NOSTRA INTERVISTA AL SINDACO FRANCESCO ITALIA

Sindaco, dopo la sua elezione in diverse occasioni Lei ha ammesso che alcune cose non hanno funzionato e che vorrebbe riprendere l’attività amministrativa proprio da questi errori e correggerli. Ci potrebbe indicare due o tre cose che ritiene non abbiano funzionato?

Non hanno funzionato il servizio di diserbo e sono mancate attività legate a stimolare e incentivare l’utilizzo diffuso delle biciclette. Non abbiamo avuto il tempo di ripensare il  servizio di Bike Sharing.

Pista ciclabile Via Von Platen. Lei ha diffuso un video in cui affermava che nel progetto erano stati riscontrati errori (“i progetti li fanno i tecnici non i politici“). Tutti si aspettavano l’eliminazione del cordolo che invece è rimasto. Quali sono state allora le modifiche?

È vero come ha scritto lei che i progetti li realizzano i tecnici e che nel caso specifico sono stati individuati dal settore di competenza. Peraltro, si tratta di soggetti che devono garantire competenze specifiche. Tuttavia, se rispetto alla fase della progettazione emergono delle criticità abbiamo il diritto ed il dovere di porvi rimedio, fatte le opportune valutazioni di natura tecnica e giuridica. Le modifiche hanno riguardato tratti della pista nella sua prima configurazione. Aggiungo, per maggiore chiarezza, che la presenza e la dimensione del cordolo non è né opzionale, né discrezionale.

Piazzale Porta Marina. Una città intera si è scandalizzata per la colata di asfalto. Il Soprintendente ha sospeso i lavori, secondo i malevoli su sollecitazione del suo avversario Messina, amico e collega del Soprintendente. Lei ha diffuso un comunicato per chiarire che i lavori ancora non erano ultimati e che sarebbero state installate le basole al posto dell’asfalto. I lavori sono sospesi? Sono ripresi? E soprattutto, la colata di asfalto rimarrà?

Sono tanti i motivi per i quali si interviene per eseguire dei lavori. L’obiettivo e l’oggetto principale dell’intervento è la riqualificazione dell’area non destinata alla circolazione dei veicoli. Credo che la città stia già dimostrando ampiamente di apprezzare e di fruire la nuova piazza ancorché non ultimata. C’era la necessità di rifare il manto stradale per garantire maggiore sicurezza e contestualmente di evitare in questo momento la chiusura della viabilità di accesso dalla Porta Marina per evitare eccessivi disagi in questo momento di rilevante flusso turistico. Quindi, l’idea trasmessa al settore di competenza era di eseguire i lavori di riqualificazione, di non pregiudicare in questo momento la viabilità e successivamente di intervenire per eseguire un intervento sulla viabilità più consono al luogo. Deve essere sottolineato che le vie limitrofe a quella di cui si discute sono asfaltate e non ricordo manifestazioni di dissenso così rilevanti come da lei affermato. Rispetto il ruolo delle istituzioni e non intendo entrare in polemica con la Sovrintendenza il cui ruolo è di natura tecnica. Auspico che il nostro dirigente, il RUP e il direttore dei lavori riescano a trovare un’intesa per risolvere il problema. Sempre per maggiore chiarezza; l’asfalto è stato utilizzato in continuità con via Savoia e in luogo di “mattonelle d’asfalto” prive di alcun pregio, soggette a continue ed onerose manutenzioni per cui, nel rifacimento di alcune vie come ad esempio via Logoteta, stiamo intervenendo con le basole di pietra lavica molto più pregiate e resistenti.

Durante la scorsa amministrazione lei ha litigato con Garozzo, ha litigato col PD, ha litigato con L&C (politicamente parlando, ovviamente). Sempre per colpa degli altri o si riconosce qualche responsabilità?

