Unesco, la risposta alla lettera a tutela del teatro greco delle associazioni: “Monitoriamo lo stato di conservazione di questa proprietà del patrimonio mondiale”.

Vi assicuriamo che il World Heritage Centre e gli organi consultivi del comitato continueranno a monitorare lo stato di conservazione di questa proprietà del patrimonio mondiale”. Queste le parole conclusive della risposta alla lettera, firmata da diverse associazioni italiane riguardante lo stato di conservazione del Teatro Greco di Siracusa, inviata alcuni mesi fa.

Il direttore del Culture Sector del World Heritage Centre dell’Unesco Lazaro Eloundou Assomu ha scritto di condividere l’allarme per l’uso eccessivo del teatro: “Il World Heritage Centre ha preso nota delle preoccupazioni e, in accordo con il paragrafo 174 delle linee guida operative per l’implementazione della Convenzione per il patrimonio mondiale riguardanti le informazioni ricevute da fonti altre, oltre che dalla nazione interessata, le ha inoltrate alle autorità di competenza in Italia per ricevere considerazioni e commenti”.

La richiesta di una presa di posizione da parte dell’Unesco “per valutare la congruità dell’attuale uso del Teatro con le esigenze della tutela, per come prescritto dalla normativa nazionale vigente e ribadito dalla stessa Carta di Siracusa per la conservazione, fruizione e gestione delle architetture teatrali antiche” è sembrato alle associazioni sottoscrittrici una sorta di ‘atto dovuto’ dopo la stagione record dei 12 eventi musicali extra rappresentazioni classiche.

E continuano tuttora ad essere forti le preoccupazioni sullo stato di salute del teatro dopo lo stop and go dell’Assessorato regionale che ha rinnegato la propria stessa decisione di non lasciare coperta la cavea per circa sei mesi (pericolosa abitudine che si sta radicando) a causa del G7 Agricoltura, importante iniziativa per onorare la quale sarebbe stato sicuramente possibile organizzare in città un’accoglienza egualmente prestigiosa in siti alternativi. Semmai si sarebbe potuto spiegare agli illustri ospiti internazionali che lo spettacolo all’Ara di Ierone e non al teatro non rappresenta altro che la riprova di come le istituzioni italiane pongano al primo posto la tutela e la salvaguardia di un patrimonio culturale ricevuto in prestito per le generazioni future in una staffetta infinita. E così evidentemente non è.

Gli studi diagnostici a tutto campo, in corso ormai da un anno, che vedono coinvolte tre università italiane, porranno sicuramente fine a una diatriba dai toni spesso stucchevoli e stancanti che non accenna a perdere la propria virulenza, sebbene siamo convinti che alla nostra amministrazione, al di là delle dichiarazioni pubbliche, sia ben presente quale sia il livello di ‘corrosione’ del nostro teatro.

oplus_0

Purtroppo le ragioni della politica, quella che non si occupa del bene della comunità ma ubbidisce ad altre logiche, ci inducono a pensare che i risultati di tali complessi studi non verranno a disturbare il cammino verso la celebrazione di un G7 Agricoltura che speriamo almeno si occupi concretamente della situazione drammatica di questo settore primario della nostra economia, e non sia solo eventi e scintillanti inutili spettacoli. Probabilmente tutto verrà reso noto ‘a tempo debito’, non ora a disturbare il gioco dei ‘grandi’, e poi occorrerà correre ai ripari e capire come intervenire sul ‘monumento’ teatro greco.

Correttamente nella sua risposta il Direttore del Centro del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO Lazaro Eloundou Assomu fa notare che “in base all’articolo 4 della World Heritage Convention, il “dovere di garantire la identificazione, protezione, conservazione, preservazione e trasmissione alle generazioni future del patrimonio culturale e naturale” ricade principalmente sugli stati sul cui territorio il patrimonio è situato”. Ma proprio le inadempienze nella tutela e nella salvaguardia dei nostri monumenti è ciò che ha determinato l’appello all’Unesco, garante con la sua autorevolezza del rispetto di quei principi che hanno portato luoghi e città italiani nella World Heritage List ma che l’inseguimento di interessi ultronei fa perdere di vista.

Sembra siano rimasti solo i cittadini, le associazioni del territorio, a voler difendere i nostri beni culturali dall’assalto degli appetiti privati, anche grazie a una pessima interpretazione del concetto di valorizzazione di siti e monumenti. Da qui nasce la necessità di un’informazione puntuale e costante delle dinamiche in essere, delle falsificazioni dialettiche in campo, dei rischi che tutti corriamo di un depauperamento delle nostro patrimonio culturale di cui ci gloriamo e che però cerchiamo di distruggere. Da qui la necessità che si formi un fronte compatto e consapevole che fermi amministratori che non ci rappresentano più.

https://www.lacivettapress.it/2023/10/02/teatro-greco-si-chiede-allunesco-di-valutare-la-congruita-dellattuale-uso/

 

Da leggere

SERIE D, ESORDIO VINCENTE E CONVINCENTE DEL SIRACUSA

Tribuna Centrale non praticabile, quindi tutti in quella Laterale, pochi i tifosi in Gradinata, Curva …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti