TEATRO GRECO, SI CHIEDE ALL’UNESCO DI VALUTARE LA CONGRUITÀ DELL’ATTUALE USO

È stata inviata all’Unesco, alla sede di Roma e a quella di Parigi, la richiesta di alcune Associazioni di un intervento “per valutare la congruità dell’attuale uso del Teatro con le esigenze della tutela, per come prescritto dalla normativa nazionale vigente e ribadito dalla stessa Carta di Siracusa per la conservazione, fruizione e gestione delle architetture teatrali antiche”.  Un atto ‘dovuto’ dopo quella che viene magnificata non solo dalla società che ha organizzato gli spettacoli ma dalla stessa amministrazione comunale come ‘una stagione da record’: 12 concerti di musica leggera, rock e pop, 52mila presenze.

Il testo:

All’ UNESCO Headquarters

Place Fontenoy 7

75007 Paris, France.

Al Ministero della Cultura – Ufficio UNESCO

Via del Collegio Romano 27

00186 ROMA

sg.servizio2@pec.cultura.gov.it

sg.servizio2@cultura.gov.it

 

Le sottoscritte Associazioni denunciano la grave condizione di rischio in cui versa il Teatro Greco di Siracusa a causa dell’impatto antropico indotto dall’uso eccessivo del monumento come contenitore teatrale, incompatibile, per durata e modalità, con l’attuale stato di conservazione.

Com’è noto, il Teatro è scavato in una calcarenite tenera e porosa (un ”fango carbonatico litificato di origine marina che presenta una porosità molto elevata dal 20 al 30%” secondo la definizione del prof. Lorenzo Lazzarini, esperto petrografo dell’Università di Venezia, che ha lanciato ripetuti allarmi sullo stato del monumento, cfr. allegati); è quindi per sua stessa natura destinato a un deterioramento più rapido di quello che incombe su altri monumenti simili ma ricavati in materiali più resistenti (Teatro di Taormina, Anfiteatro di Verona).

Le vicende storiche (il monumento è stato per alcuni secoli sede di mulini ad acqua, con conseguente continuo ruscellamento di acqua su tutta la cavea) e le condizioni ambientali (le escursioni termiche, l’erosione eolica, la vegetazione) già di per sé generano una situazione di intrinseca fragilità, che si rivela nella percepibile accelerazione del processo di degrado naturale. A questo si aggiunge, con effetti disastrosi, l’uso che oggi si fa del monumento.

L’utilizzazione del Teatro, iniziata nel 1914 con la prima rappresentazione classica curata dal Comitato che sarebbe diventato, nel corso dei successivi decenni, l’attuale Fondazione I.N.D.A., è andata progressivamente aumentando, in durata e intensità; inizialmente prevista per poche rappresentazioni nell’arco di un solo mese, e soltanto ogni quattro anni, ha subito un’intensificazione esponenziale da quando la Regione è subentrata allo Stato nella tutela e gestione del patrimonio culturale. Da poche rappresentazioni si è passati a rappresentazioni giornaliere, da un mese di svolgimento a più di due mesi, dalla cadenza quadriennale a quella biennale e infine, negli anni novanta, alla cadenza annuale. Così anche per le scenografie: da pochi elementi leggeri e facilmente manovrabili si è passati ad installazioni sempre più impegnative e pesanti, che per di più vengono montate e smontate praticamente ogni giorno per la durata di due mesi, dal momento che le diverse opere rappresentate si alternano giornalmente, con effetti di pesante e continuo attrito.

Negli ultimi anni, al ciclo delle rappresentazioni classiche sono stati aggiunti altri spettacoli, che hanno ulteriormente allungato il periodo d’uso. Di conseguenza il Teatro, se da un lato è sottoposto a un impatto antropico intensissimo, dall’altro è di fatto sottratto alla sua naturale fruizione in quanto monumento, rimanendo per più di sei mesi (quest’anno diventeranno quasi otto) occultato dalla copertura lignea che ne avvolge cavea ed orchestra.

