STATO DI SALUTE DELLA POPOLAZIONE IN PROVINCIA DI SIRACUSA – Dati e analisi degli studi ufficiali

La speranza di vita alla nascita esprime il numero medio di anni che un bambino nato in un certo anno di calendario, in un determinato territorio, può aspettarsi di vivere. Si misura in numero di anni e viene annualmente monitorato dall’ISTAT anche a livello di singola provincia.

In particolare l’Istituto Italiano di Statistica, nel suo Rapporto BES 2022 (Benessere equo e sostenibile dei territori) pubblicato ad ottobre dello scorso anno, ci informa che le province di Caltanissetta e di Siracusa sono quelle con la più bassa speranza di vita, entrambe con 80, 2 anni, quasi 4 anni in meno rispetto alla provincia con il miglior risultato (Firenze).

Andamento temporale della Speranza di Vita nella provincia di Siracusa

Fem.     Mas.                     Totale               Anno

83,5      79,6                        81,5                2018

83,7      79,5                        81,5                2019

83,2      79,2                        81,1                2020

82,2      78,3                        80,2                2021

Le varie classifiche sulla qualità della vita, pubblicate negli ultimi mesi del 2022, riportano questo indicatore confermandolo nel suo valore numerico e ovviamente nella negativa posizione della nostra provincia. A livello nazionale, nel 2021 la stima della speranza di vita alla nascita è di 82,4 anni (80,1 per gli uomini e 84,7 anni per le donne). Dopo la netta flessione registrata nel 2020 (-1,1 anni di vita vissuti, da 83,2 del 2019 a 82,1 del 2020), quando la diffusione della pandemia da Covid-19 aveva interrotto bruscamente la crescita osservata fino al 2019, il dato riferito al 2021 evidenzia un recupero pari, in media, a circa 4 mesi in più per gli uomini e circa 3 per le donne. Tale inversione di tendenza non si è manifestata però nella provincia di Siracusa e in generale in Sicilia, dove l’indicatore è ulteriormente peggiorato in maniera anche più drastica.

I diversi andamenti in termini di speranza di vita registrati sul territorio nazionale nel 2020 e nel 2021 risentono certamente dell’impatto diversificato della pandemia da Covid-19 che si è diffusa con tempistiche differenti nelle varie zone del Paese, ma non spiegano del tutto il pessimo risultato di Siracusa al 31.12.2021.

A gennaio 2023 l’Osservatorio Epidemiologico Regionale ha pubblicato il suo periodico report “Analisi del contesto demografico e profilo di salute della popolazione siciliana – Aggiornamento con dati disponibili al 31 dicembre 2022”. L’analisi riporta una rappresentazione, numerica e statistica, dei problemi più rilevanti in termini di salute della Regione Siciliana, in gran parte suddivisi per provincia e per diversi indicatori anche per Distretto Sanitario. Il report è stato aggiornato ogni due anni e pertanto è possibile seguire l’andamento storico per singolo indicatore esaminato.

Si conferma quanto sopra detto per la speranza di vita alla nascita con una marcata riduzione nel 2020 e una ancor più drastico peggioramento nel 2021 (il dato è solo regionale), così come un peggioramento si ha anche per quanto riguarda la mortalità infantile che dopo una lenta ma progressiva discesa negli ultimi 15 anni fino ad un tasso di 3,33 (su 1000 nati vivi) nel 2020, risale bruscamente nel 2021 a 4,08 decessi /1000 nati vivi a fronte di un dato medio nazionale di 2,50 (dati solo regionali).

Per la mortalità generale il report riporta analiticamente i dati per provincia e per distretto. I rapporti standardizzati di mortalità (SMR=rapporto tra decessi osservati e decessi attesi per provincia) evidenziano come complessivamente la provincia di Siracusa sia la peggiore tra quelle siciliane; dall’analisi per sesso Siracusa risulta superata in negativo solo da Caltanissetta per il sesso maschile, mentre è buon’ultima per quello femminile.

Lo studio condotto su base distrettuale evidenzia eccessi al di sopra dell’atteso regionale in entrambi i sessi nel distretto sanitario di Noto e per il solo sesso femminile in quello di Lentini.

Considerando la mortalità per grandi gruppi di cause, la provincia di Siracusa si piazza complessivamente nella media regionale per le malattie cardiocircolatorie e per quelle circolatorie dell’encefalo; eccessi di mortalità si evidenziano per il sesso femminile a Lentini nelle malattie cardiocircolatorie, sempre a Lentini per entrambe i sessi per il gruppo delle malattie circolatorie dell’encefalo e per il solo sesso femminile nel distretto di Noto.

Particolarmente grave la mortalità per Diabete, dove Siracusa si trova nuovamente in fondo alla classifica superata solo da Enna in entrambe i sessi. Tutti i distretti sono più o meno interessati con Lentini e Noto che presentano alti SMR.

