È sorto in pochi anni un tessuto sociale di grande rilievo sociopolitico e culturale a Siracusa: il quartiere Borgata, il centro storico della città oltre Ortigia.
Da una parte u’ scogghiu, con intensi odori di frittura, un turbinio di musiche e voci, una marea di turisti, una giostra aperta ventiquattro ore su ventiquattro, per dodici mesi l’anno, sempre più povera di siracusani residenti. L’isolotto è oramai il quartiere che ha perso la sua identità e una qualità di vita dignitosa per tutti. Il racconto della sua storia è lasciato a guide improvvisate su ape-calesse, dehors di ristoranti e bar sbarrano le strette, caratteristiche, vie determinando un potenziale pericolo per eventuali evacuazioni da incendi, incidenti o scosse sismiche.
Dall’altra il secondo quartiere storico che sta vivendo una nuova stagione. Da anni vengono innalzate palazzine e singoli cittadini ricostruiscono in loro piccoli spazi abbandonati, altri ristrutturano le proprie abitazioni. È una realtà in crescita edilizia.
La Borgata è il luogo della città dove risiede il maggior numero di stranieri che provengono da paesi dell’Asia, est europeo, Africa mediterranea e sub Sahariana, che aprono attività commerciali proponendo prodotti importati dai loro luoghi d’origine.
Il quartiere si distingue anche per il minore traffico, meno smog, specie di polveri sottili.
Negli altri quartieri residenziali i negozi espongono merci per la classe media e oltre, vi sono supermarket, ma non discount (market con prodotti non di marca a basso costo). Tutto ciò porta a un andirivieni di gente intenta in maniera individuale alle loro proprie faccende fra uffici, negozi, ecc. Però, alla chiusura dei negozi, alle venti, ci si rifugia in casa. È come se calasse il coprifuoco, non c’è nessuno in giro. Poi, se guardiamo la vita sociale nelle periferie è anche peggio.
Questo fare avviene tutto l’anno, anzi d’estate il deserto aumenta anche di giorno fra uffici, negozi e abitazioni svuotati, perché un grande numero di residenti va a rifugiarsi a mare. Di sera sono aperti solo i “paninari”, punti di ritrovo per chi, dopo una passeggiata, si ferma a gustare quel “cibo”.
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Invece, la Borgata è il quartiere dove sono attivi quasi tutti i centri socioculturali di Siracusa con iniziative che a volte terminano in tarda serata.
C’è il centro Ciao (Centro Interculturale Aiuto Orientamento) aperto dai maristi, una congregazione laicale che fornisce supporto, consulenza e orientamento a persone con background migratorio attraverso servizi e attività partecipative. La congregazione è impegnata a difendere i diritti dei migranti di tutte le età promuovendo itinerari educativi anche d’estate. La loro missione è di fungere da incubatore interculturale ed educativo con una sede molto ben attrezzata.
L’associazione Astrea in memoria di Stefano Biondo quotidianamente che va in aiuto delle fasce più deboli sul territorio. Astrea crea diverse iniziative come “Io dono” che promuove la cultura del riuso, il doposcuola solidale e altri eventi per il Natale e la Befana. Nella sua sede si distribuisce l’invenduto di bar e panifici, si effettua la distribuzione di alimenti, di materiale scolastico, vestiario e si veicolano donazioni di mobilia e elettrodomestici.
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È presente Natura Sicula, un’associazione naturalistica e culturale a carattere regionale con sede a Siracusa. Essa ha tra le sue finalità la conoscenza, tutela, conservazione e valorizzazione della biodiversità, degli habitat naturali, degli ecosistemi, delle tradizioni gastronomiche siciliane, del patrimonio etno-antropologico, musicale, dialettale, ecc.
C’è Accoglierete, l’associazione di volontari nata per far fronte alla necessità di realizzare un sistema di tutela per i Minori Stranieri Non Accompagnati fin dalla fase della prima accoglienza e che oggi prosegue anche con un supporto per chi è diventato maggiorenne. L’associazione ha un gruppo d’assistenza giuridica, una gestione di progetti in accordo con enti pubblici e privati e un servizio di mediazione culturale.