Innanzitutto, credo che sia necessario ricordare che L&C sono stati rappresentati in giunta per oltre 3 anni e mezzo e non ci sono mai stati contrasti o polemiche politiche con l’avv. Randazzo, la dott.ssa Gentile e il dott. Gradenigo. Agli stessi sono state assegnate deleghe importanti e riconosciuto spazi ampi di azione politica amministrativa. Non ho litigato con L&C semplicemente abbiamo fatto scelte diverse. Alla fine dell’estate del 2021 ho chiesto a L&C di chiarire se avrebbero condiviso con l’amministrazione della quale facevano parte il percorso elettorale per il giugno 2023. L&C ha legittimamente fatto una scelta politica diversa, ritenendo che fosse necessario seguire un percorso differente per le elezioni del 2023 insieme ai partiti ai quali fa riferimento. Abbiamo avuto visioni politiche diverse rispetto al percorso da seguire per le elezioni del 2023. È stato legittimo e leale da parte loro affermare chiaramente che non potevano assicurare il sostegno alla mia candidatura per il 2023. Credo che sia stato altrettanto legittimo da parte mia chiedere di proseguire nell’alveo del patto civico nato nel 2018 come poi ho fatto.

Spiegare l’uscita di Italia Viva dalla giunta è un po’ più complesso e soprattutto occorrerebbe ricostruire quel momento politico e amministrativo. Italia Viva dichiarò che non aveva condiviso la scelta di modello di gestione del Servizio Idrico Integrato che allora fu assunta all’unanimità da tutti i sindaci del Siracusano e la definizione della pianta organica operata dalla mia amministrazione, sebbene il provvedimento portasse la firma dei due assessori di Italia Viva. Non va dimenticato che all’epoca Italia Viva aveva una composizione diversa e più composita ed era presente anche il dott. Cafeo che insieme all’on.le Foti nel 2018, scelsero di sostenere un altro candidato (Ezechia Paolo Reale, candidato a sindaco del Centrodestra) anziché me. Per quanto riguarda Garozzo, è oramai abbastanza chiaro che abbiamo spesso idee e opinioni molto diverse sull’azione politica ed amministrativa. Certamente, nei rapporti con alcuni interlocutori pago la mia coerenza a certi valori che considero imprescindibili e la resistenza ad alcune forme di condizionamento.

È risaputa la sua insofferenza verso i partiti (in particolare il PD), verso le discussioni in assemblea o i confronti con i vertici. Ha ragione chi ha sostenuto sulla stampa che lei “non vuole dialogare col PD ma vuole un suo PD”? Pensa di costruire una sua corrente dentro il partito?

Non ho alcuna insofferenza nei confronti dei partiti e/o verso le discussioni in assemblea o i confronti con i vertici del Pd. L’ho ripetuto in campagna elettorale: non condivido un’impostazione politica che vive solo di prospettive elettorali presenti o future o di alleanze non ancorate ad una visione condivisa di valori ancorati a dati di realtà. Le mie esperienze da assessore e da Sindaco mi hanno insegnato che deve esserci una condivisione di princìpi con i soggetti con i quali intendi amministrare una città, però c’è sempre la necessità di mediare e fare sintesi e di non arroccarsi dietro ideologie o categorie politiche che, come ci ha insegnato l’ultimo ventennio, rischiano di portarti ad un immobilismo o semplicemente di conservare posizioni di rendita non comprensibili al cittadino che ogni giorno si scontra con un mondo sempre più complesso. Aggiungo che, negli ultimi anni, ho chiesto più volte ai vertici del partito un incontro in assemblea, anche diverse settimane prima delle elezioni, e questo incontro mi è stato sempre negato.

