Depuratore Ias: le inadempienze della Regione e la scelta dei politici, Spada e Carta

Ho avuto una lunga conversazione telefonica con l’onorevole Tiziano Spada, mio compagno di partito, nel corso della quale abbiamo fatto il punto sulla vicenda del depuratore e sul futuro dei dipendenti Ias. Spada ha tenuto a precisare che le dichiarazioni rilasciate alla stampa davano conto della discussione fatta in sede di audizione alla Commissione Ambiente dell’Ars, ma non rispecchiavano e non rispecchiano le sue posizioni personali.

“In particolare – dice Spada – non ho mai sostenuto la chiusura del depuratore e mi batterò con tutte le mie forze per salvaguardare i dipendenti Ias. Il depuratore, lo voglio dire con chiarezza, va ristrutturato, risolvendo le questioni emerse con il sequestro. La sua chiusura – aggiunge – comprometterebbe il posto di lavoro dei dipendenti, i quali con l’aria che tira nel petrolchimico rischierebbero di non essere assorbiti dai grandi utenti industriali. Sono stato chiaro?” Chiarissimo. Spada si sofferma poi sul ruolo della Regione, usando toni molti critici con riferimento alla nomina del commissario, ingegnere Giovanna Picone. Si tratta di un passaggio molto delicato che cerco di riassumere brevemente. In base al decreto del 12 settembre 2023 dei ministri Urso e Pichetto Fratin, cosiddetto decreto bilanciamento, il presidente della Regione Siciliana è tenuto a convocare apposita conferenza di servizi al fine di definire iniziative coordinate in ordine al finanziamento, progettazione e realizzazione delle opere necessarie a dare soluzione efficace e definitiva ai problemi emersi in sede di sequestro del depuratore.

Non risulta, o comunque non ricordo, che il presidente Schifani e/o la commissaria Picone abbiano convocato alcuna conferenza di servizi. L’ing. Picone, peraltro, viene nominata con apposito decreto il 14 febbraio dell’anno successivo, ma nessuno l’ha vista all’Ias dopo la nomina. Dunque il presidente della Regione impiega più di 5 mesi per la nomina della commissaria, la quale fino al 31 luglio 2024, data in cui il Gip Palmieri disapplica il citato decreto, non si occupa, a quanto è dato sapere, del depuratore. Quasi un anno di inerzia.

Con l’occasione vorrei dire amichevolmente due parole all’onorevole Carta, presidente della Commissione Ambiente dell’Ars e sindaco di Melilli. Personalmente non dubito della sincerità del suo impegno a difesa dei lavoratori, non mi convince però la strategia seguita in quanto, come fa rilevare Tiziano Spada, con la situazione problematica in cui si trova l’area industriale, si rischia di perdere il depuratore e i posti di lavoro, oltre a indebolire il fronte di chi si oppone allo smantellamento di un’infrastruttura fondamentale.

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