Le novità su casa Monteforte di via Picherali… in attesa del suo recupero

Ritorna di interesse Casa Monteforte per un avviso di vendita all’asta per 458mila euro, il prossimo 26 ottobre, di un appartamento al civico 20 di via Picherali. A darne notizia Enzo Tomasello di Casa Rossa che ha sempre seguito insieme a noi le vicende dell’immobile, bene comunale caratterizzato da vicissitudini emblematiche di un certo andazzo della nostra amministrazione cittadina.

290 mq, 6 vani utili (6 camere) e 6 vani accessori, 3 balconi sul prospetto est, un terrazzo sul prospetto ovest, anno di costruzione 1980 (!). La descrizione dell’immobile è simile in tutti gli annunci online, non così le planimetrie che fanno supporre almeno in un caso locali ‘sparsi’ di diversa ampiezza, forse anche al piano terra.

Da qui la curiosità (per alcuni aspetti legittima) di sapere esattamente cosa sia in vendita data la causa che per tre anni (dal 2019 al 2022) ha visto l’Amministrazione Comunale contrapporsi a un privato che rivendicava la proprietà per usucapione di alcune unità immobiliari lasciate in eredità al Comune dalla nobildonna Maria Monteforte insieme all’intero stabile del civico 12.

Causa dell’incertezza sul palazzo che era appartenuto a Ignazio Monteforte al civico 20 la grande confusione da una parte sui dati di accatastamento delle diverse particelle, dall’altra sui passaggi di proprietà avvenuti negli anni, a nostro avviso comunque fino ad oggi mai opportunamente accertati.

Tuttavia, per quanto è a nostra conoscenza, l’appartamento in questione dovrebbe essere quello che – secondo la ricostruzione che ne fece nel 2021 l’avv. Corrado Giuliano che difendeva con l’avv. Paolo Tuttoilmondo il privato – la società D.G Consulting avrebbe acquistato nel novembre 2001 dal precedente proprietario Luigi Lacagnina che a sua volta lo avrebbe comprato nel 1989 da Ierna Aldo e Liliana. Ma se della DG Consulting era tutto il piano, come sostenuto nel processo dall’avv. Giuliano che escludeva dai beni in contestazione il primo piano proprio perché di proprietà, per intero, di un altro soggetto, come mai il tribunale aveva confermato il sequestro di tre unità immobiliari tra cui quella al primo piano individuata in Catasto al foglio 167, particella 5541, sub. 56 (ex fg. 173, part. 640, sub. 6) oltre a quella al secondo piano individuata in Catasto, al foglio 167, particella 5541, sub. 53 (ex fg. 173, part. 640, sub. 4) e l’ultima al terzo piano individuata in Catasto al foglio 167, particella 5541, sub. 46 – ora sub. 70 (ex fg. 173, part. 637, sub. 9)?

Purtroppo, come abbiamo già scritto nei nostri precedenti articoli sull’argomento, tra quanto riportato al catasto e quanto riferito nelle carte processuali emergevano alcune contraddizioni. La più eclatante era il riferimento a un terzo piano del civico 20 in sostanza inesistente perché il piccolo locale trasformato in mini appartamento probabilmente altro non era che un vano tecnico (forse una lavanderia) a cui si accedeva, dall’esterno, da un appartamento di 8 vani (complessivi 197 mq) sulla verticale del civico 12 (particella sub 46). Ma se per noi questo era chiaro, maggiore incertezza era, ed è ancora, sulla conformazione della particella sub 56 che a volte ci è sembrato venisse identificata in un piccolo locale tra il piano terra e il primo piano ma che nella ricognizione fatta dal Comune sulle sue proprietà risulta(va) come un appartamento al primo piano.

Si tratta, con tutta ovvietà, di una verifica facile da fare per chi abbia accesso ai luoghi: l’Amministrazione quindi, non noi. Una verifica da fare, e comunicare ai cittadini, subito data l’asta ormai prossima, una vendita senza incanto – cioè una gara pubblica che si conclude quando nessun partecipante offre di più rispetto all’ultima offerta -, quindi con aggiudicazione definitiva purché l’offerta sia almeno del 75% della base d’asta (da 458mila euro a 343.500).

Ma intanto, mentre aspettiamo delucidazioni su quanto esposto, viene immediato chiedersi cosa abbia fatto l’Amministrazione una volta recuperate le tre unità immobiliari occupate abusivamente, trascorso ormai un anno e mezzo.

