Non si è fatta attendere la risposta dell’architetto Salvatore Martinez, Soprintendente ai Beni Culturali ed Ambientali di Siracusa, in merito alla modifica del vincolo, da diretto a indiretto, gravante sull’area del Campo Scuola “Pippo Di Natale” zona A dell’area archeologica del Parco della Neapolis di cui abbiamo dato notizia il 25 u.s.
Il Soprintendente non cita la fonte del “𝑝𝑖𝑒̀𝑐𝑒 𝑑𝑒 𝑟𝑒́𝑠𝑖𝑠𝑡𝑎𝑛𝑐𝑒” 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑜𝑑𝑖𝑒𝑟𝑛𝑖 𝑐𝑒𝑛𝑠𝑜𝑟𝑖 (così nella sua nota) – ma abbiano constatato che è vezzo anche di altri commentatori, segno di scarsa onestà intellettuale a nostro avviso, ma tant’è, non è fatto nuovo per la redazione de La Civetta -.
Forse l’architetto Martinez pensa anche lui, come il già Procuratore della Repubblica di Siracusa Ugo Rossi, che non sia il caso neanche di nominare “un giornaletto di provincia” scritto non “da veri giornalisti”, eppure dirama un commento che possa “𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑖𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑖𝑡𝑢𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑚𝑜𝑑𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑖𝑠𝑜 𝑒 𝑐ℎ𝑖𝑎𝑟𝑜 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑖𝑛 𝑚𝑜𝑑𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑖 𝑙𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑎𝑛𝑜 𝑓𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑢𝑛’𝑖𝑑𝑒𝑎 𝑑𝑖 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑒̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑖𝑛𝑓𝑜n𝑑𝑎𝑡𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑜𝑙𝑒𝑚𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛 𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜”, commento che in realtà a noi sembra porre ulteriori interrogativi.
Il primo per noi dirimente (solo solo per pura logica) è: se il soprintendente Martinez voleva mantenere il vincolo imposto sull’area nel 1951 da Bernabò Brea, qual è il senso del suo intervento?
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Se, ammettiamo per pura ipotesi di scuola, il suo improvviso attivismo fonda sull’irrefrenabile necessità di ‘sanare’ una distrazione (possiamo ritenere tale la dimenticanza?) della Regione – 𝑖𝑙 𝐷𝑒𝑐𝑟𝑒𝑡𝑜 𝑀𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑒𝑟𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑙 15 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑒𝑚𝑏𝑟𝑒 1951, 𝑛𝑜𝑛 𝑟𝑖𝑠𝑢𝑙𝑡𝑎 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑚𝑎𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑒𝑟𝑚𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝐷𝑒𝑐𝑟𝑒𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑃𝑟𝑒𝑠𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑆𝑖𝑐𝑖𝑙𝑖𝑎𝑛𝑎, 𝑑𝑖 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑛𝑢𝑜𝑣𝑜 𝑑𝑒𝑐𝑟𝑒𝑡𝑜 ℎ𝑎 𝑟𝑖𝑛𝑛𝑜𝑣𝑎𝑡𝑜 𝑖 𝑣𝑖𝑛𝑐𝑜𝑙𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑑𝑒𝑐𝑟𝑒𝑡𝑜 𝑚𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑒𝑟𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑠𝑢𝑖 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑒𝑛𝑖 𝑒𝑥 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑒𝑡𝑎̀ 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎 𝐷𝑖 𝑁𝑎𝑡𝑎𝑙𝑒 – e anche sul lodevole desiderio di confermare la salvaguardia di un’area nel tempo sottoposta a modifiche urbanistiche – 𝑁𝑒𝑙 1951 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑎 𝑅𝑜𝑚𝑎𝑔𝑛𝑜𝑙𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑒𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑣𝑎. 𝐸’ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑎 𝑠𝑢𝑐𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑣𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑠𝑒𝑔𝑢𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑖𝑙 𝑚𝑎𝑟𝑔𝑖𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐿𝑎𝑡𝑜𝑚𝑖𝑎 𝑒 𝑐𝑜𝑝𝑟𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑠𝑖 𝑡𝑜𝑡𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑖 50 𝑚. 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑎 𝑐𝑢𝑖 𝑓𝑎𝑐𝑒𝑣𝑎 𝑟𝑖𝑓𝑒𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑑𝑒𝑐𝑟𝑒𝑡𝑜 𝑑𝑖 72 𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑓𝑎. 