Natale internazionale al CIAO dei maristi

A volte la realtà siracusana propone momenti collettivi unici. In questa città quasi sempre sorniona, adagiata in un interminabile tepore estivo avvengono eventi diversi dal consueto. È ciò che è accaduto nella sede di CIAO (centro interculturale aiuto orientamento) gestito dai maristi, una congregazione laicale che esiste a Siracusa dal 2016. Venerdì 22 si sono incontrati gli adulti che seguono il centro per corsi d’italiano, i bambini e i ragazzi accompagnati dai loro genitori che lo frequentano per il doposcuola e tanti amici e volontari dei maristi per festeggiare il Natale cristiano mentre la maggioranza di loro appartiene ad altre religioni: “È una tradizione normale nei nostri Paesi andare a trovare gli amici di altri culti per festeggiare insieme la loro festa, stessa cosa fanno loro per i nostri avvenimenti” dicono in tanti. Mentre si stende davanti a tutti una lunga tavola riempita di ogni serie di cibo e dolci tutti cucinati in casa e portati con orgoglio da cinesi, tunisini, marocchini, russi, ucraini, italiani, spagnoli, dello Sri Lanka, Etiopia, Bangladesh, i Paesi subsahariani, ecc.

Poi i tanti bambini anche di pochi anni neri e bianchi girano intorno a bocca piena pensando che sia una normale festa, non un tempo di grande solidarietà mondiale. In questi momenti tutti sono occupati a far festa assaggiando tante cose diverse dal solito che vengono proposte a ognuno e spiegando quali siano gli ingredienti. “L’unione di tante differenti lingue, colori, età non ti fa capire che è una grande festa?” chiede retoricamente un’insegnante italiana che, volontaria a Ciao, aiuta gli stranieri nell’apprendimento della lingua italiana. Si avvicina una giovane tunisina tutta ricci scuri che si fa spazio sul tavolo per deporre un completo da the con teiera d’argento e bicchierini tipici e versa dall’alto nei bicchieri il the fumante. “Gustalo è diverso”. “Difatti è profondamente aromatizzato, fa pensare al Sahara” osserva una ragazza italiana. Tanti sono contenti per ciò che si ammira in quelle ore e non vorrebbero finisse così presto. “È una festa che a noi piace ci dà gioia e pace” dicono insieme un’ucraina e una russa. Si parla solo a gesti in questa mescolanza di lingue ma i sorrisi, l’offrire il proprio cibo orgogliosi d’averlo fatto e portato come dono a tutti è internazionale confonde la mente e gonfia i cuori. Una volontaria italiana appare quasi stupita: “Siamo tutti uniti in una giornata di pace universale, come mai i loro compatrioti si combattono fra loro?”. È il grande potere dall’alto che divide e manda ad uccidere chi è umanamente fratello. Il Natale cristiano in queste ore sta unendo tanti popoli e la fraternità è posta al di sopra di tutti. Si è creato davvero un momento esemplare unico di vissuto in questo giorno al Ciao.

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