Eppur si muove. Fa un passo avanti l’iter di aggiornamento del catasto delle aree percorse da incendi nel territorio comunale di Siracusa fermo al 2017 nonostante l’obbligo della revisione annuale.
Uno strumento, normato con la legge 353 del 2000 (‘scoperta’ da noi 7 anni dopo), indispensabile per contrastare soprattutto quegli incendi dolosi che hanno finalità di lucro quali l’attività venatoria, l’agro-pastorale e quelle edilizie, di trasformazione urbanistica.
Da quando il Comune, nell’agosto scorso, ha deciso di svegliarsi dal suo torpore grazie alla forte sollecitazione di Natura Sicula, e a seguito degli spaventosi incendi che hanno devastato aree di pregio quali le balze delle Mura Dionigiane, e ha dato il via all’aggiornamento del catasto data anche la nomina regionale dei Commissari ad Acta presso i Comuni inadempienti, sono trascorsi sei mesi, tempo sprecato anche per la faciloneria e approssimazione con cui si è affrontato l’obbligo istituzionale.
Prima, a settembre, uno pseudo aggiornamento dal quale risultava incredibilmente che nell’ultimo triennio il territorio comunale era stato risparmiato da qualsiasi evento incendiario
Poi l’efficace intervento del Comitato Antincendio Siracusano e la conseguente nota del commissario Angelo Sajeva
Si rimette in moto a questo punto, con i suoi tempi, la macchina amministrativa.
Alla richiesta del commissario Sajeva, il Comando dei Vigili del Fuoco di Siracusa ha comunicato a fine ottobre i rapporti relativi agli interventi eseguiti, località, date, ma non le indispensabili perimetrazioni “poiché non rinvenibili”.
Ricordiamo en passant che la Legge prevede la registrazione puntuale dei confini delle aree incendiate. “Il catasto delle aree percorse dal fuoco deve contenere la rappresentazione cartografica e i dati relativi a tutti gli incendi boschivi verificatisi nel territorio del Comune ed i dati informativi ad essi associati” in assenza dei quali è di fatto impossibile apporre quel regime vincolistico che è il vero deterrente per arginare la piaga degli incendi dolosi: vincoli temporali di 5, 10, 15 anni a seconda dei casi, che regolano l’utilizzo dell’area e vietano determinate attività, come detto. È pertanto evidente che vadano ricercate le responsabilità di una tale così grave inadempienza e che si adottino le misure necessarie perché ciò non si verifichi più.
Come fare dunque per colmare la lacuna?
Visto che nel maggio scorso l’Amministrazione ha aderito alla “sperimentazione gratuita di Enel X Italia srl inerente al progetto “Al Satellite Urban Anomalies” avente durata di 6 mesi, dalla quale sono emerse alcune potenzialità e funzionalità relative al monitoraggio del territorio su base satellitare, tra cui l’identificazione dei perimetri delle aree percorse da incendi” – così nella determina – alla stessa ditta è stato affidato l’incarico professionale relativo “al servizio digitale di mappatura (nelle date e territori di riferimento) di aree percorse da incendi all’interno del perimetro territoriale comunale per l’importo complessivo di € 3.416,00, compresa IVA al 22%”.
Non sappiamo se sia questa la strada corretta per affrontare e risolvere la questione. In verità siamo scettici e pessimisti. Siamo convinti che sia possibile fare altro e ancora una volta l’auspicio è che dal basso, dai cittadini, dalle associazioni, arrivino indicazioni e suggerimenti più efficaci. Senza perdere ancora tempo mentre si avvicina la nuova stagione dei disastri annunciati.

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