Gli angeli custodi della pietra, archeologi immaginari del Teatro Greco hanno fatto tirare, a parole, un sospiro di sollievo a tutti quelli che in questi mesi hanno temuto per la salute del Teatro greco, sottoposto ad una terapia d’urto a base di spettacoli di vario genere. La pietra del teatro è salva, assicurano, non ha subito neanche un graffio. A darne notizia, ma tu guarda, è la direzione della rassegna musicale “Siracusa Stelle al Teatro” la quale in un comunicato, che stranamente riporta anche dichiarazioni virgolettate del sindaco Italia, testualmente afferma:” Il Teatro Greco e la sua pietra si è nutrito di “note buone”, lo conferma la relazione degli archeologi incaricati a controllare la tutela del bene che a fine rassegna dichiarano, senza nessuna possibilità di smentita, che il pubblico e il suono dei concerti non hanno minimamente intaccato la salute del monumento e questa per noi è una grande vittoria”. Dunque ci sarebbe una relazione di archeologi (non è dato sapere chi siano e da chi siano stati incaricati) i quali, “senza nessuna possibilità di smentita”, assicurano che la rassegna del pop e del rock non avrebbe causato alcun danno alla cavea. Se è così, ce ne rallegriamo, ma ci chiediamo: quali verifiche hanno fatto questi archeologi dal momento che il teatro è ancora imbottito di legno? Non bisogna essere esperti petrografi per affermare che solo dopo la rimozione della copertura lignea sarà possibile fare i necessari controlli per escludere, come ovviamente ci auguriamo, danni alla cavea, che da sei mesi è sotto stress per gli spettacoli. E’ assolutamente irrituale che a garantire che l’integrità del teatro non sarebbe stata compromessa siano proprio coloro che hanno organizzato gli spettacoli. Questa fantomatica relazione di immaginari archeologi è pervenuta alla Soprintendenza ai Beni culturali e alla Direzione del Parco archeologico, cioè agli enti competenti? E se è pervenuta la faranno propria acriticamente o solleveranno dubbi? E’ vero che l’attività di tutela del nostro patrimonio culturale è lastricata delle necessarie attenzioni, ma c’è un limite a tutto.
Esperti di riconosciuta competenza, almeno tre ex soprintendenti ai Beni culturali e il precedente direttore del Parco archeologico sono stati concordi nel riconoscere la necessità di promuovere interventi tesi a salvaguardarne l’integrità del Teatro greco. Gli attuali responsabili della tutela dei nostri monumenti sono dello stesso avviso o lasciano fare?
Insistiamo su questo punto anche perchè il sindaco Italia, che fin qui sugli spettacoli al Teatro greco aveva tenuto un profilo basso quasi a sminuire il proprio ruolo di protagonista, nei giorni scorsi non ha esitato ad affermare che “il binomio musica-Teatro Greco funziona” e che grazie ad esso ha fatto “conoscere a migliaia di persone per la prima volta il Teatro Greco e Siracusa”. Come a dire: sono stato io a volerli gli spettacoli e li vorrò anche in futuro. Neanche una parola di rammarico sul fatto che per oltre sei mesi, se non sette, i turisti venuti da ogni parte d’Italia e del mondo non hanno potuto vedere il monumento simbolo di Siracusa perchè coperto interamente dal legno. Da parte sua il direttore artistico della rassegna, beneficiario di un contributo di 80 mila euro datogli dal Comune, ha dichiarato che “il Teatro Greco si conferma luogo ideale quale meta del turismo musicale italiano e straniero.” Per chi non l’avesse ancora capito, si avvicinano tempi bui.

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