BAIO E BLANCATO: QUALI DELIBERE E QUALI COSTI PER LA STAGIONE MUSICALE?

Ha fatto bene il senatore Antonio Nicita ad avanzare al Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, la richiesta di scioglimento del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Inda e della conseguente nomina di un Commissario che sia competente in materia di teatro antico ed in grado di gettare le basi per rifondare l’Istituto del Dramma Antico, a partire dalla riscrittura dello statuto e dalla nomina dei nuovi amministratori, rompendo con il passato. La vicenda del Sovrintendente artistico, che si trascina da mesi, è rivelatrice dell’incapacità dell’attuale governance (che va cambiata in toto) della Fondazione di fare scelte di alto profilo professionale.

Sono state designate nel CdA persone che si sono distinte per la loro abilità nell’indicare nomi di attori, attrici, registi, coreografi, traduttori delle tragedie. Per dare un’idea, ci sono registi alla quarta nomina, attrici alla quinta nomina, traduttori alla terza o addirittura quarta nomina. Saranno pure tutti bravi professionalmente, ma non gli unici bravi. Sarebbe interessante sapere quale criterio abbia fatto la differenza.

Il Ministro della Cultura del tempo non ha mosso un dito quando veniva stravolto lo statuto dell’Inda che ha creato una assurda sovrapposizione di funzioni tra il Sovrintendente artistico e il Consigliere Delegato che non si riscontra in nessun’altra fondazione culturale. In un documento pubblico a firma di Beatrice Basile, Marina De Michele, Alessandra Trigilia, Nino Di Guardo, Roberto Fai e dei sottoscritti sono state messe in luce le incoerenze e le incongruenze dell’attuale statuto ed è stato chiesto al sindaco Italia, che è anche presidente dell’Inda, di aprire nel CdA una discussione di merito per recepire tali modifiche, ma il primo cittadino ha fatto, come al solito, lo gnorri. Dal ministero della Cultura, al quale abbiamo inviato per conoscenza il documento, nessun riscontro. Il punto dirimente per noi è la separazione delle competenze artistiche e culturali, che vanno attribuite al Sovrintendente, da quelle amministrative.

La vicenda degli spettacoli rock e pop al Teatro greco pone l’esigenza di un chiarimento da parte di Francesco Italia nella doppia veste di Sindaco e di Presidente della Fondazione Inda. Come sindaco ha programmato da mesi una serie di concerti musicali da tenersi al Teatro greco, concerti autorizzati con una procedura a dir poco anomala (sulla quale pende una richiesta di acquisizione dei verbali) dall’apposita commissione regionale di cui fa parte lui stesso con voto deliberativo.

Sarebbe opportuno sapere dal sindaco-presidente se l’Amministrazione comunale ha adottato atti amministrativi riguardanti gli spettacoli musicali che dovrebbero svolgersi al Teatro greco e quali oneri finanziari saranno a carico degli organizzatori degli spettacoli per fruire della struttura in legno per la quale l’Inda annualmente spende più o meno mezzo milione di euro.

Infine una curiosità: sembrerebbe che l’ex Ministro Franceschini abbia dato all’Inda un contributo aggiuntivo di un milione di euro con destinazione vincolata: la realizzazione di una stagione-festival dei teatri di pietra esistenti in Italia. Ci sembra un’ottima idea e pertanto saremmo interessati a sapere se è stato approvato dal CdA il relativo progetto, se qualcuno si sta occupando della programmazione, delle linee guida, dei criteri di spesa.

Come mai l’Inda non pubblica sul proprio sito le delibere del CdA?

LE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI IN MATERIA PRESENTATE DAI SENATORI NICITA E D’ELIA

Atto n. 3-00232 (in 7ª Commissione)
Pubblicato il 21 febbraio 2023, nella seduta n. 40

NICITAD’ELIA – Al Ministro della Cultura. –

Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

la fondazione INDA (Istituto nazionale del dramma antico) di Siracusa, a poco più di tre mesi dall’inizio delle rappresentazioni classiche, non ha ancora il nuovo sovrintendente artistico e culturale, cioè la figura che, in base allo statuto della fondazione, “cura l’attività teatrale e artistica, di allestimento e smontaggio del Teatro Greco, la gestione della biglietteria”;

il 19 agosto 2022, la consigliera delegata Marina Valensise ha presentato al consiglio di amministrazione “un rapporto” con il quale descriveva l’istruttoria seguita per la scelta della terna di nomi da inviare al Ministero della cultura per la nomina del sovrintendente artistico e culturale;

non si conoscono i criteri in base ai quali sia stata scelta questa terna; l’unica cosa certa è che essa non ricomprendeva il nome di Antonio Calbi, sovrintendente in carica, esclusione a giudizio degli interroganti non comprensibile, se non per motivi estranei all’attività svolta;

il Ministero della cultura ha però “bocciato” la terna proposta e ha imposto l’indizione di una selezione pubblica;

a seguito di questa decisione, il sindaco è stato costretto a convocare il consiglio di amministrazione per deliberare, il 6 settembre 2022, “l’indizione di una selezione pubblica per la composizione di una terna da sottoporre al Ministero della cultura per il conferimento dell’incarico di Sovrintendente dell’Inda”;

il termine di scadenza per presentare le istanze di partecipazione era il 27 settembre 2022, ma, una volta scaduto il termine, nessuno ha esaminato le istanze pervenute e, a distanza di quattro mesi esatti, di quell’avviso pubblico non si ha alcuna notizia;

quindi, ad oggi, non ci si può non chiedere come la dottoressa Valensise e il presidente Italia ritengano di poter gestire le prossime rappresentazioni classiche senza il sovrintendente artistico e culturale;

a fronte della possibile scelta di ripetere l’avviso pubblico, in presenza di un esiguo numero di partecipanti, o di scegliere tra i nomi di coloro che hanno fatto istanza di partecipazione, si è scelto di non scegliere;

si tratta di un comportamento inaudito e molto grave che rischia di pregiudicare le attività e la reputazione della fondazione INDA,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno e doveroso considerare lo scioglimento del consiglio di amministrazione e procedere in tempi brevi alla nomina di un commissario per risolvere questa situazione incresciosa.