Ciò che noi sappiamo è che, per quanto riguarda la cosiddetta Casa Monteforte, la parte del palazzo che ha ospitato in passato alcune donne anziane bisognose così come voluto dalla Monteforte, qualcosa si è mosso ma non sappiamo se l’intervento inserito nel vigente Programma Triennale delle OO.PP. denominato “lavori di manutenzione straordinaria con miglioramento sismico della Casa Monteforte di Via Picherali, da riutilizzare per fini sociali per un importo complessivo di un milione e 600mila euro” sia relativo solo al civico 12 o anche al civico 20 i cui locali, parzialmente ristrutturati, sono ancora allo stato grezzo (così come lo sono/sarebbero quelli ora all’asta secondo il report fotografico visionabile su https://www.idealista.it/immobile/28023890/)

Il sindaco Francesco Italia nei mesi scorsi aveva espresso grande soddisfazione per l’ormai prossima ristrutturazione di Casa Monteforte come “residenza per donne anziane e bisognose”: “Il nostro progetto esecutivo è stato approvato dalla Regione e abbiamo già ricevuto il decreto di finanziamento per un milione e duecentomila euro” ha comunicato. I lavori non sono iniziati ma la fase della progettazione è stata conclusa con un costo di circa 80mila euro assegnata con affidamento diretto.

L’Amministrazione Comunale ne aveva avviato la redazione pensando di inserirla, cosi scrive, nel suo “parco progetti al fine di attingere ai prossimi finanziamenti regionali, nazionali e comunitari… in relazione alla disponibilità finanziaria dell’ente, stimata dal rup arch. Gaetano Brex in complessivi € 102.621,75.

Un importo inferiore a 139mila euro e quindi nella fascia per l’affidamento diretto del servizio anche senza preventiva consultazione di due o più operatori economici. Così ha intanto proceduto ad affidare lo studio di fattibilità tecnico-economica e la progettazione definitiva stimata in € 59.688,16 con la possibilità, legittimata da una circolare del dipartimento regionale tecnico, di “prevedere nel bando di gara l’affidamento “certo” di un livello di progettazione a cui è necessario trovare immediata copertura economica e l’affidamento “condizionato” alla disponibilità economica della Stazione appaltante degli ulteriori livelli di progettazione”.

Il responsabile unico del procedimento, quindi, “dopo aver valutato il curriculum dell’arch. Ivan Bellomo, (Catania il 2/11/1975, residente in Acicastello (CT)), ha negoziato con il professionista l’offerta economica tramite Trattativa Diretta sulla piattaforma SITAS e-procurement del 23/12/2021, e l’arch. Bellomo ha offerto un ribasso del 20% su € 59.688,16 aggiudicandosi il servizio per l’importo di € 47.750,53”.

“Il disciplinare di incarico con il quale veniva previsto che in caso di estensione dell’incarico il corrispettivo per la progettazione esecutiva e coordinamento di sicurezza in fase di progettazione ammontava ad € 42.933,59 da assoggettare a ribasso” è stato firmato il 3 gennaio 2022.

Giusto in tempo per poter rispondere adeguatamente all’avviso per il finanziamento in favore dei Comuni “per la realizzazione di interventi infrastrutturali sistemici e integrati con i relativi servizi in favore della famiglia per nuove infrastrutture o recupero di quelle esistenti fra i quali comunità alloggio per anziani” pubblicato sulla Gazzetta ufficiale regionale il 14 gennaio. Solo 15 i giorni dalla pubblicazione consentiti per inoltrare la domanda di ammissione per di più già con la progettazione esecutiva. Ed è stata infatti una corsa contro il tempo. Il 14 gennaio è stata chiesta all’arch. Bellomo la disponibilità ad accettare l’estensione dell’incarico per la redazione del progetto esecutivo; il 17 il professionista, accettando l’ulteriore incarico, ha offerto un ribasso del 25% sull’importo di € 42.933,59 (32.200,19 euro) e ha consegnato lo studio di fattibilità tecnica economica e la progettazione definitiva; il 25 gli è stato affidato l’incarico per il progetto esecutivo, approvato dalla Giunta il 28.

Rapida anche la corresponsione del dovuto: il 26 maggio il professionista ha emesso la fattura n.1 per il primo lavoro, liquidata il 17 giugno. Il 7 gennaio del 2023 ha emesso la fattura n.1 per il secondo lavoro, liquidata il 10 marzo.

Velocità ed efficienza! Ora l’auspicio è che non si fermi tutto alla fase della progettazione. Che i lavori inizino quanto prima e che si vada spediti, e anche che immediatamente si pensi alla futura gestione della ‘Casa’ perché non si ripetano scempi come l’Ostello della Gioventù di Belvedere, la Casa del Sale nelle riserva del Ciane e via dicendo.

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