard Morin in cui si possa edificare un sistema scolastico che sappia superare l’autoreferenzialità e l’iperspecialismo delle conoscenze, le gabbie disciplinari, la separazione tra cultura umanistica e scientifico-tecnologica per accompagnare gli studenti nella crescita rendendoli capaci di “meticciare” e “ibridare” pensiero matematico e algoritmi con il pensiero narrativo e le scienze umane, affinché le conoscenze possano essere rielaborate attivamente. Dunque la pedagogia del pensare interconnettendo, solidarizzando le conoscenze separate sviluppando in tal modo un’etica di interconnessione e di solidarietà tra gli uomini.
Il paradigma metodologico più confacente è rappresentato dalla teoria epistemologica del Socio-Costruttivismo come nuova strategia di apprendimento nella quale inscrivere i processi di appropriazione della conoscenza mediati dalle tecnologie generative avanzate. Esso si fonda sulla “conoscenza dichiarativa” che sollecita al “conoscere facendo”, ossia che induce a un agire all’interno del contesto socioculturale in cui l’individuo agisce.
Naturalmente Proteo Fare Sapere ritiene necessario sviluppare processi di formazione dei docenti agendo in collaborazione con l’istituzione scolastica.
A tale scopo stiamo costituendo una “rete di scuole” interessate a sviluppare buone pratiche anzitutto di natura progettuale. Il nostro intento è quello di rendere protagonista attivo “il Consiglio di Classe” responsabile delle scelte educativo-formative dell’unità fondamentale, la classe, in cui si articola la struttura organizzativa della istituzione scolastica autonoma.
Ebbene è nel Consiglio di classe che le scelte di superamento delle “gabbie disciplinari” possono essere superate in vista di “ibridare” il pensiero matematico con il pensiero narrativo e le scienze umane.

Commenti recenti