UNA SOLA OFFERTA PER IL BANDO DEL SERVIZIO IDRICO A SIRACUSA. La segreta ‘liaison’ dei privati nella società mista

Con una pec il presidente dell’ATI Siracusa, il sindaco Francesco Italia, ha rinviato al 23 novembre prossimo l’incontro con i rappresentanti del Forum Provinciale per l’acqua pubblica previsto per le 12 di venerdì 17. Un incontro promesso alcune settimane fa e nuovamente sollecitato dal Forum sia per cercare di comprendere i ‘veri’ motivi per cui i sindaci della provincia hanno cambiato rotta –  inopinatamente scegliendo la gestione del servizio idrico integrato con società mista dopo aver due anni prima, nel novembre 2020, optato per quella interamente pubblica -, sia per riaffermare la forte determinazione del Forum di rappresentare le istanze dei cittadini che ancora sentono tradita la loro volontà espressa nel referendum del lontano 2011 (26 milioni di persone cercarono di non far diventare l’acqua un affare per pochi).

Non è dato sapere quale sia la ragione di questo rinvio ma è più che legittimo pensare che si sia trattato di una dilazione strumentale o, se si preferisce, di una precipitosa fuga, di un voler sottrarsi, ancora una volta, alle responsabilità che le istituzioni hanno nei confronti dei cittadini che rappresentano, che dovrebbero rappresentare. Diventa così sempre più ampio e insanabile il divario con la comunità amministrata, sempre più evidente la mancanza di trasparenza negli atti amministrativi – quella dovuta per legge – come dimostrato dal silenzio, ridicolo, sul nome dell’unico socio che si è presentato alla gara chiusa quattro giorni fa.

Qual è il timore? Che si confermi quanto si sospetta, e cioè che, ancora una volta, sull’acqua siano entrati in gioco poteri forti che hanno quale preminente interesse il proprio esclusivo profitto in un affare da un miliardo e duecento milioni di euro per trent’anni di gestione?

A dare qualche informazione sul misterioso partner a cui i sindaci stanno per consegnare un bene che appartiene a tutti interviene Salvo Baio che mantiene comunque anche lui il riserbo sui nomi. Da lui apprendiamo che si tratta di un ‘mini’ raggruppamento di imprese (o meglio di una ‘segreta’ liaison a due) che, pur se insieme, non presenterebbero i requisiti necessari richiesti e che, pertanto, dovranno servirsi dell’istituto dell’avvalimento, il ‘sostegno’ di una terza società dotata invece di tali requisiti.

“La società A con un fatturato non superiore ai sette milioni e meno di 40 dipendenti, la società B con più o meno lo stesso fatturato e circa 50 dipendenti” scrive Baio che evidentemente conosce i nomi dei soci.

E se da una semplice ricerca si appurasse che sono molto stretti i rapporti tra i due ‘amanti’ e la pronuba? E se si verificasse che la società ‘garante’ avrebbe potuto partecipare direttamente alla gara assumendo integralmente gli obblighi contrattuali senza interposta affiliata, i sindaci della nostra provincia si sentirebbero al riparo dallo stigma dei cittadini solo grazie allo strumentale rinvio? Non verrebbero egualmente chiamati a rispondere delle loro decisioni?

A nostro avviso la credibilità di tutti loro è ormai già al minimo storico dopo quanto accaduto nell’assemblea del 27 dicembre 2022 quando, smentendo se stessi, hanno tradito, insieme a loro stessi, le aspettative dei cittadini, quelle accese due anni prima, nel dicembre 2020. Nessuno di loro ha difeso il proprio ruolo quando, in colpevole silenzio, hanno accettato che passasse una delibera illegittima, illegittima perché all’ordine del giorno non era in discussione la scelta del tipo di gestione, l’espressa volontà di cassare quanto già deliberato, ma solo un’indicazione generica e ingannevole – Relazione del Presidente in riferimento all’Articolo 14 del Decreto Legge n. 115 del 9 agosto 2022, convertito con Legge 21 settembre 2022 n. 142, “Rafforzamento della governance della gestione del servizio idrici integrato”. Aggiornamento con particolare riferimento alla Nota Assessorato Regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità n. 6227 del 19/12/2022 di pari oggetto” – .

Parole, riferimenti normativi solo per annacquare, per non far comprendere dove un piccolo gruppo di primi cittadini aveva già deciso di rivolgere la prua: verso l’oceano degli interessi privati.

 

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