𝐿’𝑎𝑟𝑒𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑎𝑚𝑝𝑜 𝑆𝑐𝑢𝑜𝑙𝑎 𝑒̀ 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑎𝑙 𝑑𝑖 𝑙𝑎̀ 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑜 (𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑑𝑎 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎) 𝑒 𝑙𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑒𝑠𝑎𝑡𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑑𝑒𝑛𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒”; “𝑖𝑙 𝑣𝑖𝑛𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑛𝑒𝑙 1951 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑚𝑎𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑒𝑟𝑚𝑎𝑡𝑜 𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑓𝑟𝑎𝑡𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑜 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑖𝑙𝑜 𝑢𝑟𝑏𝑎𝑛𝑖𝑠𝑡𝑖𝑐𝑜 𝑒𝑑 𝑒𝑑𝑖𝑙𝑖𝑧𝑖𝑜. 𝑁𝑜𝑛 𝑐’𝑒̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑞𝑢𝑖𝑛𝑑𝑖 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛𝑎 “𝑑𝑒𝑐𝑙𝑎𝑠𝑠𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒” 𝑑𝑒𝑙 𝑣𝑖𝑛𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑚𝑎 𝑎𝑛𝑧𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑒𝑟𝑚𝑎 𝑒 𝑢𝑛 𝑎𝑑𝑒𝑔𝑢𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑟𝑚𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎 𝑣𝑖𝑔𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑙𝑢𝑜𝑔ℎ𝑖, 𝑚𝑜𝑑𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑎𝑙 1951 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑎 𝑅𝑜𝑚𝑎𝑔𝑛𝑜𝑙𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑎𝑖𝑢𝑜𝑙𝑒, 𝑚𝑎𝑟𝑐𝑖𝑎𝑝𝑖𝑒𝑑𝑖, 𝑝𝑎𝑛𝑐ℎ𝑖𝑛𝑒 𝑒𝑡𝑐.”, cosa c’entra la modifica del vincolo diretto, voluto dal tanto stimato archeologo Bernabò Brea, a indiretto ex art. 45?
Anzi, proprio perché le prescrizioni contenute sia nel decreto del 1951 che in quello 𝑑𝑒𝑙 19 𝑔𝑒𝑛𝑛𝑎𝑖𝑜 2023, sono “esattamente identiche” – “𝑛𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑟𝑒𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑜𝑡𝑟𝑎̀ 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑒𝑟𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑢𝑛𝑎 𝑓𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎 𝑑𝑖 50 𝑚. 𝑑𝑎𝑙 𝑚𝑎𝑟𝑔𝑖𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝐿𝑎𝑡𝑜𝑚𝑖𝑎, 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑟𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑟𝑖𝑚𝑎𝑛𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑜𝑡𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑠𝑜𝑟𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑢𝑛’𝑎𝑙𝑡𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑚. 12 𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑑𝑒𝑐𝑖𝑚𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑟𝑒𝑎” (1951); “n𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑟𝑒𝑎 𝑑𝑒𝑛𝑜𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎 “𝑆𝑡𝑟𝑎𝑑𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑎𝑙𝑒 𝐸𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑅𝑜𝑚𝑎𝑔𝑛𝑜𝑙𝑖 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑜𝑡𝑟𝑎̀ 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑒𝑟𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒” 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑟𝑒 “𝑛𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑟𝑒𝑎 𝑑𝑒𝑛𝑜𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎 “𝐶𝑎𝑚𝑝𝑜 𝑆𝑐𝑢𝑜𝑙𝑎 𝑃𝑖𝑝𝑝𝑜 𝐷𝑖 𝑁𝑎𝑡𝑎𝑙𝑒” 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑜𝑡𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑠𝑜𝑟𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑟𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑚𝑒𝑡𝑟𝑖 12 𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑑𝑒𝑐𝑖𝑚𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑟𝑒𝑎” (2023) – quali i motivi dell’urgenza (come abbiamo scritto, i tempi di decretazione pare possano entrare nel guinness dei primati del settore e nella fretta anche le date risultano sbagliate e il 2023 diventa 2022) di predisporre un’istruttoria su cui fondare il declassamento – perché tale è – del vincolo?
E se è vero che già le prescrizioni consentivano la realizzazione di un centro indoor, come mai il Comune di Siracusa, il 31 agosto dello scorso anno, come riportato nel decreto firmato dal dirigente generale dell’Assessorato ai Beni Culturali Calogero Franco Fazio, “ha chiesto la revisione del vincolo imposto con D.M. del 15.09.1951 relativamente alla delimitazione dell’area, sulla quale ora insiste l’impianto sportivo “Campo scuola Pippo Di Natale”, per la quale il precitato D.M. del 1951 aveva previsto prescrizioni di inedificabilità assoluta” dal momento che “l’area identificata con la particella 46 del precitato Decreto è stata oggetto di significative manomissioni”? Il soprintendente ritiene che occorra partecipare tutti, e ancora, alle ‘manomissioni’ dell’area o invece, proprio perché ciò è già avvenuto, è tempo di dire un definitivo ‘basta’?
