IN CONCESSIONE IL PALAZZO DI VIA MINERVA, UNA RICHIESTA ESOSA NON PER MOLTI

Il 28 febbraio prossimo scade il termine ultimo per presentare proposte progettuali per partecipare alla procedura aperta indetta dall’Amministrazione Comunale per l’assegnazione in concessione d’uso a titolo oneroso dell’ala vecchia del Palazzo di via Minerva, ex Seminario dei Chierici. Al momento l’edificio è utilizzato solo in parte e per servizi comunali che si intende dislocare in altri immobili. Scopo dell’Amministrazione: attribuire all’immobile – “uno degli esempi più interessanti dell’architettura barocca” – un ruolo centrale nella riqualificazione di Ortigia che si vuole rendere “sempre più il centro della vita culturale e sociale del Comune di Siracusa”.

Da qui la destinazione come “sede per corsi di formazione universitaria di alto livello e per esposizione museale”.

In sostanza (al netto di una certa prolissità, frutto forse di un incontenibile entusiasmo benaugurante), l’Amministrazione mirerebbe alla realizzazione di un polo formativo di corsi universitari di alto livello… “regionale” che sia “uno stimolo per l’economia cittadina …e fornisca un nuovo slancio culturale alla città di Siracusa … con attenzione ai percorsi formativi di alto livello per i cittadini siracusani e non solo”, una città “sempre più (!) luogo attento alle esigenze formative e professionali dei cittadini, soprattutto giovani, evitando “fughe” verso altre città (concetto ripetuto subito dopo), … rafforzandone il ruolo di centralità, capace di attrarre sempre più giovani e diventando meta, anche internazionale, per lo scambio di buone prassi, saperi e conoscenze”.

Per queste finalità, quindi, l’Amministrazione pensa di mettere a disposizione’ i propri palazzi storici, tra cui l’ala vecchia del Palazzo Comunale, immaginato appunto, grazie a una concessione di 30 anni (15 + 15), come “innovativo contenitore formativo, culturale e sociale, all’interno del quale dovrà essere valorizzata anche la collaborazione con gli attori del sistema innovativo a livello locale, nazionale e internazionale, secondo il paradigma della c.d. “innovazione aperta” (!)

       

Potranno partecipare al bando università legalmente riconosciute, sia telematiche che non, le istituzioni del sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (Accademie e Conservatori) e gli enti accreditati per l’erogazione di alta formazione post universitaria per i quali sarà elemento di valutazione la “qualità delle attività di innovazione aperta e delle partnership con altri attori dell’ecosistema locale, nazionale e internazionale” desumibili dalle collaborazioni in corso ma, nel caso queste non fossero già in essere, basterà esplicitare ‘la prospettiva futura’, “la disponibilità a collaborare attraverso lettere di intenti da allegare all’offerta tecnica”.

Tra i criteri di valutazione la valorizzazione degli spazi interni a piano terra con la realizzazione di servizi aperti al pubblico, quali ad esempio bar e punto ristoro, libreria, ecc., oltre agli “ulteriori servizi accessori aggiuntivi proposti dal partecipante”. I locali a piano terra possono infatti essere dati in subconcessione a terzi proprio per questi “servizi funzionali all’attività principale di formazione” (sic!).

Con quali costi tutto questo? A carico del concessionario saranno le iniziali opere di adeguamento edilizio e impiantistico – previo nulla osta della Soprintendenza di Siracusa trattandosi di un edificio soggetto a vincolo di interesse culturale – e ovviamente le manutenzioni annuali, un costo da aggiungere al cospicuo canone annuale di 195.600 euro: 16.300 euro al mese ‘al rialzo’ – “verranno escluse automaticamente, le proposte in cui il valore sia uguale o inferiore a quanto previsto come base d’asta” -.

A chi parla questo bando? A Siracusa sono diverse le università telematiche: l’Unicusano con sede a Siracusa in viale Teracati e a Floridia in via Antonino Mazzarella Agati, l’Unipegaso via Alcibiade, l’Uniaretusa sempre in viale Teracati 51/D; poi oltre all’ITS Fondazione Archimede con sede in via Necropoli Grotticelle, il centro studi Siref in viale Scala Greca e l’Accademia di Belle Arti Rosario Gagliardi in via Cairoli.

Università non telematiche: la Struttura didattica di Architettura dell’Università di Catania e l’Università Kore di Enna a piazza Archimede. Forse dimentichiamo qualcuno ma sarà molto interessante vedere se e chi parteciperà al bando, se l’Amministrazione comunale raggiungerà, e in che modo, il suo obiettivo, in attesa che guardi anche a quelle raccolte che da sempre aspettano quel ‘contenitore culturale‘ che sia patrimonio comune, pubblico.

Ma è sicuramente chiedere troppo.

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