Area archeologica in zona A di Parco: dal vincolo diretto al vincolo indiretto in tempi record

Un autentico colpo di mano: in pochi passaggi (su cui sarà necessario fare chiarezza per verificare se tutti legittimi e ai sensi di legge) un decreto del Dirigente Generale Calogero Franco Fazio dell’Assessorato Regionale ai Beni Culturali ha modificato il vincolo diretto che gravava sull’area denominata “Campo Scuola-Coni Pippo Di Natale”, in piena area archeologica, in vincolo indiretto.
Un vulnus gravissimo all’integrità di un’area su cui troppe volte sono stati ipotizzati interventi finora irrealizzabili perché sottoposta al massimo livello di tutela. Una porta aperta ad altre eventuali modifiche di cui già si ha sentore.
Queste le parole del decreto sfornato 5 giorni fa: L’area …. viene sottoposta … alla seguente prescrizione di tutela indiretta: “non potranno sorgere costruzioni per un’altezza maggiore di metri 12 e per più di un decimo dell’area corrispondente alla medesima particella”. Ecco il tappeto rosso offerto al realizzando impianto sportivo polivalente indoor presso il Campo Scuola Pippo di Natale di cui si dà notizia nel sito del Comune ‘Siracusa Domani’, la vetrina della Siracusa del sindaco Italia.

Due milioni di euro già finanziati, a quanto si legge, per realizzare cosa? Non si conoscono i dettagli progettuali essendo disponibile solo un rendering sommario che mette in risalto ampie superfici a vetri – ma, tranquilli, non più alte di 12 metri! – come se le ‘trasparenze’ potessero diminuire gli impatti visuali a ridosso di un monumento archeologico quale la cosiddetta Tomba di Archimede.

Secondo quale approccio progettuale, secondo quale visione di miglioramento della qualità dello sport a Siracusa, è stato possibile ipotizzare un progetto talmente invasivo in un’area sportiva così particolare come il Campo scuola Pippo Di Natale? Una nuova costruzione al fine di realizzare un impianto indoor per l’atletica leggera non è certo conforme ad alcun obiettivo di conservazione o riqualificazione del contesto paesaggistico attuale.
Il Piano Paesaggistico comprende infatti i vincoli archeologici come elementi fondanti del Paesaggio da conservare e valorizzare: per tale motivo, in passato, sull’area del Campo Scuola è stato imposto un livello di tutela pari a quella del teatro greco, anfiteatro ecc. Oggi quei vincoli archeologici imposti dal Soprintendente Bernabò Brea sull’area sportiva, circostante il complesso archeologico monumentale, sono diventati superflui, anacronistici?
Tutti d’accordo: Assessorato Regionale, Soprintendenza e ovviamente Comune. Con una rapidità d’azione degna di Beep Beep inseguito da Willy il Coyote.
Ma la valutazione paesaggistica è stata predisposta secondo i criteri imposti dal Codice dei Beni Culturali?
Soltanto una relazione paesaggistica elaborata da un paesaggista avrebbe potuto fare chiarezza sulla conformità dell’intervento. C’è stata? E la relazione archeologica? Il programma di opere pubbliche presentate rientrano in una cornice di pianificazione urbanistica rispondente ai bisogni della città oltre che agli obiettivi del PNRR? Che utilità e che connessioni si instaureranno con il parco archeologico, in termini di impatti visuali, accessibilità e parcheggi?
Il famoso progetto di trasformare l’area di Casina Cuti in un grande parcheggio verrebbe dunque giustificato anche per ospitare il maggior numero di frequentatori del nuovo impianto? Sembra emergere una visione della destinazione della zona urbana fra le più visitate della città come polo di attrazione turistico-sportiva in pieno contrasto con la visione che ha consegnato finora la testimonianza della storia millenaria di Siracusa, ovvero il complesso archeologico monumentale della Neapolis.
Approfondiremo ogni singolo aspetto di questa oscura vicenda. Ma intanto la città tutta deve prendere coscienza di questo gravissimo attacco al Piano Paesistico e al Parco Archeologico.
Le associazioni e le forze politiche si mobilitino per difendere il più importante Bene comune della città, dell’Italia, del mondo, ed impedire questo scempio anche attraverso eventuali ricorsi. Alla deputazione locale più sensibile il compito di presentare le opportune interrogazioni parlamentari

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