The Internationalists – News and views from Siracusa’s thriving international community

Una nuova rubrica – The Internationalists. News and views from Siracusa’s thriving international community – coordinata da un collega inglese, Bob Swain, su suggerimento dell’amico Corrado Giuliano. Una proposta, quindi, al momento un esperimento, per dare spazio e voce ai cittadini stranieri che da tempo hanno scelto la nostra città  (in prevalenza Ortigia), come luogo d’elezione. È una realtà che arricchisce ed offre un contributo alla crescita di tutta la comunità. Ascoltare il loro punto di vista, frutto certo di esperienze e stili di vita anche diversi dai nostri, crediamo possa servire a loro per far conoscere e migliorare la propria rete di ‘mutuo soccorso’ per chi sceglie di trasferirsi qui da noi e insieme, a noi come a loro, per colmare quelle differenze che possono generare qualche incomprensione, qualche dissonanza che un aperto confronto, senza pregiudizi, può servire a far sparire se ci si sente liberi di dire e di replicare. Ad aiutarci la nostra Maria Lucia Riccioli che si occuperà di tradurre i diversi contributi. Benvenuti!

                                                                                                                                                                                                                             A local architect once told me he believed there should be a monument to honour those who stayed behind in Ortigia in the dark days of the 1980s. It was a tough place to live back then when so many others had abandoned it for new homes elsewhere in Siracusa.

But for the few stay-behinds and the efforts of dedicated campaigners, Ortigia would have been ripped down and modernised in a brutal modern style. Miraculously it survived to rise again as a UNESCO heritage site.

And perhaps some recognition should also be given to the outsiders who subsequently made Ortigia their home – both foreigners and Italians from across the straits. We’re not talking about tourists but settlers who arrived, fell in love and invested in homes to return them to their former glory.

Alongside enlightened locals, these Outsiders helped bring Ortigia back from its previous state of decay, playing a crucial role in rejuvenating the city. Their voices now deserve to be heard alongside the native population.

It can come as no surprise that Siracusa has a thriving and expanding international community. Concentrated in Ortigia but also scattered throughout the town and surrounding areas, they have brought with them a wealth of experience and have driven much of the regeneration of recent years. Many were leaders in their fields in previous lives beyond Sicily and have a great deal to offer within their new community. So who are they?

Apart from hard-working long-established communities from Bangladesh, Sri Lanka, China and Africa – all of whom bring a rich diversity to Siracusa – the big increase in recent years has been in settlers from economically developed nations around the world. This is the group that has steadily invested, developed and made a home here.

I am English. Together with my Italian wife, I first arrived Sicily 10 years ago and have been settled in Siracusa for eight. When we first arrived, there was a modest number of long-term international residents – many of them English. But there was also a steady stream of newcomers.

There were couples with one Italian partner, there were those with Sicilian ancestors, there were those who simply had a passion for Italian and Sicilian culture. All of them arrived in Siracusa, fell in love and remained.

My wife’s background was in community development, so she was keen from the beginning to establish some kind of network to help newcomers to settle in their new environment. Of course, it’s crucial for any immigrant to become a part of the wider community of local people. But there is so much to learn when you first arrive that the support of others who have been through the same experience is crucial.

Eventually, we came together with a small number of like-minded people and nearly four years ago they helped give birth to the Siracusa International Network (SIN). The most important function of this informal group is to organise a monthly social gathering. But I also write and distribute a monthly newsletter, which provides an opportunity to publicise other news and events organised by our members.

Among the most import of these is Caffé Conversazione. At the first gathering of SIN, it was clear that there was a need for help with Italian language skills. So we sought out a wonderful group of dedicated volunteers who have organised and taught regular classes ever since. Thanks to their hard work, these have become a resounding success in their own right.

To give some idea of the numbers of visitors settling in Siracusa, we have already reached almost 300 people on the SIN database – and there are many foreign residents who are not part of our group. The old days when the majority were English are long gone. After a period when we noticed a large increase in Scandinavian incomers, the majority of new faces are now undoubtedly from the USA. But in truth we have a veritable United Nations with members from practically every European country as well as the USA, Canada, Australia and all around the globe.

Although there are a few younger faces, the vast majority are either retired or nearing retirement. And they are mostly from high level professional and creative lives – including careers in sectors such as finance, management, diplomacy, journalism, advertising, marketing, literature, film, theatre, art, science, health care and education.

Although some perspectives may differ, we have a lot in common with the local population in terms of our priorities in life but also in our desire to ensure the best for our adopted home. We believe that we represent a significant new population in certain parts of the city with experience and views that can be of help in the crucial conversations we all face – such as the management of tourism, traffic, the environment, noise, healthcare, planning and development.

These are all subjects that I hope to dip into with an Internationalist perspective in future articles. Many thanks to La Civetta di Minerva for providing us with the opportunity to contribute our views to such important discussions.

