“Il nuovo Parco Urbano nell’ex scalo ferroviario di Siracusa”… Quale parco?

Nel convegno di Confindustria del 24 giugno scorso si è parlato anche del progetto di riqualificazione della stazione ferroviaria di Siracusa: “Il nuovo Parco Urbano nell’ex scalo ferroviario di Siracusa” illustrato da Marina Sangiovanni, della Direzione Stazioni RFI.

Un titolo che apriva a prospettive di grande interesse ma che in realtà è stato un dejavu, un déjà proposé. Sia chiaro: qualsiasi opera di riqualificazione urbana non solo va benissimo ma è urgente, è indispensabile per portare valore aggiunto a Siracusa, e questo ancor più se si tratta di un luogo che costituisce il primo biglietto da visita della città. Ma occorre comprendere bene di cosa si stia parlando.

Nell’accordo sottoscritto da RFI e Comune la premessa fonda nell’ “analisi delle aree che potrebbero essere oggetto di interventi di rigenerazione urbana” (tra cui appunto quelle della stazione) frutto della collaborazione tra il Dipartimento di architettura di Siracusa e l’amministrazione comunale. Obiettivo: “realizzare un importante intervento di rigenerazione urbana che interessa l’area di proprietà del Gruppo FS Italiane con azioni mirate alla riconnessione e alla ricucitura urbana della stazione ferroviaria di Siracusa con il tessuto cittadino di inserimento, per il potenziamento del sistema di mobilità sul territorio, nonché per la creazione di nuove condizioni di fruizione delle aree non più funzionali all’esercizio ferroviario e riqualificazione delle stesse”.

E poiché “per conseguire efficacemente tali obiettivi” si indica programmaticamente come necessaria una pianificazione a più vasto raggio che comprenda “le altre aree limitrofe” e “il coinvolgimento degli altri Enti pubblici eventualmente coinvolti nella gestione del territorio”, per un “riordino dell’assetto urbanistico ed infrastrutturale del tessuto urbano adiacente alla stazione”, nell’accordo trovano posto e vengono ricordati anche lavori e progetti di vecchia data (il rifacimento di via Crispi, con il suo iter decennale, dal 2010 al 2020, rallentato (per non farsi mancare niente) da un contenzioso con la ditta incaricata dei lavori risultata poi vincente a danno del Comune (con l’inevitabile e conseguente aggravio di spese), del tratto inziale di Corso Umberto e di Viale Ermocrate. Normale manutenzione stradale ci sembra, nulla di più.

Cosa prevede quindi l’accordo? Quali sono gli interventi in capo ai due enti da portare a termine entro il 2026, come previsto dal PNRR?

RFI, con un investimento di 15 milioni di euro, provvederà al “recupero architettonico e funzionale dell’edificio storico, in particolare dell’atrio, degli spazi d’attesa e transito, della biglietteria e dei servizi ai viaggiatori … Nell’area interna, oltre al rifacimento dei sottopassaggi, saranno realizzati un nuovo piazzale, che si collegherà con corso Gelone, e un percorso pedonale verde dal quale si potrà arrivare in via Brenta e, dunque, a piazza della Repubblica e a piazza Adda con la possibilità di sfruttare i parcheggi della zona”.

Il Comune di Siracusa, con una spesa di circa 150 mila euro (!), si occuperà della “riqualificazione funzionale del piazzale antistante la stazione, tramite una ridistribuzione logica degli spazi, la rivisitazione dei percorsi di viabilità e la ricollocazione degli stalli, la riqualificazione delle aree verdi, l’estensione delle aree pedonali, il miglioramento dell’accessibilità e delle condizioni di vivibilità e sicurezza percepita”.

Nel guardare il rendering del progetto, se da un lato si apprezza il gradevole risultato, dall’altro non si può fare a meno di porsi una domanda: essendo previsti gli stalli per taxi e bus, dove potranno stazionare per breve tempo, così come oggi accade, i privati che dovessero accompagnare qualcuno in stazione?

Le aree di sosta per le quali è stato previsto un collegamento pedonale sono il parcheggio, privato, quindi a pagamento, aperto nel dicembre del 2019 con accesso su corso Gelone (un’area messa in vendita l’anno prima proprio da Ferrovie dello Stato, vendita che Rifiuti zero cercò di impedire per salvare le specie arboree, in particolare un palmeto, che vi si trovavano, oggi destinato così a divenire – inaspettatamente? – strategico) e quello più lontano e sempre affollatissimo di piazza Aldo Moro (Adda), anche questo a pagamento (pur se per pochi minuti!).

Ad occhio ne potremmo ipotizzare un altro: l’area, probabilmente anche questa privata, contigua al piazzale della Tekra, di fronte alla stazione, che ci sembra sia stata ultimamente ripulita. Vedremo.

RFI intende mettere a disposizione aree di sua proprietà, semmai non a pagamento? A cosa verranno esattamente destinate le parti indicate nelle planimetrie di progetto come “da riqualificare a verde, non oggetto di appalto”?

Ma soprattutto: perché annunciare “un nuovo Parco Urbano” se non si prendono neanche lontanamente in considerazione le presenze archeologiche del luogo? È forse da considerarsi ‘parco‘ la mera implementazione del verde?

L’unico sforzo, retorico, di memoria storica (assolutamente inutile perché improduttivo di effetti tangibili) è nelle premesse dell’accordo tra le parti: “L’area è caratterizzata dalla presenza di siti di interesse archeologico e si colloca infatti in posizione baricentrica tra il sito archeologico del Ginnasio Romano (posto a valle dell’area) e quello della Neapolis greca (posta a monte dell’area); per una piccola porzione, quella a ridosso di corso Gelone, ricade nella Zona B.3.1 (Tessuto edificato ad alta densità) del P.R.G. del Comune di Siracusa, mentre tutta la restante area ricade in zona B del Parco Archeologico (parco istituito ai sensi del titolo 2 art. 20 della L.R. n. 20 del 3 novembre 2000) e pertanto è soggetta a vincolo di inedificabilità”.

Neanche un cenno ai nascosti “raffinati mosaici pavimentali di case romane (probabilmente di pregio)” alle spalle della stazione e tristemente recintate, o ai resti di mura, anch’essi ricoperti per essere protetti, forse traccia dell’antica fortificazione di Achradina, o ai tratti della “via strata et conglareata”, o all’area sacra, o a quanto ancora si potrebbe riportare alla luce.

Niente. Lasciateli nell’oblio. Tamquam non essent. Intelligenti pauca…

https://www.lacivettapress.it/2022/05/04/i-tesori-nascosti-della-stazione-centrale-di-siracusa-dai-nuovi-investimenti-la-possibilita-di-strapparli-alloblio/

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