Diego Pascal Panarello è un videomaker augustano da anni impegnato a raccontare spaccati di vita e di realtà che osserva, come ci dice, con “grande curiosità”. Uno dei suoi ultimi lavori è “Orazio vola”, un cortometraggio dedicato all’esperienza umana e alla produzione artistica di Orazio Tringali, artista spontaneo di Augusta, personaggio fuori dagli schemi, capace di proporre una lettura tutta propria del concetto di arte. I suoi caschi e i suoi ombrelli luccicano di brillantini e applicazioni metalliche, come a voler illuminare la notte della sensibilità e dell’attenzione umana. Il suo motorino, splendidamente adornato, porta in giro da anni per le strade Augusta, un desiderio di espressione che finalmente ha trovato la giusta attenzione.
Il cortometraggio, della durata di circa venti minuti, non racconta solo il processo creativo di un artista, ma anche un processo interiore di natura emotiva e la complessità di interazione del protagonista con un contesto capace di intuire l’arte solo dopo aver notato la diversità.
Il lavoro è stato ben accolto ed apprezzato in molti festival ricevendo anche premi importati tra cui il premio “Insula, impressioni di Sicilia” nel contesto dell’ultima edizione del Magma, festival del cinema breve che si tiene ogni anno ad Acireale.
Diego Pascal Panarello
“Orazio è un artista spontaneo – spiega Diego Pascal Panarello – e adesso sta cominciando ad avere una consapevolezza che prima non aveva. Realizza le sue opere per una esigenza di evasione, non crea per essere esposto nelle gallerie. Nelle sue azioni non c’è una strategia del successo, anche se si mette in mostra quotidianamente per le strade di Augusta”.
Tuttavia, il cortometraggio ha attirato l’attenzione di molti sul suo protagonista e sulla sua arte.
“Questo corto è finito negli occhi di tante persone che hanno apprezzato il lavoro, premiandolo, ma hanno anche deciso di proporre le opere di Orazio in mostra. Di recente, siamo stati ospiti nel contesto di una residenza artistica ad Aragona in provincia di Agrigento, un paese che si sta rigenerando anche grazie all’aiuto di Farm Cultural Park, che si sta muovendo dopo Favara anche su altri paesi della Sicilia. Ad Aragona un auditorium incompiuto e abbandonato sta diventando uno spazio espositivo e per eventi, un progetto che sta anche trascinando l’intera comunità del paese.
Sono stati coinvolti anche artisti stranieri che non sapevano nulla di Aragona, ma che hanno dato un contributo nel mettere in evidenza la ricchezza della città, spesso ignorata anche dai propri cittadini.
Proprio ad Aragona, nei primi quindici giorni di dicembre, abbiamo portato il film e le opere di Orazio, che rimarranno esposte in modo permanente in questo nuovo spazio per l’arte e la cultura.
Ma c’è di più, infatti a Palermo sta per sorgere un nuovo museo realizzato in un palazzo antico e gestito proprio da Farm Cultural Park, dedicato alle città del mondo, alle stranezze legate a varie città del mondo, forse lo inaugureranno a luglio 2025. Il museo dovrebbe ospitare, in maniera permanente, sia il film che le opere di Orazio, immaginando un dialogo ideale con una città indiana nella quale è stato creato un tempio dedicato ad un motore”.
La figura artistica di Orazio Tringali è quindi legata ad un ambiente urbano.
“Tanti personaggi in passato, non allineati e magari dimenticati, hanno creato un’ immagine insolita ma realistica delle proprie città, riuscendo così ad attrarre l’interesse di molti che conoscono solo un volto della città. Con le sue opere, Augusta non è vista soltanto come la città delle industrie o delle Marina militare. La Sicilia è piena di questi personaggi, artisti spontanei, irregolari che fanno un’arte necessaria alla loro stessa esistenza e che performano nelle strade in modo naturale senza aspirare al museo o alla galleria d’arte. In questo modo, arricchiscono le città.
Da osservatore vorrei dedicare più attenzione a queste realtà, che spesso vengono denigrate ma che possono arricchire e raccontare un luogo in maniera nuova”.
È stato proprio questo che ti ha spinto alla realizzazione del cortometraggio?
“A me piace raccontare quello che mi affascina e mi incuriosisce, così inizio ad osservare ed approfondire e così nasce la narrazione di quello che ho percepito. Sono stato incuriosito dalla figura di Orazio ed ho iniziato ad osservarlo e, quindi, a raccontarlo a modo mio, attraverso i silenzi e le poche parole, ispirandomi alla figura di Moondog, un personaggio molto noto nella New York degli anni ’60, che vestito da vichingo in modo da attirare l’attenzione, metteva in scena la sua arte e la sua poetica sulla strada”.
Quali saranno i prossimi appuntamenti per il cortometraggio e per l’arte di Orazio Tringali?
“Se il cortometraggio trovasse il proprio spazio nel museo in via di realizzazione a Palermo, per me dovrebbe restare lì, quello è il suo posto. Mi piacerebbe che restasse fruibile in quelle sale e che avesse una vita diversa dai lavori che ho fatto in passato. Questo lavoro è più un oggetto d’arte e mi piacerebbe che venisse fruito in questo modo.
Mi sarebbe piaciuto portare l’intero progetto costituito dal cortometraggio e dalle opere di Orazio Tringali in un celebre museo di Parigi, l’Halle Saint Pierre, dedicato all’arte naif, a quella irregolare, alla outsider art. Quello sarebbe stato il posto ideale per questo genere di opere. Tuttavia, avendo avuto questa possibilità da un museo di nuova concezione che si aprirà a Palermo, ho capito che sarebbe meglio che questo progetto restasse in Sicilia.
Se le sue opere finissero in museo, Orazio Tringali avrebbe un privilegio che non tutti gli artisti possono vantare. Nel corso di una proiezione organizzata ad Augusta, presso la struttura delle “Cave”, il pubblico presente ha assistito ad un cambio di prospettiva, un personaggio dai tratti insoliti si trasformava in un poeta. Molte persone sono entrate aspettandosi un certo tipo di racconto e sono uscite con un’idea del tutto nuova sul protagonista. Adesso, Orazio Tringali è riconosciuto come artista”.
(in copertina Orazio Tringali)

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