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Anche le sedi della Proloco cittadina e dell’Arci sono collocate nel quartiere e svolgono un ruolo apprezzabile.
Da tempo è stata costituita Lealtà & Condivisione un’associazione politica che porta avanti battaglie per una città a misura d’uomo. Le sue iniziative e progetti sono d’ampio respiro politico-culturale, in special modo sui beni comuni della città.
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Continuando, non si può non citare l’associazione culturale il Cerchio che ha tra i suoi scopi il voler raccogliere, studiare e riproporre le opere e gli scritti di personaggi delle arti e delle scienze. In tal modo ospita interessanti iniziative culturali (conferenze, presentazioni di libri e filmati e esibizioni musicali) con approfondimenti d’ampio respiro.
Sono nati, solo in Borgata, vari progetti specifici, l’ultimo è “Borgata in partecipAzione” un progetto finanziato nell’ambito del bando “Realizziamo il cambiamento con il Sud” con il sostegno della Fondazione Realizza il Cambiamento, Fondazione con il SUD e ActionAid International Italia E.T.S”. Il progetto è coordinato da Fondazione Siamo Mediterraneo Onlus – in partenariato con: Accoglierete, Rifiuti Zero Siracusa e Cesvi”. Esso sostiene progettualità capaci di fornire risposte concrete avente un forte carattere di prossimità in risposta ai bisogni dei cittadini vedendoli attori del quartiere Borgata nelle politiche di sviluppo socioeconomico.
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Con l’associazione Vertigo è nata la realizzazione originale del “cinema in piazza” “Puttativi a seggia”, sono serate che attirano tanti siracusani, che hanno accettato questo portarsi le sedie da casa. Addirittura c’è chi per stare più comodo arriva con quelle più comode e non mancano gesti di solidarietà nel trasportare da parte di qualcuno più sedie per amici e parenti.
C’è la sede della Cgil Borgata, che non è un semplice sportello di padronato. In questi locali ci si riunisce per programmare azioni, incontri di formazione politico-sindacale e iniziative d’aggregazioni per i più piccoli del quartiere per varie occasioni come le festività natalizie.
Tutto ciò non può non essere considerato un mosaico unico e originale da chiamarlo Rete.
Anche perché esiste un interscambio di compiti e azioni fra tutte. Ad esempio il doposcuola è diviso fra Ciao e Astrea e il locale dove Astrea lo svolge è quello della Cgil. Nella sede di Ciao convergono molte iniziative, servizi, riunioni e feste e ha sede Accoglierete con il suo supporto giuridico ai migranti, ecc. Naturalmente la logica conseguenza è cercare decisioni unitarie e contagiose, riproposte e variate.
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Possiamo attestare che senza volerlo è spuntato un miracolo. Il prodigio è dovuto al fatto che a Siracusa una strada di aggregazione e solidarietà non esisteva da decenni. La sua scomparsa, in breve tempo, avvenne per l’arrivo rapido, estraneo e violento dell’enorme impresa petrolchimica. Fu questa che influenzò tutto portando alla perdita di coesione, alla frammentazione sociale che pervase tutto e tutti intaccando politica e morale. È ciò un fenomeno negativo già osservato in contesti simili. Eppure, oggi la Borgata è diventata un incubatore sociale soprattutto per la nuova generazione, composta in maggioranza da giovani immigrati, che un domani avrà certo ricadute a livello politico sul governo cittadino.
Un valore aggiunto lo dà la sua grande piazza con il respiro a tutte le iniziative. Lì fino a tarda sera i ragazzi giocano e la domenica è aperto il mercatino rionale che non è uguale ai tanti in città, perché esiste anche il mercato delle pulci. Qui si contratta, si portano oggetti usati, ci si scambiano notizie e consigli.
È una realtà insolita per la società consumistica.
In generale le novità si susseguono giornalmente, ad esempio immigrati desiderosi d’impegnarsi si sono uniti ai volontari di alcune associazioni.
Da questa inedita realtà potrebbe uscire una leadership politica capace di cambiare il corso degli eventi a Siracusa e un domani oltre il contesto cittadino?
Tanti sono i progetti da avviare, tanta la mentalità da cambiare per avvicinarsi a una città a misura d’uomo, eppure in Borgata quest’aria già si respira.

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