L’Italia è la terra dove tutto è possibile. Di poeti santi navigatori e anche di sofisticati giuristi (o di manzoniani azzeccagarbugli) che fanno di tutto per confermare il detto: fatta la legge trovato l’inganno. E poiché spesso anche nella produzione di atti amministrativi scappa l’errore, la disattenzione, l’approssimazione o quel che è, diventa poi necessario correre ai ripari, cercare il ‘cavillo’, o semmai altro, pur di raggiungere l’obiettivo.
Ma che, per cercare di contrastare un ricorso al Tar, si ricorresse a un provvedimento ex post ancora non l’avevamo sentita. Certo, è normata la possibilità di avvalersi dell’autotutela quando la Pubblica Amministrazione, resasi conto di uno sbaglio, può annullare delibere e rettificare procedure ma che sia possibile anticipare le ordinanze del Tribunale Amministrativo, di fatto annullando il senso e l’impostazione del ricorso di una controparte, mettendoci la pezza dopo, non sappiamo davvero quanto possa essere efficace, e siamo quindi davvero curiosi di sapere come andrà a finire. A meno che le finalità delle ultime due deliberazioni dell’Ati non siano altre.
I fatti sono questi. Nella controversa questione della gara per l’affidamento della gestione del servizio idrico integrato (la ricerca del partner privato per costituire la società mista), tra i motivi dei ricorsi presentati dalle società concorrenti, è stato avanzato anche quello dell’incompetenza del Rup, dott. Antonio Cappuccio, in quanto non “dipendente” dell’ATI di Siracusa.
Ai giudici amministrativi l’onere di stabilire se ciò fosse motivo sufficiente per decretare la nullità di tutti gli atti firmati dal dott. Cappuccio (il che avrebbe significato ritornare alla casella di partenza come in un pazzo gioco dell’oca), decisione che dovrebbe arrivare a gennaio.
E invece cosa fa la Commissaria regionale dell’ATI, la dottoressa Rosaria Barresi? Il 4 dicembre scorso assume il dottor Cappuccio con un contratto a tempo determinato “al di fuori dell’orario di servizio per quattro ore settimanali per il mese di dicembre 2023 e per il primo semestre 2024” con la motivazione “che, ad oggi, l’ATI non dispone di personale dipendente e che per assicurare un’azione amministrativa efficace, tempestiva ed efficiente occorre poter disporre di idonee ed esperte risorse umane che assicurino un buon andamento amministrativo e la corretta esecuzione di ogni adempimento previsto dalla vigente normativa”.
Poi, de plano, senza evidenziare in questa sua deliberazione la funzione di Rup già espletata da Cappuccio, ricorda che lo stesso “dipendente a tempo pieno e indeterminato del Libero Consorzio Comunale di Siracusa, ha effettuato per l’ATI di Siracusa prestazioni lavorative professionali inerenti il ruolo di Responsabile Finanziario (Ragioniere Generale), Direttore Amministrativo e Direttore Generale f.f.” e quindi delibera che “eserciterà attività di Responsabile Unico del Procedimento di Gara … presso A.T.I., nonché le attività amministrative, finanziarie e contabili connesse al regolare e completo svolgimento della gara” (quindi ciò che Cappuccio già fa da mesi).
Ma l’assunzione parte così solo da dicembre 2023. Come si risolve per il passato l’assenza dei requisiti necessari per la carica di Rup?
Il giorno dopo, il 5 dicembre, in videoconferenza, alla presenza del dott. Cappuccio e del dott. Francesco Liistro in qualità di segretario verbalizzante, la Barresi delibera non solo di confermare il dott. Antonio Cappuccio quale Responsabile Unico del Procedimento ma anche “di ratificare, sanare e convalidare la Deliberazione n. 7” con la quale Cappuccio era stato già nominato Rup il 19 maggio scorso “vista l’urgenza di portare a termine il procedimento di affidamento del servizio idrico integrato” e “scongiurare il rischio del mancato conseguimento degli obiettivi intermedi e finali del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.
Che la commissaria Barresi abbia escogitato un nuovo geniale ‘rimedio’ amministrativo ex post per risolvere una buona parte del contenzioso che grava sul Tar di Catania? Lo vedremo presto

Commenti recenti