Anno dopo anno, le voci che si sono levate a difesa del Teatro, per limitarne lo sfruttamento e per richiederne perizie serie finalizzate alla progettazione di consolidamento e restauro sono rimaste inascoltate.

Quest’anno l’assalto ha fatto un ulteriore salto di qualità. Nella terza edizione di Siracusa Stelle al Teatro greco di Siracusa, salutata dagli organizzatori come ‘una stagione da record’ sono stati realizzati 12 concerti di musica leggera, rock e pop (5 l’altr’anno) e registrate 52mila presenze. Tra decibel, spettatori di tipologia ben diversa da quella degli abituali estimatori delle tragedie classiche e la copertura protratta nel tempo i danni alla fragile struttura ossea del monumento rischiano di essere enormi.

Tutto questo è stato reso possibile, oltre che dalla cecità di amministratori locali (ansiosi di compiacere quella parte della città che vede nel massimo sfruttamento del Teatro una risorsa – a costo zero – per incrementare il richiamo turistico), dal contestuale esautoramento, da parte del Governo Regionale, della Soprintendenza e della Direzione del Parco Archeologico per quanto attiene alla tutela in relazione all’uso. Una speciale normativa della Regione Siciliana ha istituito un’apposita commissione (Commissione Anfiteatro Sicilia) interna agli Assessorati Beni Culturali e Turismo, cui è affidato il compito di vagliare e selezionare le richieste di concessione d’uso dei teatri antichi della Regione. Già la composizione della Commissione denuncia la precisa volontà di sottrarre autorità agli ordinari organismi di tutela: i membri sono di nomina politica (il curriculum di ciascuno degli attuali componenti dà conto della loro competenza specifica più di qualunque commento) e ai lavori partecipa il Direttore del Parco di volta in volta interessato, in funzione consultiva e senza diritto di voto. Allo stesso Direttore del Parco, una volta ricevuto il decreto di approvazione degli spettacoli, non resta che l’obbligo di emanare l’atto formale di concessione. In tutto il procedimento, di fatto, nessuna figura di specifica competenza professionale (archeologo) o istituzionale (Soprintendente) ha diritto di intervento, il che già di per sé configura quanto meno un’anomalia sotto il profilo giuridico.

Sulla base di quanto sopra rappresentato, considerata la grave situazione di pericolo che incombe sul monumento, si chiede a codesto Ufficio, nell’ambito della funzione di controllo che può e deve esercitare sullo stato dei beni oggetto di Dichiarazione Unesco, di voler intervenire per valutare la congruità dell’attuale uso del Teatro con le esigenze della tutela, per come prescritto dalla normativa nazionale vigente e ribadito dalla stessa “Carta di Siracusa per la conservazione, fruizione e gestione delle architetture teatrali antiche”.

 

ASSOCIAZIONE ITALIANA DI CULTURA CLASSICA (AICC)- Paolo Madella, presidente provinciale

GENERAZIONI FUTURE SICILIA REGIONALE – Giusi Clark Vanada referente regionale

NATURA SICULA – presidente Fabio Morreale

ASSOCIAZIONE CULTURALE MINERVA – presidente Marina De Michele

SICILIANTICA REGIONALE –  presidente Nunzio Condorelli Caf

ITALIA NOSTRA – Leandro Janni- Presidente CR Italia Nostra Sicilia, Liliana Gissara Cons.nazionale e Presidente Italia Nostra Siracusa, Gianni Fugà, Presidente Italia Nostra Val di Noto

AGORÀ –  presidente Franco Di Pietro

PRIMAVERA FLORIDIANA  – presidente Nuccio Raeli

NUOVI SEGNI – presidente Salvo Sequenzia.

COLLEGIO SICILIANO DI FILOSOFIA – presidente Elio Cappuccio

RETE EURO MEDITERRANEO DELLA CONOSCENZA – presidente Don Giuseppe Di Rosa

BC Sicilia  Per la salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali ed ambientali – Alfonso Lo Cascio Presidente regionale BC Sicilia

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