 

Atto n. 3-00235 (in 7ª Commissione)
Pubblicato il 22 febbraio 2023, nella seduta n. 41

NICITAD’ELIA – Al Ministro della cultura. –

Premesso che:

secondo quanto riportato dal quotidiano “La Sicilia” in data 8 febbraio 2023, molti esperti in materia hanno manifestato, nuovamente, forte preoccupazione in merito alle condizioni di conservazione del Teatro greco di Siracusa e alle modalità della sua fruizione per lo svolgimento di eventi, in particolare, musicali;

secondo quanto riportato dal citato quotidiano “Il professore Lorenzo Lazzarini dell’Università di Venezia, ritenuto la più autorevole voce in campo internazionale in materia di conoscenze e competenze tecniche sui materiali lapidei, in un intervento su ‘La Civetta’ non ha esitato a dire che il Teatro Greco è ‘alveolato’. (…) ‘Sono a rischio di distacco – ha ammonito Lazzarini – pezzi consistenti, soprattutto gli spigoli aggettanti se sottoposti al peso di persone e materiali. Non si può più aspettare. Sarebbe delittuoso far finta di non vedere ciò che evidente'”;

il “Comitato per la difesa del Temenite” ha diffuso un appello al fine di garantire più efficaci misure di prevenzione e tutela del bene archeologico, specie con riferimento alla valutazione della compatibilità tra gli eventi musicali programmati (in alcuni casi, concerti che prevedono la presenza di moltissime persone) e la conservazione del bene medesimo;

occorrono indagini tecniche e le manutenzioni necessarie per arrestare il degrado della pietra, evitando nel frattempo un uso “scriteriato” del monumento;

tale appello è solo l’ultima manifestazione, in ordine temporale, di inviti analoghi: già in data 28 aprile 2022, l’AGI riportava dichiarazioni di diversi archeologi che, in vista della programmazione concertistica estiva, avvertivano dei rischi cui il teatro sarebbe andato incontro, in particolare in conseguenza della sua particolare conformazione (trattandosi di teatro scavato nella roccia) e delle criticità strutturali già esistenti;

considerato che nel caso di specie vengono in rilievo due profili diversi, ma connessi: per un verso, la necessità di assicurare la fruizione sostenibile del Teatro greco di Siracusa, che, non a caso, ospita prevalentemente rappresentazioni di tragedie e commedie greche, la cui organizzazione è affidata alla fondazione INDA (Istituto nazionale del dramma antico) e che vengono messe in scena seguendo gli accorgimenti necessari a preservare il bene archeologico; per altro verso, la necessità di provvedere quanto prima, anche attraverso lo stanziamento di risorse adeguate, a interventi conservativi e di restauro del teatro, che potrebbero assicurarne la fruizione, anche per eventi diversi, ma sempre tutelandone le specifiche caratteristiche;

considerato altresì che:

il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, codice dei beni culturali, disciplina la valorizzazione dei beni culturali ponendo al vertice le esigenze di conservazione e tutela dei medesimi; infatti, l’articolo 6, comma 2, dispone che: “la valorizzazione è attuata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze”; allo stesso tempo, in via generale, l’articolo 20, comma 1, dispone che “i beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione”;

rileva sul punto anche la Carta di Siracusa per la conservazione, fruizione e gestione delle architetture teatrali antiche, definita proprio nel 2005 a Siracusa, per iniziativa dell’Assessorato regionale per i beni culturali, la quale orienta la valorizzazione dei beni culturali anche attraverso l’organizzazione di rappresentazioni teatrali ed eventi musicali ai due fondamentali criteri della fruizione sostenibile e della invasività minima;

il Teatro greco è patrimonio UNESCO, è un bene patrimonio dell’umanità e l’uso non conforme ai dettami della Carta di Siracusa del 2005 e al codice dei beni culturali rappresenta un grave vulnus per lo Stato e non soltanto per la Regione Siciliana;

il danneggiamento del bene archeologico costituisce reato e, considerati i costi per la collettività di un restauro a seguito dell’uso improprio e sconsiderato del teatro, si potrebbe configurare l’ipotesi del danno erariale,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti riportati e quali iniziative urgenti intenda adottare al fine di assicurare che la fruizione del Teatro greco di Siracusa avvenga nel pieno rispetto delle esigenze di tutela e di conservazione del bene archeologico;

quali iniziative intenda altresì adottare, anche nell’interlocuzione con la Regione Siciliana e gli organi competenti, per assicurare la conservazione e il restauro del Teatro greco mediante il finanziamento e la realizzazione di opportuni interventi per la salvaguardia dell’integrità del teatro.

 

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