NASCE IL MUSEO DI CITTÀ MA LA CITTÀ NON è STATA COINVOLTA

NASCE IL MUSEO DELLA CITTÀ: Da Archimede a Enzo Maiorca: otto grandi personaggi raccontano Siracusa .  La Galleria Civica Montevergini diventerà presto il Museo della Città per effetto di un accordo raggiunto dal Comune con Civita Sicilia. I personaggi scelti, siracusani o legati a Siracusa, che “rivivranno” attraverso l’utilizzo di diverse tecnologie e mezzi audiovisivi, sono: Caravaggio, Santa Lucia, Archimede, Platone, Eschilo, Federico II, Enzo Maiorca e Paolo Orsi.”

Con questo comunicato stampa di qualche giorno fa la Città “apprende” che la Galleria Civica di Montevergini (fino a ieri contenitore di Arte Contemporanea) si trasformerà in Museo Civico per commemorare 8 personaggi siracusani e non. Una novità, una notizia inaspettata che sorprende la Comunità cittadina, all’oscuro fino ad oggi di tale esigenza ed iniziativa culturale. Non sono dunque mancate le prese di posizioni specie sui social dove, oltre alle fisiologiche e sterili immancabili polemiche, alcune ci sono sembrate abbastanza pertinenti ed interessanti che, in attesa che in città si apra un serio dibattito e confronto in merito, a noi de La Civetta ci è sembrato utile riprendere:

Mi sembra a dir poco assurdo che non ci sia Elio Vittorini nell’annunciato “racconto di Siracusa attraverso grandi personaggi del passato”. Nel progetto di Museo della Città frutto di un accordo fra Comune e Civita Sicilia é stato pertanto ignorato un protagonista della cultura italiana del Novecento nato in questa città, dove visse gli anni della prima gioventú e le cui tracce si ritrovano nei ricordi biografici e in alcune delle sue opere. Scrittore, direttore di collane editoriali e di riviste innovative, traduttore, intellettuale politicamente irrequieto e altro ancora, a Vittorini é intitolato un annuale premio letterario nazionale che si organizza a Siracusa e che da qualche anno vede la collaborazione anche del Comune. Il che rende tanto piú incoerente la sua esclusione, l’esclusione di un vero narratore da un progetto di “narrazione” storica della città attraverso voci e figure di autorevoli personaggi “ricreate” tecnologicamente in uno spazio museale. Del resto il pressapochismo nei confronti di Elio Vittorini non é una novità, al di là della buona volontà dell’ Associazione Vittorini-Quasimodo e pochi altri, che provano a conservare la memoria di un autore che oggi andrebbe riscoperto. E invece é sconosciuto proprio nelle scuole di Siracusa; di una città dove peraltro – nonostante le reiterate segnalazioni di chi scrive – in Riviera Dionisio il Grande fa brutta mostra di sé una targa commemorativa contenente diverse inesattezze, che andrebbe semplicemente sostituita”. (Carmelo Maiorca)

Siracusa karakiri! Normale amministrazione per una città che ha tradito costantemente i suoi figli migliori. Da Elio Vittorini a Salvo Randone, da Enzo Maiorca a Concetto Lo Bello mai nessun onore a chi ha reso grande Siracusa”. (Angelo Nuccio Gemma)

Quanto era bella la Galleria di Arte Contemporanea che c’era lì una volta!” (Monica Fiumara)

Ben venga tutto, resta il peccato di perdere una galleria d’arte civica contemporanea, dove ho avuto il piacere di vedere mostre d’arte molto belle e di cui la città ne ha sempre bisogno” (Maria Calvo)

Proviamo prima a fare un passo indietro: la Galleria Civica Montevergini appartiene al Comune e quindi a tutti i cittadini e nasce come contenitore di Arte Contemporanea e di tutto quello che la cultura contemporanea rappresenta: rassegne, performance e molti altri mondi già sperimentati con successo in passato. Adesso invece di organizzare – magari!- una mostra di Michelangelo Pistoletto ed avere oltre un richiamo internazionale di livello altissimo, un’altra prospettiva sul concetto di Arte che in città è totalmente assente, ci ritroviamo (dopo aver avuto in passato una mostra di mummie e sarcofaghi, un’altra dedicata ad Archimede sempre proposte nella galleria di Arte Contemporanea?!?!?) un museo della città che mette dentro Platone e Caravaggio, Santa Lucia, Eschilo e inseriamo perfino Enzo Maiorca che dà un sapore speziato in più, che neanche il Movimento Dadaista avrebbe immaginato un minestrone del genere che di Arte Contemporanea non ha nulla.

