All’Urban center il convegno “Scienza dei dati e Intelligenza Artificiale”

Si è svolto presso l’Urban Center di Si­ra­cu­sa, il con­ve­gno “Scien­za dei Dati e I.A.”. Un ap­pun­ta­men­to promos­so dal­l’As­so­cia­zio­ne pro­fes­sio­na­le Pro­teo Fare Sa­pe­re Si­ra­cu­sa, in col­la­bo­ra­zio­ne con l’I­sti­tu­to Uni­ver­si­ta­rio Ico­tea e FLC CGIL Si­racusa­. Il tema cen­tra­le del­l’in­con­tro è stato: “Qua­le pe­da­go­gia per af­fron­ta­re le sfi­de del­la nuo­va fron­tie­ra del­la co­no­scen­za, del­l’in­for­ma­zio­ne e del­la co­mu­ni­ca­zio­ne”. Un’oc­ca­sio­ne di ri­fles­sio­ne e con­fron­to su come l’in­tel­li­gen­za ar­ti­fi­cia­le e la scien­za dei dati stia­no ri­de­fi­nen­do i con­fi­ni del­l’e­du­ca­zio­ne, del sa­pe­re e del­la re­spon­sa­bi­li­tà so­cia­le.

Il con­ve­gno è stato coordinato dalla prof.ssa Monica Cartia e ha visto i saluti del Presidente dell’assemblea provinciale Flc Cgil che ha sottolineato come sia necessario bilanciare le opportunità offerte dall’I.A. con le numerose sfide e punti interrogativi che essa pone in tutti i settori e soprattutto nell’istruzione. Al tavolo anche la dirigente del liceo Corbino Lilli Fronte.

L’incontro ha visto protagonista la prof.ssa Giu­sy Gar­ra­si, Pre­si­den­te di Pro­teo Fare Sa­pe­re che, attraverso un excursus storico-pedagogico, ha messo al centro del dibattito la profonda trasformazione della società che sta ovviamente interessando tutti i settori sociali e, in particolare, il mondo della scuola, centro degli interessi culturali di ProteoFareSapere, l’associazione professionale che si occupa delle questioni scolastiche, della formazione dei docenti attraverso percorsi specifici di formazione /informazione in tutto il vasto mondo della conoscenza. Riportiamo di seguito l’intervento della Dirigente Garrasi, le sue valutazioni e conclusioni.

Il prof. Tom­ma­so Ba­ro­ne ha relazionato sull’uso re­spon­sa­bi­le del­l’I.A. che ormai da anni è protagonista nelle nostre vite (internet, google map, Alexa fino a chatgpt) perché capace di ottimizzare i tempi, veloce nei calcoli, rapida nel fornire dati in tempo reale. Nonostante l’enorme impatto e centralità che essa ha acquisito, l’IA elabora dati che già conosce e non è capace di elaborare pensiero, tanto più critico: dunque la resilienza e i pregiudizi stanno nell’uomo stesso, unico ad essere capace di creatività e fantasia.

Un volo pindarico poi ha accompagnato le riflessioni del prof. Elio Cap­puc­cio L’I.A., ri­sor­se e ri­schi. Partendo John McCarthy, padre e pioniere dell’intelligenza artificiale, Cappuccio ha spiegato gli ascoltatori attraverso il pensiero dei grandi filosofi e con esempi concreti come l’IA si sia evoluta dagli anni ’50 in campo artistico, cinematografico, finanziario, giuridico e sanitario. Robot giapponesi che riproducono tutte le fasi di crescita di un animale, opere quali Il ritratto di Edmond Belamy, a firma di un algoritmo, battuto all’asta per 432mila dollari, programmi di recupero senza la presenza dello psicoterapeuta umano (Usa sui soldati) solo per citare alcuni esempi, pongono un problema etico e concreto: il controllo degli usi dell’IA e la convivenza tra IA e uomo, a patto che quest’ultimo non si faccia pigramente abbindolare.

Altra figura di pensatore siracusano il Prof. Ro­ber­to Fai – La sfi­da del­l’I.A. e la co­no­scen­za uma­na. che si chiede se sia forse l’ultima frontiera dell’umano questa rivoluzione tecnico-scientifica e antropologica di civiltà e planetaria. Partendo dall’affermazione che l’uomo è l’unica specie tecnica per natura e che il nostro accesso al mondo passa proprio per la tecnica, Fai solleva diversi dubbi su quale effetto possano le macchine esercitare su di noi e su quale sia il fine delle macchine stesse. E in che modo politica e istituzioni, anche cittadine, si pongono dinanzi al cambiamento e come intendano governarlo. Scomparsi quasi tutti i luoghi d’incontro, restano pochi presidi dinanzi alla società liquida pervasiva in cui ci troviamo e una di queste è la scuola. Sarà dunque fondamentale stabilire norme e chiarire il rapporto tra scienza e la dimensione politica.

Il dibattito si è concluso con l’intervento del Prof. Al­ber­to Gu­gliel­mi­no – L’I.A. da Alan Tu­ring ad oggi che ha da subito mostrato all’uditorio come da anni siamo condizionati dai sistemi dell’IA ed in essa ci siamo calati senza rendercene conto. Partendo da Alan Turing, considerato tra i padri della scienza informatica e dell’intelligenza artificiale, Guglielmino ha spiegato come, attraverso degli algoritmi (un insieme di operazioni ricorrenti ed eseguite sempre nello stesso modo) l’IA riesca ad associare i dati di input con quelli di output finché costruisce dei modelli che può applicare a problemi della stessa tipologia. L’ IA mostra sempre un approccio empatico perché è un prodotto commerciale e noi, utilizzandola, forniamo ai software i nostri dati. Questi dati incrociati vanno ad altre società e servono ad allenare altri modelli di I A. Sarà importante certamente l’azione della scuola e dei docenti perchè i ragazzi, che noi chiamiamo nativi digitali, in verità utilizzano in modo passivo questi strumenti senza sapere come funzionano. Per questo il liceo Corbino di Siracusa è la prima scuola della città che aderisce alla rete nazionale Licei Scienza dei dati e intelligenza artificiale con l’obiettivo di integrare l’uso dell’IA nelle altre discipline per sviluppare un uso consapevole delle tecnologie.

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