Non è una buona notizia il decreto di ‘messa a riposò del Direttore del Parco Archeologico che in un solo anno – è in carica appena dal giugno 2022 -, è stato capace di segnare una netta discontinuità con le gestioni precedenti anche per l’attenzione rivolta alla tutela e salvaguardia del teatro greco, misconosciuto malato grave. Un atteggiamento intransigente, e non solo in relazione ai controversi spettacoli musicali alla Neapolis (che ben vengano ma altrove!) a cui, a nostro avviso, va collegato l’atto, per noi intimidatorio, per nulla da sottovalutare o riportare a una ‘ragazzata’, del taglio delle ruote della sua auto parcheggiata davanti all’abitazione, episodio per il quale si attendono gli esiti delle indagini degli inquirenti.
Data la sua età, 64 anni, Antonello Mamo potrebbe sicuramente ritardare il momento del pensionamento ma evidentemente l’incarico, che dice di lasciare ‘a malincuore’, è stato davvero ‘molto stancante’. Stressante diremmo, sotto il fuoco incrociato dell’Amministrazione Regionale e Comunale e degli organizzatori degli spettacoli musicali della stagione 2023 che, con l’unico obiettivo di fare della cavea del quinto secolo a.C. un moderno palasport, non hanno tenuto in alcun conto i suoi richiami alla prudenza data la fragilità del ‘monumento’, termine ormai stridente con l’uso che se ne intende fare.
Il Parco perderà quindi una persona che ha mostrato competenza e consapevolezza del proprio ruolo e rischia ora di essere affidato al frutto di una nomina meramente politica, e quindi a chi sia più arrendevole ai diktat di partito, semmai a chi sia stato già ‘testato’. D’altra parte la recente nomina di un ingegnere elettronico a guida del Parco Archeologico di Agrigento la dice lunga sulla stessa idea di competenze e professionalità che vige presso l’assessorato regionale ai beni culturali – su questo segnaliamo un recente contributo del professor Elio Cappuccio https://www.einaudiblog.it/usi-e-abusi-dei-monumenti/ – oggi affidato al maresciallo dell’esercito Francesco Paolo Scarpinato (da Forza Italia a Fratelli d’Italia) che, per disposizione del ‘prudente’ governatore Renato Schifani, dopo la gravissima vicenda del finanziamento di quasi 4 milioni di euro in affidamento diretto per la mostra sulla Sicilia a Cannes e la conseguente sua ‘incompatibilità’ al turismo per le indagini in corso, ha lasciato il suo incarico alla neo nominata assessore ai beni culturali, la biologa Elvira Amata. Una mini ‘opportuna’ rotazione dopo soli due mesi dall’insediamento della giunta Schifani.
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Ma ancora non è finito il calvario per il direttore Mamo che – lo ricordiamo – non ha dato il proprio placet ai 14 spettacoli musicali. Convocato per lunedì prossimo a Palermo dalla Commissione Anfiteatro Sicilia, il direttore probabilmente dovrà sciogliere ogni riserva non più di fronte ai 14 spettacoli già programmati (e per i quali Nuccio La Ferlita responsabile della società Puntoeacapo ha rivendicato la legittimità alla prevendita dei biglietti prima ancora di tutte le autorizzazioni) ma anche agli altri quattro, compreso quello di Gianni Morandi, sui quali è stato sollecitato a dare una risposta netta dall’imprenditore Giuseppe Rapisarda in un’intervista a Siracusa news.
Ma in fondo proprio la pensione ormai prossima, la possibilità di uscire da quella trappola infernale che è ormai da anni l’assessorato regionale ai beni culturali, di liberarsi dalle paludi della Soprintendenza di Siracusa riaffermando i valori di ‘resistenza’ che hanno contrassegnato la stagione tremenda attraversa dai suoi più altri funzionari (Beatrice Basile, Alessandra Trigilia, Rosa Lanteri, Aldo Spadaro) in pieno Sistema Amara, di non dover essere di nuovo chiamato per nuovi imprecisati spettacoli consentiti dal ‘bando aperto dalla Regione, senza limiti di date, tempo né tipologie di eventi” come ha detto Rapisarda, potrebbe dare ad Antonello Mamo la serenità per un forte e deciso no lasciando al Sovrintendente ogni facoltà di decidere. Una decisione in fondo facile sia perché finora il suo parere è stato ininfluente sia alla luce della nota a lui inviata dallo stesso soprintendente Savi Martinez che ha rivendicato la propria esclusiva competenza in quanto preposto alla tutela del bene e anche commissario straordinario del Parco che dalla sua istituzione è privo di quel Comitato tecnico scientifico che dovrebbe gestirlo e per il quale facciamo comunque nostre le dettagliate considerazioni critiche dell’avvocato Salvo Salerno.
Per Mamo l’occasione di dire a tutti, anche allo stesso Rapisarda per il quale la direzione del parco agirebbe “senza alcun criterio logico”, che il suo compito istituzionale, fin qui correttamente svolto, ha solide basi: l’articolo 20 del Codice dei beni culturali, il riconoscimento Unesco, la Carta di Siracusa del 2005, la dichiarazione di Segesta del 1995. Diversamente da quanto fatto dalla Commissione Anfiteatro Sicilia sorda al principio a cui è tenuta secondo cui “L’uso temporale dei siti regionali di interesse culturale può essere concesso a condizione che non ne venga pregiudicata la concessione e la fruizione pubblica, e che la destinazione d’uso sia compatibile con il carattere storico e artistico del bene”.

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