Spunta: “Borgata in PartecipAZIONE”, una grande opportunità per il quartiere?

È venerdì 17, arrivano veloci ad aprire la sede di Natura Sicula, Michela e Viviana perché hanno invitato molti all’incontro. Difatti, in pochi minuti si raccoglie una variopinta realtà di persone, tutti alla scoperta di questo appuntamento. Inizia Michela, la coordinatrice del progetto.

Quest’incontro è uno tra i primi di altri che faremo qui alla Borgata, rientra all’interno del progetto: Borgata in PartecipAZIONE. Vogliamo riuscire a garantire occasioni di partecipazione collettiva e promuovere la cittadinanza attiva attraverso la valorizzazione delle risorse territoriali. Lo stiamo portando avanti con Ciao, Rifiuti Zero, Accoglierete e Cesvi. Il nostro obiettivo è realizzare occasioni di partecipazione nel quartiere. Partiamo dall’idea che riconosciamo nella Borgata una ricchezza incredibile con un tessuto sociale che la caratterizza, rispetto al resto della città. È un quartiere bello perché è formato da tante differenti comunità, italiane, straniere europee ed extracomunitarie. Eppure, tante potenzialità non vengono messe in luce. È per questo che vogliamo organizzare diverse attività come quella di laboratori alla riscoperta d’antichi mestieri, quella di un laboratorio per la realizzazione dei pupi siciliani, un altro di ceramica e di falegnameria con il materiale riciclato e altri ancora. È in progress quello di sartoria intergenerazionale e interculturale. Accoglierete si occuperà delle persone immigrate che potranno dare l’apporto con le proprie tradizioni. Ovviamente l’iniziativa è aperta a chiunque sia interessato a partecipare e condividere. È per questo che creiamo questi confronti dove raccoglieremo spunti e riflessioni su ciò che ci piace e non del quartiere. Nei prossimi incontri vorremmo focalizzarci nell’organizzare un gruppo di persone un po’ più anziane che ci raccontino cos’era prima la Borgata, mostrando delle foto storiche già raccolte e conoscere le iniziative delle associazioni presenti. Possiamo pensare a una stagione teatrale o un cinema in piazza”.

 

Interviene Viviana, altra promotrice:

L’identità della Borgata ha punti di forza nell’artigianato, ha una bella piazza, la chiesa di S. Lucia, il campo di pallone, ma soprattutto la presenza di associazioni che ravvivano il tessuto sociale come Ciao, Astrea, Natura Sicula ed altre. Sappiamo che con il trasferimento della maggioranza dei negozi si è perso un po’ delle caratteristiche del quartiere. Però adesso l’interesse degli investitori si sta spostando nuovamente verso la Borgata. Così ci siamo chiesti: cosa si può fare qui insieme e con passione? Come facciamo a mantenere e conoscere al meglio le diverse culture, tradizioni che ci sono? Ci serviranno incontri con i commercianti, gli artigiani e approfittare dell’artigianato caratteristico degli stranieri residenti. Avevamo pensato ad organizzare una pulizia allo sbarcadero. È una zona di Siracusa che a breve sarà interessata da importanti lavori di riqualificazione. Per cui è importante monitorare quello che succede e rimanere vigili sul nostro territorio. In cosa potremmo essere inclusivi per crescere e affrontare insieme le varie tematiche? Su cosa potremmo puntare?”.

“Inizio io. Sono Michela e dico culturalietà”.

Nel giro di poco scorrono i propositi dei presenti, nessuno deve esimersi dal proporre qualcosa. C’è chi cita sacralità, multiculturalità, serenità, scambi culturali. C’è a chi piace vedere la Borgata come un piccolo paese indipendente, poi altri puntano sull’integrazione quale senso d’accoglienza. C’è chi ricorda un’iniziativa di alcuni anni fa del cinema all’aperto. Giungono pensieri nel vedere la Borgata che ha angoli da rivalutare, ma non si deve pervenire al brutto quartiere storico che è divenuto Ortigia. Poi si parla anche d’emergenza, del fare emergere le brutte emergenze nascoste. Una voce parla di rigenerazione: C’è bisogno di una qualità di vita a misura umana. Ma tutti sottolineano del non replicare una Ortigia 2. Qui la trasformazione deve crearsi con persone che tengano viva la loro cultura d’appartenenza. Qualcuno parla delle negatività (spazzatura, strade bucate, ecc.). Ma interviene immediatamente Michela:

“dobbiamo focalizzarci sulle questioni positive. In seguito raccoglieremo i bisogni, le esigenze su ciò che non va, facendo segnalazioni, inviando foto in azioni collettive”.

Si osserva che c’è socialità: “qui con il passaparola si riescono ad aprire tante frontiere. In Borgata pubblicizzare e organizzare funziona, rispetto ad altre zone dove si è chiusi nei propri appartamenti”.

Alla fine termina Michela dichiarando che sono uscite tantissime riflessioni:

“si vede che c’è un grande interesse, amore e passione. Adesso poniamoci le domande: cosa preservare? Cosa voler valorizzare”?

Arriva p. Carlo D’Antoni invitato a dare il suo apporto perché la sua chiesa si occupa da anni di accoglienza e lì è riuscito a creare una comunità che porta avanti tante iniziative.

“Sono nato in via Monte grappa”, inizia così p. Carlo. Poi va ad esprimere le tante potenzialità della Borgata rispetto a ciò che è diventata Ortigia, continuando afferma:

“questo quartiere ha una caratteristica meravigliosa. È a maggioranza di stranieri, soprattutto extracomunitari. E allora credo che bisogna fare di tutto perché rimangano vive le loro culture, stili di vita, perché essi tendono a ghettizzarsi. Sono persone con la loro personalità di cui avere il massimo rispetto. Lo dico perché in città vi sono ancora tanti pregiudizi verso gli extracomunitari”.

Infine conclude con una proposta: “mi piacerebbe organizzare un palio tra i due quartieri, momenti d’incontri musicali, conviviali. Andare al confronto con nuovi stimoli e idee nel rispetto recìproco”.

A conclusione non può mancare il momento conviviale con l’assaggio di piatti tipici dello Sri Lanka offerti dal ristorante appena aperto di Cucina Tipica dallo Sri Lanka.

A noi racconta Michela Messina: “il progetto è finanziato dal bando “Realizziamo il cambiamento con il Sud” con il sostegno della Fondazione Realizza il Cambiamento, Fondazione con il SUD e ActionAid International Italia E.T.S”, il progetto è coordinato da Fondazione Siamo Mediterraneo Onlus (centro CIAO) – in partenariato con: Accoglierete, Rifiuti Zero e Cesvi”.

La durata?

Va da marzo 2024 ad aprile 2025, per un importo di 72.525,5 euro. È inserito dentro un percorso formativo per giovani e donne con background migratorio. È un metodo che parte dal basso. Il progetto permetterà di attivare anche 4 tirocini formativi rivolti a persone che intendono migliorare le proprie competenze professionali. Poi, dieci donne, provenienti da diverse culture e fasce d’età, presso CIAO, saranno impegnate nell’apprendere tecniche sartoriali e condividere storie, esperienze e tradizioni. A giugno si terrà un laboratorio di ceramica suddiviso in tre appuntamenti a cui seguiranno quello sulla costruzione dei pupi siciliani e tanti altri. La mia collaboratrice è Viviana Bellamy Cannizzo di Rifiuti Zero che si occuperà dell’area relativa ad ambiente e spazi pubblici; l’organizzazione di 15 sessioni di workshop con artigiani e delle comunicazioni.

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