GLI ERRORI SUI CCR E MANIFESTAZIONI DI PROTESTA: SINDACO INDIFFERENTE?

Fastidio, preoccupazione, disappunto, timore… ? Forse nulla di tutto questo, difficile dirlo, ma una cosa è certa: non è indifferenza.

Non è questo probabilmente il sentimento del sindaco Italia e del suo staff in vista delle due (!) manifestazioni, il 12 al ponte ciclopedonale di Ortigia e il 13 aprile in piazza Duomo, organizzate da un cittadino/ambientalista ‘qualsiasi’, Giorgio Nanì La Terra, che si è messo in testa di chiamare a raccolta, in maniera pacifica, un gran numero di cittadini (almeno 500, ma ne favoleggia 5000) per chiedere – dice – le ‘dimissioni’ del primo cittadino ma, forse più ragionevolmente, per rappresentare la voce di coloro che da tempo chiedono di essere ascoltati quando si decide sulla loro qualità di vita, su scelte amministrative che inevitabilmente li coinvolgono.

Ci sono indizi di questa ‘agitazione’ nelle molte interviste rilasciate dal sindaco come dal suo vice, ed è del tutto comprensibile visto che è la prima volta (in assoluto crediamo) che a Siracusa i cittadini (difficilissime le previsioni sulla partecipazione) intendono manifestare contro l’Amministrazione. Troppi errori, troppa disattenzione, troppi silenzi, troppe assenze. E man mano che si va avanti con dichiarazioni e (presunti) chiarimenti, cresce la sensazione che, nel tentativo, mal riuscito, di autodifesa, non si dia alcun segno di voler cambiare indirizzo, di voler iniziare a dar credito ai tanti che protestano la propria rabbia, la propria impotenza e un’esasperazione crescente. Per chi crede di essere dalla parte del giusto, per chi si fa paladino dei ‘superiori interessi della Comunità che amministra’, per chi ritiene che si stia facendo quanto nessun’altra Giunta abbia mai fatto alla guida della città, non è certo semplice accettare di essere messo in discussione. Un’umana resistenza!

Il problema è che la questione dei Ccr è stata davvero la goccia che ha fatto traboccare il vaso e il racconto che ne fanno sindaco, vice sindaco e, quando capita, altri sostenitori di questa Giunta – teso com’è a disinnescare la miccia della protesta, a depotenziarla – è inficiato da gravi inesattezze.

Partiamo dall’inizio.

L’assunto che piace mettere in campo davanti a un microfono è che cavilli e vari ritardi burocratici avrebbero indotto i ‘tecnici’ del Comune a ‘fare in fretta’, a ricorrere ad un’acritica individuazione delle aree comunali dove allocare i Ccr ‘a tavolino’, senza sopralluoghi, senza rendersi conto delle condizioni inadeguate.

Addebitabile quindi unicamente a loro la responsabilità: “la politica manifesta solo la volontà di raggiungere l’obiettivo” – in questo caso migliorare la raccolta differenziata – “ma al resto devono pensarci gli uffici”. E le delibere di Giunta del marzo 2022 con cui sono stati approvati i ccr proprio in quelle specifiche aree? È stata forse un’approvazione ‘a loro insaputa’ (8 su 10 gli assessori presenti)?

E la delibera di Consiglio Comunale di due anni dopo (ottobre 2024) con cui i consiglieri hanno istituito un apposito capitolo di bilancio per la “Quota a carico del Comune per realizzazione nuovi CCR (CCR Contrada Pizzuta – CCR angolo via Mons. Lauricella – via G Brancato – CCR in via Don Luigi Sturzo)”?

Si arriva ad accusare i cittadini di non essere stati abbastanza attenti alle notizie di stampa e si assolvono gli amministratori della città, i rappresentanti della Comunità che hanno, loro sì, l’obbligo della conoscenza e della vigilanza.

L’area su via Don Luigi Sturzo alla Mazzarona non avrebbe dovuto essere scelta, al di là delle emergenze archeologiche poi rinvenute, per le sue peculiari caratteristiche: per essere un costone con un dislivello di 6 mt che avrebbe richiesto lavori di livellamento e spianamento importanti, e costosi, tali da alterare significativamente la conformazione dei luoghi.

Via Monsignor Gozzo? Leggiamo che il Ministero, nel marzo 2023, avrebbe “preso atto della necessità di delocalizzare l’intervento nella vicina via Mons. Lauricella, come da puntuale richiesta del Comune” ma purtroppo non sappiamo come l’Amministrazione abbia motivato la richiesta né c’è una delibera di Giunta che approvi la diversa collocazione. Dubitiamo però delle motivazioni che vengono oggi proposte a proposito della destinazione ‘a scuola’ di quell’area, in quanto tutte le particelle comunali sono indicate come S1 e tra l’altro, quella su via Monsignor Gozzo, per estensione, e anche per viabilità, ci sarebbe apparsa comunque più idonea ad accogliere un Ccr. E ovviamente non possiamo non chiederci dove siano state fatte le indagini geologiche ed archeologiche (già fatturate): su via Monsignor Gozzo o su via Monsignor Lauricella?

   

Chissà perché non si parla mai dell’area del terzo Ccr lasciando che si generi confusione con quello di Gozzo/Lauricella. Si tratta di un’area in Traversa La Pizzuta (al di là della strada, dirimpetto, c’è il muro di confine dell’ex ONP), confinante con un’altra particella comunale – se non ricordiamo male confiscata alla mafia, concessa ad un’associazione di volontariato, che mai o poco per quanto ci risulta se n’è servita, e che forse potrebbe essere, almeno in parte, utilizzata per isolare maggiormente il centro di raccolta rispetto all’abitato che resterebbe comunque distante – di cui sarebbe opportuno conoscere il progetto per assicurarsi che non esplodano nuove proteste. I progetti esecutivi dei 3 Ccr sono infatti sostanzialmente identici in tutto e per tutto, da standard, uguale ipotetico rendering (solo quello di via Don Sturzo presentava costi maggiori per il necessario movimento terra): nessuna descrizione specifica, neanche per la viabilità, come se non ci fosse alcuna differenza.

E concludiamo con il punto debolissimo della ‘narrazione’ ormai edulcorata dell’Amministrazione, con l’unico Ccr rimasto dopo il ribaltamento generale, la vera spina nel fianco, così dolorosa che nelle interviste si tende a ignorare o cui si accenna dando per scontato che non ci sia nulla da discutere. Il Ccr di Cassibile.

La domanda, lapalissiana, è: Se nelle dichiarazioni dei nostri politici/amministratori si ripete come un mantra che l’Amministrazione è stata pronta a recepire le istanze dei cittadini (e non è vero), che sono ‘giuste’, ‘legittime’, le rimostranze di chi non vuole il Ccr sotto i propri balconi, perché si sta tirando dritto su quello di Cassibile che davvero non ha soluzione di continuità con le abitazioni? Che non vede neanche una straduzza a separarlo dalle case? Solo perché era già costruito in parte? E tutte le polemiche e discussioni che hanno nel tempo, in un ventennio, ‘certificato’ l’inadeguatezza dell’area scelta, né più né meno di come è accaduto per i Ccr per i quali oggi si inizia a pensare ad un’alternativa?

E poi la gente protesta.

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