Per quanto riguarda il rapporto con il Partito Democratico l’analisi non può prescindere dalla ricostruzione della storia di questi cinque anni. Nel 2018 il Pd era al minimo storico e quello locale non era certamente messo meglio. Al secondo turno delle elezioni amministrative del 2018 il candidato Fabio Moschella della coalizione della quale faceva parte il Pd fu designato assessore. Quando l’avv. Randazzo si è dimesso da Vicesindaco ed ho designato un nuovo vicesindaco, Fabio Moschella ha rassegnato le dimissioni e, per quanto a mia conoscenza, senza alcuna comunicazione o condivisione con il PD. Se non ricordo male dal 2018 a giugno 2020 il Pd non aveva il segretario provinciale e quello cittadino. Dopo essere stati eletti il segretario provinciale ed il segretario cittadino abbiamo provato un dialogo che non è andato a buon fine. Il Partito Democratico è un partito plurale ed ha tante anime, alcune tradizionalmente non benevole nei confronti dell’amministrazione, altre più dialoganti. Se la pluralità nel dibattito interno è certamente un valore, a mio parere lo è meno quando si deve dialogare con soggetti terzi che chiedono chiarezza. Credo fosse legittimo da parte mia pretendere che l’adesione ad un programma politico-amministrativo avvenisse senza distinguo di posizioni e soprattutto con un percorso chiaro verso le elezioni amministrative del 2023. A mio parere, in assenza di una posizione chiara ed unitaria del Pd e di un vertice in grado di garantirla, non c’erano le condizioni per trovare un’intesa politico amministrativa con un partito in cui diversi dirigenti hanno ininterrottamente criticato aspramente e quotidianamente me, il mio operato e l’amministrazione. L’assenza di una posizione univoca all’interno del PD della provincia di Siracusa è provata da quanto accaduto dal 2020 alla fine del 2022. Il Pd è stato lacerato per oltre due anni fino ad arrivare al Commissariamento. Addebitare al sottoscritto i problemi interni di un partito del quale non sono tesserato e per il quale non ho in alcun modo partecipato, neppure indirettamente, oltre che non vero mi sembra ingiusto. È noto, peraltro, che sono componente della Segreteria nazionale e della Direzione di Azione. Non c’è mai stata e non c’è alcuna volontà di condizionare la vita del Partito democratico e quindi di avere un Pd a me gradito, semplicemente ho dialogato con coloro del Pd che hanno avuto ed hanno fiducia nei miei confronti. Se l’impressione data è stata differente me ne scuso con gli iscritti e con i dirigenti, ma mi rendo conto che una cosa è la realtà e un’altra la percezione della realtà.

Lei non ha la maggioranza in Consiglio Comunale, chi saranno i suoi interlocutori privilegiati? Ha dichiarato che vorrebbe “aprire” al PD, ma come? Al PD o ad alcuni singoli di esso? Milazzo potrebbe fare il presidente del consiglio?

Non ho nessuna preclusione o pregiudizio nei confronti del Pd e dei consiglieri comunali eletti nella lista del Pd. Ho presentato un programma amministrativo e sulla base dello stesso dialogheremo con tutto il partito. Possiamo integrarlo con le proposte dei gruppi che vorranno collaborare con la giunta nell’interesse della città, sempre che il Pd sia interessato. Massimo Milazzo sarebbe un ottimo presidente del Consiglio Comunale, tuttavia la composizione del Consiglio Comunale emersa dal voto assegna la maggioranza  ai consiglieri eletti nelle liste collegate a Ferdinando Messina ai quali spetta proporre il Presidente del Consiglio Comunale che riesca ad ottenere la maggioranza dei voti.

In base a quali criteri ha scelto i suoi assessori? L’esperienza, i titoli e le competenze non sembrano siano stati elementi importanti: forse la sola semplice appartenenza ai partiti?

Mi scusi, ma quali partiti? Alcuni degli assessori nominati hanno esperienze pregresse e competenze amministrative collaudate, altri hanno titoli ed esperienze nell’ambito sociale, pubblico e privato che credo possano essere utili a realizzare il programma amministrativo. Le liste collegate alla mia candidatura a Sindaco hanno natura civica e la giunta rappresenta appieno la natura civica delle liste.

Come mai soltanto due donne in Giunta? Sui diritti civili lei sembrava più sensibile e disponibile, la parità di genere non è un elemento importante? Non è neanche tanto giovane: l’età media è di 55 anni

Ancora oggi non c’è nella nostra società, specie nelle nostre realtà un vero e proprio sistema sociale che garantisca pari opportunità. L’impegno di assessore è senza limiti di tempo e soprattutto richiede un coinvolgimento totale. In questi anni è capitato più di una volta che le donne consultate per fare l’assessore hanno gentilmente declinato perché incompatibili con i propri impegni lavorativi e soprattutto familiari. Non credo che la sensibilità sui diritti civili si misuri sul numero di donne in giunta, bensì attraverso l’attività amministrativa e gli strumenti che ha un Comune di accorciare il gap che impedisce alle donne di avere pari opportunità. Le politiche sugli asili nido attuata in questi anni non ha precedenti, e credo rappresenti una delle migliori risposte possibili, sia sotto il profilo della attenzione alla famiglie che al lavoro femminile. Non a parole, ma nel concreto.

