APPARTAMENTO DI PALAZZO MONTEFORTE VENDUTO ALL’ASTA. COMPRENDE PARTI DI PROPRIETÀ DEL COMUNE?

Venduto all’asta l’appartamento al primo piano di un’ala di palazzo Monteforte di via Picherali. Qualche domanda ci sembra doverosa. Dai siti di vendite immobiliari risulta che l’appartamento al primo piano di via Picherali al civico 20 è stato venduto a seguito dell’asta immobiliare di cui avevamo dato notizia nel settembre scorso. Si partiva da un valore di 458mila euro ma non si sa a quanto sia stato aggiudicato

https://www.lacivettapress.it/2023/09/19/le-novita-su-casa-monteforte-di-via-picherali-in-attesa-del-suo-recupero/

Nel sito visionato, rispetto ad altri, si riporta correttamente la data di costruzione ‘ante 67’ dell’edificio, identificato come ‘Palazzo Rosolini – Borgia’, censito nel Piano Particolareggiato di Ortigia e quindi sottoposto al ‘vincolo del centro storico’.

Che il palazzo di età barocca (residenza per anni di Ignazio, fratello di Maria Monteforte a cui lo lasciò in eredità) sia tra i beni monumentali di Ortigia è stato ampiamente documentato dall’avv. Sebastiano Leone, legale di fiducia del Comune nella causa di rivendicazione delle tre unità immobiliari contro Licini. Un bene di interesse culturale storico e artistico – come attestato anche da un autorevole parere del prof. Giuseppe Pagnano, a capo del gruppo di lavoro per il piano particolareggiato del centro storico del ‘90 – che in quanto tale, già sul finire degli anni ’90, è stato sottoposto a un intervento di manutenzione a spese del Comune sia esternamente che internamente. In una delibera del maggio 2010, che richiama l’iter amministrativo, autorizzativo ed esecutivo dei lavori di ristrutturazione effettuati negli immobili al civico 20, si fa espresso riferimento a una perizia di variante al progetto principale, relativo ai lavori affidati all’impresa Calleri srl con contratto dell’11/2/1998, riguardante le parti comuni e il prospetto dell’edificio, e con successivo contratto del 20/3/1998, attinente alle opere interne delle unità immobiliari di proprietà del Comune di Siracusa, continuate dalla ditta SO.CO.P per un importo complessivo di oltre 560 milioni di lire. Lavori comunque non ultimati come riportato nella relazione di ‘regolare esecuzione dei lavori’ dell’ing. Mirarchi del Comune nel gennaio 2006.

La domanda che noi continuiamo a porci anche ora, teoricamente a partita chiusa, e alla quale ci piacerebbe sia data risposta, è se nei 291 mq dell’appartamento venduto all’asta rientri in qualche modo, anche solo in minima parte, quella particella 5541, sub. 56 in catasto al foglio 167, restituita recentemente al Comune e di cui riportiamo la planimetria

Pensiamo infatti che l’Amministrazione non sia stata minimamente allertata dal nostro articolo precedente, che non abbia seguito il suggerimento di effettuare un sopralluogo per verificare se tutto fosse in regola, se eventualmente, per l’ennesima volta, il mancato controllo stesse per determinare un danno al patrimonio comunale, cioè a quello di tutti i cittadini.

Val la pena di ricordare che anche il sopralluogo del 2019, quando si appurò che alcune unità immobiliari, sempre del civico 20, proprietà del Comune in quanto lascito ereditario (immeritato) della sig.ra Maria Monteforte, erano state occupate abusivamente, fu sollecitato per mesi e mesi e ottenuto grazie all’attivo interessamento dell’allora assessore Rita Gentile e del sindaco Francesco Italia.

Forse un’azione di controllo potrebbe essere ora esercitata da qualche consigliere comunale sensibile alla tematica dei beni comuni.

 

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