Il soprintendente Martinez sembra voler usare Bernabò Brea da scudo protettivo: ”L𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑠𝑡𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑚𝑜𝑠𝑠𝑒 𝑎𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑣𝑒𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑖𝑚𝑝𝑙𝑖𝑐𝑎𝑛𝑜 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑎𝑣𝑖𝑎 𝑙’𝑖𝑔𝑛𝑜𝑟𝑎𝑛𝑧𝑎 (la nostra, sic!) 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑟𝑚𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎 𝑣𝑖𝑔𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒 𝑎𝑟𝑟𝑒𝑐𝑎𝑛𝑜 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑜𝑓𝑓𝑒𝑠𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑚𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑖𝑠𝑠𝑖𝑚𝑜 𝑆𝑜𝑝𝑟𝑖𝑛𝑡𝑒𝑛𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝐿𝑢𝑖𝑔𝑖 𝐵𝑒𝑟𝑛𝑎𝑜̀ 𝐵𝑟𝑒𝑎…” e ricordando le prescrizioni del 1951 che a suo dire non sarebbero state modificate, aggiunge ironizzando, anzi credendo di ironizzare: “𝐼 𝑑𝑢𝑟𝑖 𝑒 𝑝𝑢𝑟𝑖 𝑑𝑖 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑛𝑑𝑜𝑛𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑢𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝐵𝑒𝑟𝑛𝑎𝑏𝑜̀ 𝐵𝑟𝑒𝑎 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑛𝑑𝑒𝑠𝑠𝑒 𝑠𝑜𝑐𝑐ℎ𝑖𝑢𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎 𝑎 𝑖𝑔𝑛𝑜𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑢𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑒𝑑𝑖𝑙𝑖𝑧𝑖𝑒? 𝑅𝑖𝑡𝑒𝑛𝑔𝑜𝑛𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑒𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑐𝑟𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑒𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑐ℎ𝑖𝑒𝑠𝑡𝑒 𝑑𝑎 𝐵𝑒𝑟𝑛𝑎𝑏𝑜̀ 𝐵𝑟𝑒𝑎 𝑠𝑖𝑎 𝑎𝑢𝑡𝑜𝑟𝑖𝑧𝑧𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑢𝑚𝑜 “𝑎𝑠𝑠𝑎𝑙𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑙𝑖𝑔𝑒𝑛𝑧𝑎”?”
In realtà Bernabò Brea scappò da Siracusa e andò in pensione prima del tempo, nel 1973, per rifugiarsi a Lipari, disgustato dalle pressioni politiche cui era sottoposto.
Niente di tutto questo, quindi. Piuttosto la convinzione che si sia ormai persa la sensibilità, professionalità, competenza di chi, molti anni fa, ha speso il proprio tempo per riscoprire i monumenti del passato e stabilire norme per salvaguardarli e consegnarli integri alle generazioni successive.
Fanno riflettere gli slogan condivisi da organismi che forse non sempre possono, o devono andare d’accordo, perché nell’equilibrio degli interessi in gioco c’è chi dovrebbe far pesare la bilancia maggiormente dalla parte della difesa dei principi costituzionali. Il decreto del dirigente generale Fazio viene difeso dal soprintendente in vista della “𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑎𝑙𝑒𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝑖 𝑓𝑜𝑛𝑑𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑃𝑁𝑅𝑅 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒 𝑖𝑛 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑡𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑖𝑛 𝑝𝑙𝑒𝑥𝑖𝑔𝑙𝑎𝑠𝑠 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑎𝑙𝑡𝑎 𝑑𝑖 12 𝑚𝑒𝑡𝑟𝑖, 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑎𝑡𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑖 𝑠𝑎𝑙𝑡𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑙’𝑎𝑠𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑎 𝐸𝑢𝑟𝑜𝑝𝑎 𝑑𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑒𝑛𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑒 𝑠𝑣𝑒𝑟𝑛𝑎𝑟𝑒 𝑎 𝑆𝑖𝑟𝑎𝑐𝑢𝑠𝑎”! Parole più da assessore comunale allo sport che da soprintendente ai Beni Culturali.
Vorremmo infine solo ricordare che se nel 1951 il vincolo venne esteso per 50 mt oltre il limite della latomia fu evidentemente per ragioni tecnico scientifiche: la supposizione degli archeologi di ben altre estensioni delle evidenze archeologiche seppure non ancora emerse dal sottosuolo. Il soprintendente Salvatore Martinez risponda dunque anche solo a questa domanda: è vero o non è vero che nella ‘rimodulazione’ del vincolo l’area interessata dal centro indoor, prima sottoposta al vincolo diretto, quindi di inedificabilità assoluta, viene equiparata alla restante parte dove sono ammesse costruzioni fino a 12 metri?

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