Leggermente migliori risultano i dati relativi alla mortalità per BPCO ma solo nel sesso maschile. In quello femminile si evidenzia il rapporto standardizzato di mortalità più alto tra le province siciliane. Ancora una volta Noto in entrambe i sessi e Lentini per quello femminile presentano le cifre peggiori.

Quasi scontato il risultato per quanto riguarda la mortalità complessiva per Tumori; Siracusa è la provincia siciliana con i più alti SMR in entrambe i sessi, seguita a distanza dalla provincia di Catania. Nel sesso maschile i distretti più interessati sono quelli di Augusta e Noto, nel solo sesso femminile quello di Lentini.

Da sottolineare che tra i tumori che interessano il sesso femminile, mentre per quello della mammella Siracusa ha una posizione migliore sia a quella di Catania sia a quella di Trapani, per il tumore dell’utero la mortalità nella nostra provincia è la più alta della Sicilia e significativamente superiore all’atteso regionale:

Infine, buono il posizionamento per il tumore del colon-retto per il sesso maschile, altrettanto non risulta per quello femminile per il quale Siracusa si posiziona al terz’ultimo posto superata in negativo da Catania e Caltanissetta; la distribuzione per distretto evidenzia eccessi a Noto per il sesso maschile e ad Augusta e Lentini per quello femminile.

 

Un altro dato di fondamentale importanza per l’analisi dello stato di salute e il fabbisogno della popolazione siciliana è quello riguardante lo spostamento dei cittadini per le cure sanitarie in altre province, sia all’interno della Regione che in ambito extraregionale. Il buon andamento registrato nel 2020 rispetto al 2019 con una riduzione sia della mobilità extraregionale (circa 1.500.000 €) sia di quella regionale (circa 5.000.000 €), subisce una netta inversione di rotta tra il 2020 e il 2021 per quanto riguarda la mobilità all’interno della regione con un incremento di + 11.252.000 €, si conferma invece la riduzione della mobilità extraregionale che fa segnare un – 1.621.000 €.

Complessivamente la mobilità sanitaria (ricoveri, prestazioni specialistiche, ecc.) raggiunge nel 2021 la cifra di 119.409.446,64 € (verbale n. 20 del 13.10.2022 – Collegio Sindacale), risorse che si spostano dalla provincia di Siracusa verso altre Aziende ed in particolare quelle limitrofe di Catania e Ragusa.

Nell’ambito della qualità dell’assistenza ospedaliera meritano di essere segnalati gli ottimi risultati ottenuti su tre indicatori che fanno parte del Programma Nazionale Esiti (PNE), sistema di monitoraggio nazionale che riguarda i risultati ottenuti da tutte le strutture di ricovero italiane (pubbliche e private).

L’Azienda Sanitaria Siracusana risulta la migliore delle siciliane per angioplastiche e fratture di femore effettuate entro le 48 ore dal ricovero e in posizione mediana per la percentuale di parti cesarei effettuati sul totale dei parti.

Queste performance, che rimangono comunque lusinghiere, sono però solo una frazione del PNE che conta complessivamente 68 indicatori. Nei restanti 65 (escludendo quelli che riguardano le alte specialità non presenti negli Ospedali siracusani) le performance dei nostri nosocomi non possono dirsi altrettanto brillanti. L’Osservatorio Epidemiologico regionale monitora solo i 3 indicatori sopra citati perché fanno parte degli obiettivi dei Direttori Generali delle Aziende Sanitarie siciliane e sono conseguentemente particolarmente attenzionati dagli stessi.

Molto interessanti i dati sull’ospedalizzazione evitabile. Si tratta di dati sui ricoveri per alcune patologie a più alta diffusione, che rappresentano un indicatore indiretto del buon funzionamento dell’assistenza territoriale. Più basso è il tasso di ospedalizzazione migliore è l’efficacia dell’attività territoriale.

Mentre per le patologie respiratorie (BPCO) la provincia di Siracusa registra un tasso al di sotto della media regionale, non altrettanto buoni sono i risultati per il diabete e lo scompenso cardiaco con tassi di ricovero tra i peggiori della Sicilia. Altrettanto negativo il risultato dei ricoveri per TSO (trattamento sanitario obbligatorio)* dove si registra, in rapporto alla popolazione, il risultato peggiore a livello nazionale.

*(indicatore di una insufficiente assistenza territoriale psichiatrica).

Sebbene i dati sopra riportati meriterebbero un’analisi più approfondita per de

terminarne le cause che certamente non riguardano solo l’organizzazione sanitaria non adeguata, il costante peggioramento degli indicatori più rilevanti dello stato di salute della popolazione della nostra provincia dovrebbe far riflettere i decisori politici che hanno il compito, il dovere, di interrompere questo progressivo declino.

Da leggere

Mostra Tranchino 2014

Gaetano Tranchino ci ha lasciati: un ricordo

Ci ha lasciati il maestro Gaetano Tranchino. Le esequie si terranno il 4 settembre 2026 …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti