E li chiamavano lavori di riqualificazione. Con l’esclusiva di avere cotanta bellezza davanti ad una scuola, che a tre giorni dall’inizio delle lezioni ha ancora la strada chiusa al traffico, marciapiedi e cortili che la giungla ci fa un baffo e la suspense di non sapere dove si fermeranno gli autobus degli studenti pendolari.
In compenso sappiamo dove si è fermato il fruttivendolo: davanti al portone dell’edificio scolastico per decorare tanta vetustà in decadenza, da un ‘temporaneamente’ che dura mesi. Lo stesso edificio scolastico che aspetta paziente da anni i necessari lavori di riqualificazione ed efficientamento promessi: sempre che nel frattempo i fondi straordinari assegnati ad un Ente Locale esautorato da ogni funzione ed energia, commissariato e senza risorse né sostenibilità (dove i pochi rimasti fanno l’impossibile per assicurare i servizi minimi) non tornino definitivamente al mittente, come buona parte dei Fondi Europei in mano alla Regione Sicilia.
Quando si dice manutenzione, pulizia e programmazione. Bell’esempio, ma ‘ppi daveru.
Per inciso: la preside, di persona personalmente, è da mesi che segnala le criticità agli enti competenti, che i mulini a vento di Don Chisciotte in confronto sono una passiata. Mi ‘nni scappassi. Senza parole

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