Non ho fatto una verifica ma credo che la prima giunta dello scorso mandato avesse una media ben più alta rispetto a quella attuale. Mi sembra che ci sia un giusto equilibrio. Le liste a supporto della mia candidatura sono state contraddistinte da un alto numero di giovani e di giovanissimi e farò il massimo per integrarli nella vita amministrativa e politica della città.

Qualcuno ha già lanciato la scommessa che alcuni assessori non arriveranno all’epifania, che sarà presto costretto a un rimpasto. Lei pensa che questa scommessa la perderanno?

Ho maturato un’esperienza nel ruolo di assessore e di Sindaco e so bene che occorre molta tenacia e passione per resistere alla pressione ed alle critiche che inevitabilmente ci saranno, non è e non sarà facile. Nel precedente mandato nessuno mi ha mai costretto a nominare gli assessori. Gli assessori sono designati dal Sindaco e per quanto mi riguarda la prima condizione per l’individuazione di un assessore è la reciproca fiducia. Finché permane questa condizione non c’è e non ci sarà ragione per cambiare la composizione della giunta ancorché aprire a un dialogo esteso con tutte le forze politiche significa anche aprirsi alla condivisione di scelte amministrative.

Palestra indoor al Di Natale. Perché fare una proposta quando si sa che ci sono ragioni ostative? Non sarebbe stato più semplice prospettarla direttamente altrove? Si perderanno i finanziamenti?

Ero e sono convinto che il luogo migliore in cui realizzare la struttura coperta finanziata è esattamente dove l’avevamo collocata, tanto più che non si è trattata di una scelta o di un progetto calato dall’alto, ma come spesso è avvenuto in questi anni, di una scelta maturata in seno al confronto con sportivi e tecnici specializzati. Se i vincoli imposti direttamente da una legge sono ostativi alla realizzazione di qualunque intervento, non lo sono in termini assoluti quelli prescritti in ragione di valutazioni delle quali nessuno mette in discussione la legittimità che però credo possano essere superati da differenti valutazioni altrettanto legittime e soprattutto quando si tratta di comparare più interessi pubblici. Si tratta di sensibilità diverse e credo che nessuno possa e debba arrogarsi il diritto di ritenersi padrone assoluto della verità e di cosa è giusto e bello. Abbiamo provato a far rivalutare il vincolo imposto dal piano paesaggistico e la risposta non è stata quella che speravamo e ci attendevamo.  Dal momento che l’unico interesse è offrire alla città e a tutti gli sportivi nuove e più importanti opportunità, abbiamo contemporaneamente valutato altre soluzioni che consentano di non perdere il finanziamento e potenziare ulteriormente un’altra struttura nascente.

Queste le risposte del sindaco. Su “che cosa non ha funzionato” ci aspettavamo qualcosa di più significativo ed importante del servizio diserbo e del servizio bike sharing. Mentre per quanto riguarda l’asfalto di Porta Marina (“non ci sono state manifestazioni di dissenso per altre vie … l’asfalto in sostituzione di mattonelle di nessun pregio…”) ci permettiamo di sottolineare che le manifestazioni di dissenso per altre vie ci sono state eccome, e tuttavia il fatto che si sia operato male in altre occasioni non giustifica il continuare ad operare male. Infine, sul riferimento al dissidio con L&C (e alla conseguente sua fuoruscita dalla giunta) la risposta di Italia sembra affermare il principio: rimani in giunta se mi appoggi alle elezioni e mi fai la campagna elettorale, altrimenti sei fuori. Per il resto le dichiarazioni di Francesco Italia a noi sono sembrate tutto sommato esaustive, spesso dettagliate e approfondite, ma la valutazione finale la lasciamo ai lettori ed eventualmente ai soggetti chiamati in causa.

(foto tratte dal profilo fb Francesco Italia Sindaco)

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