Gli Internazionalisti – Notizie e opinioni dalla fiorente comunità internazionale di Siracusa
Di Bob Swain
Un architetto locale una volta mi disse che credeva che ci dovrebbe essere un monumento in onore di coloro che rimasero a Ortigia nei giorni
bui degli anni ‘80. Era un posto difficile in cui vivere a quei tempi, quando tanti altri l’avevano abbandonato per nuove case altrove a Siracusa. Se non fosse stato per i pochi rimasti e per gli sforzi di attivisti devoti, Ortigia sarebbe stata demolita e modernizzata in uno stile brutalmente moderno. Miracolosamente è sopravvissuta per risorgere come sito patrimonio dell’UNESCO.
E forse un po’ di riconoscimento andrebbe dato anche agli stranieri che in seguito hanno fatto di Ortigia la loro casa, sia stranieri che italiani provenienti dall’altra parte dello stretto. Non stiamo parlando di turisti, ma di coloni che arrivarono, si innamorarono e investirono nelle case per riportarle al loro antico splendore.
Insieme agli illuminati abitanti del luogo, questi outsider hanno contribuito a far risorgere Ortigia dal suo precedente stato di degrado, svolgendo un ruolo cruciale nella rinascita della città. Le loro voci ora meritano di essere ascoltate insieme a quelle della popolazione locale.
Non sorprende che Siracusa abbia una fiorente e crescente comunità internazionale. Concentrati a Ortigia, ma anche sparsi in tutta la città e nelle zone circostanti, gli stranieri a Siracusa hanno portato con sé una vasta esperienza e hanno guidato gran parte della rigenerazione degli ultimi anni. Molti di loro sono stati leader nei loro campi in vite precedenti al di fuori della Sicilia e hanno molto da offrire alla loro nuova comunità.
Chi sono dunque?
Oltre alle laboriose comunità di lunga data provenienti da Bangladesh, Sri Lanka, Cina e Africa – che portano tutte una ricca diversità a Siracusa – il grande aumento degli ultimi anni ha riguardato i coloni provenienti da nazioni economicamente sviluppate di tutto il mondo. Questo è il gruppo che ha costantemente investito, sviluppato e stabilito qui la propria sede.
Sono inglese. Insieme a mia moglie, che è italiana, sono arrivato in Sicilia per la prima volta dieci anni fa e mi sono stabilito a Siracusa da otto. Quando siamo arrivati, c’era un numero limitato di residenti internazionali di lungo periodo, molti dei quali inglesi. Ma c’era anche un flusso costante di nuovi arrivati. C’erano coppie con un partner italiano, coppie con antenati siciliani, e chi aveva semplicemente una passione per la cultura italiana e siciliana. Tutti sono arrivati a Siracusa, si sono innamorati e sono rimasti. Mia moglie aveva un background nello sviluppo della comunità, quindi era desiderosa fin dall’inizio di creare una sorta di rete per aiutare i nuovi arrivati a stabilirsi nel loro nuovo ambiente. Certo, è fondamentale per qualsiasi immigrato entrare a far parte della comunità locale più ampia. Ma c’è così tanto da imparare quando si arriva per la prima volta che il supporto di altri che hanno vissuto la stessa esperienza è fondamentale.
Alla fine, ci siamo uniti a un piccolo gruppo di persone con idee simili e quasi quattro anni fa abbiamo contribuito alla nascita del Siracusa
International Network (SIN). La funzione più importante di questo gruppo informale è organizzare un incontro sociale mensile. Ma scrivo e distribuisco anche una newsletter mensile, che offre l’opportunità di pubblicizzare altre notizie ed eventi organizzati dai nostri membri. Tra questi, il più importante è Caffè Conversazione. Al primo incontro del SIN, è emersa chiaramente la necessità di supporto per l’apprendimento della lingua italiana. Così abbiamo cercato un meraviglioso gruppo di volontari dedicati che da allora hanno organizzato e tenuto corsi regolari. Grazie al loro duro lavoro, questi corsi hanno ottenuto un successo clamoroso. Per dare un’idea del numero di visitatori che si stabiliscono a Siracusa, abbiamo già raggiunto quasi 300 persone nel database del SIN, e ci sono molti residenti stranieri che non fanno parte del nostro gruppo. I vecchi tempi in cui la maggioranza era inglese sono ormai lontani. Dopo un periodo in cui abbiamo notato un forte aumento degli arrivi scandinavi, la maggior parte dei nuovi volti proviene ora senza dubbio dagli Stati Uniti.
Ma in realtà abbiamo delle vere e proprie Nazioni Unite, con membri provenienti praticamente da tutti i paesi europei, oltre che da Stati Uniti, Canada, Australia e da tutto il mondo.
Sebbene ci siano alcuni volti più giovani, la stragrande maggioranza è in pensione o prossima alla pensione. E provengono per lo più da vite professionali e creative di alto livello, comprese carriere in settori come la finanza, il management, la diplomazia, il giornalismo, la pubblicità, il marketing, la letteratura, il cinema, il teatro, l’arte, la scienza, la sanità e l’istruzione.
Sebbene alcune prospettive possano differire, abbiamo molto in comune con la popolazione locale in termini di priorità nella vita, ma anche nel desiderio di garantire il meglio alla nostra casa adottiva. Crediamo di rappresentare una nuova popolazione significativa in alcune zone della città, con esperienza e opinioni che possono essere di aiuto nelle conversazioni cruciali che tutti affrontiamo, come la gestione del turismo, del traffico, dell’ambiente, del rumore, dell’assistenza sanitaria, la pianificazione e lo sviluppo.
Questi sono tutti argomenti che spero di approfondire con una prospettiva internazionalista in articoli futuri. Un ringraziamento speciale ​a “La Civetta di Minerva” per averci offerto l’opportunità di contribuire con le nostre opinioni a discussioni così importanti.

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