LE CONCESSIONI DELL ‘ANTICO MERCATO AD ADITUS E MOMENTO, UNA DUE E TRE.

L’articolo di Marina De Michele mi ha spinto ad approfondire le modalità con cui l’Amministrazione Comunale ha  dato in concessione per sei lunghi mesi prima  ad Aditus srl e poi a Momento srl (entrambe con sede a Torino, via Caboto, 35)  l’Antico Mercato per iniziative varie.

Le concessioni sono previste da tre determine dirigenziali.  Con la prima  (21 febbraio 2023) gli uffici di Palazzo Vermexio invitano Aditus e Civita a presentare offerta per l’affidamento del servizio di organizzazione e allestimento presso l’Antico Mercato del progetto espositivo di Demetrio Paparoni dedicato a Medea.  Il  valore stimato dell’offerta è di 109 mila euro. Perviene  solo l’offerta di Aditus srl (Civita non si presenta, NdR) che si aggiudica la concessione per un importo di  106.820,00 euro (con ribasso del 2 per cento)  più iva.

Nella determina c’è un punto non chiaro. Nel quadro economico  viene indicato, senza specificarne la finalità,  l’importo di 28 mila euro alla voce “utili di gestione del punto ristoro”. L’importo non incide sul valore stimato dell’offerta (che resta di 109 mila euro e non comprende i 28 mila euro del punto ristoro) ma  alimenta più di un dubbio sul se e sul come il punto ristoro è stato formalmente concesso dal momento che nella determina non c’è traccia. Si tratta di un punto delicato sul quale, per un principio di trasparenza, il  Comune dovrebbe fare chiarezza.

La seconda determina (8 maggio 2023) descrive una singolare  triangolazione tra  i rappresentanti dello stilista Fendi, l’Aditus e il Comune per la concessione onerosa, dal 7 al 13 maggio, di spazi dell’Antico Mercato alla Momento srl per l’evento Top Luxury promosso dalla casa di alta moda Fendi. L’ingresso in campo della Momento srl avviene per effetto di accordi tra Aditus e la casa di moda Fendi.  Quest’ultima con una mail del 21 febbraio (proprio il giorno dell’adozione della determina con cui si dà in concessione ad Aditus l’Antico Mercato) comunica  di aver incaricato Aditus della gestione logistica dell’evento mondano.  Aditus gira l’incarico per la parte che riguarda il Food Experience  alla società Momento, la quale in data 3 maggio chiede al Comune la concessione dell’Antico Mercato per i predetti sette giorni e il Comune nell’arco di 48 ore gliela concede, spazzando via tutti i pregiudizi sulla (presunta) lentezza della burocrazia comunale.

 

Le modalità della triangolazione vengono esplicitate dal responsabile del procedimento nella determina: il  Comune – è scritto – preso atto che si svolgerà a Siracusa dal 7 al 13 maggio un evento Top Luxury di un’importante casa di moda a livello internazionale, preso atto che la società Aditus,  incaricata da Fendi di gestire  l’evento, ha comunicato che l’organizzazione del Food Experience sarà curata dalla società Momento,  affida (a tamburo battente, aggiungo io)  la concessione alla società Momento.

Come si vede, Palazzo Vermexio prende atto e concede. Cosa c’è di  singolare?  Leggendo la determina si ha la sensazione di un ruolo passivo del Comune che sembra limitarsi a far propri gli accordi, senz’altro leciti, intercorsi tra casa Fendi, Aditus e Momento. Sensazione che trova conferma nella successiva determina del 20 luglio.  L’Antico Mercato viene spacchettato  e diventa, come si è detto, oggetto di due concessioni: la prima, da maggio ad ottobre, ad Aditus, la seconda a Momento, dal 7 al 13 maggio.  Ma non è finita, perché il 20 luglio, con un’altra determina, la terza,  spunta  una terza concessione onerosa che riguarda il cortile e il porticato dell’Antico Mercato.  Chi la richiede?  La società Momento per organizzare nientepopodimeno che 30 eventi, “come da programma”, (ma esiste un programma?) da luglio ad ottobre.

Stabilendo per puro divertimento un parallelo tra la parola d’ordine di Lenin “tutto il potere ai Soviet” e il caso dell’Antico Mercato  si potrebbe dire “tutte le concessioni ad Aditus e Momento“, senza togliere merito alla loro correttezza professionale (e neanche ai Soviet).  Se non è monopolio, ci assomiglia molto.

 Il Comune, manco a dirlo,  approva la richiesta senza batter ciglio avvalendosi della normativa sugli affidamenti diretti, che più diretti di così non potrebbero essere. Sul piano formale la legittimità è salva, sul piano politico-amministrativo gli amministratori pubblici hanno il dovere di attenersi al principio secondo cui  quanto più ampio è il potere discrezionale in materia di affidamenti diretti (cioè senza gara) tanto più gli atti concessori devono essere adeguatamente motivati.

Come ha già ben argomentato Marina De Michele in un precedente articolo,  nella determina si parla di 30 eventi, tre per settimana e per dieci settimane,  mentre il calcolo dell’importo dovuto dal concessionario è fatto su 10 eventi.  Forse c’è qualcosa da precisare nella determina, specificando, sulla base del programma delle manifestazioni, se i tre giorni per settimana costituiscono, ai fini del calcolo del canone di concessione,  un unico evento (in tal caso gli eventi sono dieci)  oppure  sono tutti singoli eventi  (in tal caso gli eventi, come scritto in determina, sono trenta). Come diceva il grande Totò, “è sempre  la somma che fa il totale“.

A parte questo “dettaglio”, resta il fatto che per  sei mesi, da maggio ad ottobre, le tre concessioni dell’Antico Mercato hanno in pratica un unico concessionario.

 

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