Ma poi quale storia della città? Qual è stato il criterio di scelta? Anche se si fosse decisa un’altra destinazione chi controlla il controllore? L’unica donna ricordata tanto per cambiare è morta massacrata. Siracusa non ha dato i natali a Caravaggio ma li ha dati a Vittorini, così un nome a caso. Per non parlare della totale assenza di donne e uomini che meriterebbero molto più di un museo. Incredibile.

E tutto questo è stato siglato (Quando? Ci sono state altre proposte? Si è dato spazio ad altre proposte? Se ne è parlato pubblicamente a parte il Dossier Capitale Cultura) con un partenariato speciale dove il privato – Associazione Civita –  appartiene ed è monopolio di destra. Per carità non parliamo della Totolo e Casapound ma di Gianni Letta e giù a scendere e va anche bene così. La cultura e la religione sono altro, non riguardano la politica (…). Ma se un think tank pubblico (sindaco-giunta) e privato (incubatore di progetti) mi partorisce questa accozzaglia estratta al lotto e la presenta pure in una galleria di Arte Contemporanea c’è da riflettere, ma veramente tanto”. (Alessandra Turlà)

A Siracusa siamo passati dalla prima Giunta comunale a guida Italia Sindaco, con Assessore alla Cultura Fabio Granata che pochi mesi dopo l’insediamento convocava all’Urban Center – in pompa magna “Gli Stati generali della Cultura“: nome altisonante che avrebbe dovuto avere il fine di uscire dall’occasionalismo culturale atavico di Siracusa per dare vita ad una “rete sistemica” (associazioni, librerie, insegnanti, intellettuali, biblioteche, ecc) che riuscisse a mettere a punto le linee di una “politica culturale” che – senza alcuna pretesa di “dirigismo” burocratico – contribuisse alla crescita collettiva del punto medio di competenza intellettuale e “valoriale” dei cittadini: perché questa è la vera finalità di una “politica culturale”. Poi, certo, anche l’attenzione al riverbero “Cultura/Turismo”. Pur sorvolando sulla vicenda del “Covid” che ha reso difficile per un biennio le relazioni collettive, il giudizio complessivo sulla “Politica culturale” della Giunta è – e non può che essere – molto critico. Né mi pare che dopo 6-7 mesi dall’insediamento dell’ seconda Giunta Italia, dall’Assessore Granata siano venute idee di apertura reale col “tessuto culturale” della città. Ogni cosa – eventi, decisioni, orientamenti, proposte, ruolo degli spazi, strategie, ecc. – nasce dalla testa dell’Assessore, il quale, nella sua irretita solitudine ideativa, mostra logiche e approcci tipici dalle antiche stagioni medievali, in cui il Signorotto comunale concedeva ai “sudditi” qualche mancia o favore”. (Roberto Fai)

L’idea del Museo di Città e dei suoi 8 personaggi rappresentativi nasce da un “accordo” tra il Comune e Civita Sicilia ma niente si sa su come, quando, dove e perchè  questo accordo sia avvenuto. Visto che di museo “civico” si parla, non sarebbe stato opportuno un coinvolgimento civico? Se ne è discusso?  Era questo ciò di cui la Città aveva bisogno?  Chi lo ha deciso? C’è un Direttore o un Comitato apposito? E la Galleria di Arte Contemporanea che fine farà? E il dibattuto Museo di Arte Sacra o il Tesoro di Santa Lucia? E gli innumerevoli reperti archeologici accatastati nei depositi della Soprintendenza e del Museo paolo Orsi? E il Museo di Archimede? Così, giusto per elencare solo una parte di quanto nell’immaginario collettivo è da tempo oggetto di discussione in Città.

 

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