TUTT* PAZZ* PER ELLY SCHLEIN –

C’è fermento in città.

Noi della Civetta che frequentiamo certi ambienti e certe chat lo avvertiamo chiaramente questo crescente sentimento di entusiasmo, di euforia, di ritrovata passione che per molti si traduce anche in mobilitazione politica e militanza partitica.

La candidatura di Elly Schlein alla segreteria del Partito Democratico ha risvegliato gli animi nel mondo della “Sinistra diffusa”, non soltanto quindi all’interno degli apparati del Partito Democratico ma più in generale nell’ambito dell’associazionismo, del volontariato, dei movimenti dell’impegno civico che in Città ha, nonostante tutto, una sua importante storia e presenza.

A Siracusa si è costituito, tra i primi nel Sud Italia, il Comitato promotore a sostegno della candidata Schlein che in poco tempo ha registrato numerose adesioni, che sta stimolando dibattiti, confronti, iniziative che riteniamo a breve si concretizzeranno e che merita, a nostro parere, un‘osservazione attenta e obiettiva (così come il Comitato a sostegno del candidato Bonaccini e altri ancora se nasceranno). Riteniamo che la figura di Elly Schlein abbia la possibilità di rivolgersi in maniera preponderante all’esterno del partito e apportare sostanziali e storici cambiamenti nella struttura, nella gestione e negli obiettivi più degli altri candidati in corsa.

Abbiamo dunque pensato di dare voce e volto a chi, giovani fuori dagli apparati di partito, vede in questa candidatura un motivo di speranza e ritrovato entusiasmo.

 

Elly Schlein il volto nuovo del PD. Cosa pensi della sua candidatura a Segretario del Partito?

Fabio Guarnaccia, medico

Secondo me Elly Schlein rappresenta l’ultima spiaggia per un partito che ha perso ogni rapporto con un pezzo di società, che ha sempre votato a sinistra e che oggi piuttosto che votare per il PD si rivolge o all’offerta politica di Sinistra Italiana oppure al M5S. Non ho dubbi che se Elly vincesse le primarie, tanti movimenti e associazioni riuscirebbero a trovare quella credibilità ed identità dentro il PD che ad oggi non c’è mai stata e che ne ha impedito una contaminazione. Con Elly il PD si trasformerebbe in quel grande partito di Sinistra che manca a questo Paese. Come prima cosa dovrebbe dare un’identità chiara al partito, senza più equilibrismi autolesionisti: una visione chiara della società, un contrasto netto al precariato e a tutte le forme di diseguaglianze. Deve rivolgersi in particolare ai territori, parlare col popolo quello dei delusi della Sinistra che forse con lei ritroverebbe finalmente la speranza.

Ritengo che la Schlein potrebbe avere successo, anche nella nostra città. Qui, a mio parere, il PD da troppi anni è un partito chiuso, lontano dai movimenti e dai civismi, quelle realtà che hanno voglia di tornare protagonisti. I soggetti da coinvolgere sono proprio loro, quella base di cittadini attivi e responsabili con cui in questi anni il PD ha perso i contatti. Probabilmente la sua vittoria potrebbe scontentare una parte, magari qualcuno andrà via ma saranno anche in tanti, soprattutto giovani, ad entrare dalla porta principale. Alla fine  il saldo sarà positivo.

Alessandro Franzò, medico

 

La Schlein incarna la speranza di rifondare il Partito Democratico e rinsaldare senza ipocrisie il fronte progressista. La persona adatta per portare avanti le istanze ambientaliste, dei diritti, delle politiche sociali attive con un volto credibile, incisivo. Per riuscirci però dipende dalla selezione della nuova classe dirigente e se saprà limitare le correnti: basta parlare di ex dc e ex pci, o di nostalgie del renzismo dopo anni, rende l’idea dell’ immobilismo e della distanza dell’attuale partito dalla società. Penso che Elly Schlein rappresenti un segnale per i fuoriusciti dopo i 101 che affossarono Prodi o la candidatura di Rodotà alla guida del partito.

Con lei molti delusi potrebbero rientrare nel partito e anche i giovani, i militanti dei movimenti e delle associazioni che fino ad oggi non si sono riconosciuti nel PD. Molti attivisti, volontari aspettano messaggi forti e chiari, il delinearsi di un profilo chiaro, che non si faccia ingabbiare dai pacchetti di voti delle correnti. Dopo una pandemia, una guerra e una crisi sociale pensare di impantanarsi nell’equilibrismo delle correnti o nella designazione di ministri e posti di potere mi sembra assurdo. Dubito ci siano alternative a un rafforzamento di un partito progressista, a meno che non si voglia scomparire tra 5 Stelle e terzo polo. Personalmente ritengo che anche nell’annoiata e passiva Siracusa il messaggio di cambiamento della Schlein potrebbe avere successo, tutto il mondo che gira intorno all’associazionismo e all’ambientalismo gioverebbe di un segretario generale del sui calibro.

Federica Martin, volontaria Ong

 

Ho tantissima stima di Elly Schlein, e credo che la sua candidatura possa realmente essere l’ultima spiaggia del PD, per riconquistare quella fetta di popolazione rimasta delusa dagli ultimi anni. Se potrebbe riuscirci non lo so, ma sicuramente lo spero. Tralasciando il bisogno che il PD, a mio parere, ha di un rappresentante come Schlein, sento che questo bisogno sia anche più o meno condiviso dalle persone della mia generazione che in passato hanno votato PD e che oggi più che mai bramano un rappresentante politico che sia consapevole delle problematiche, soprattutto sociali, attuali e che non abbia paura di agire e di dire verità scomode. Sicuramente dovrebbe fare di tutto per rimanere e fedele alla sua persona, che in fondo sono i motivi per cui è stata candidata. In secondo luogo dovrebbe, dopo tanti anni, dare un’identità al PD, non semplicemente andando contro l’opposizione ma creando, o meglio, facendo riemergere l’identità di sinistra del PD, in modo da riabbracciare tutta quella fetta di popolazione di sinistra. Per ultimo dovrebbe guardare in faccia i problemi sociali dell’Italia, senza paura né peli sulla lingua, proponendo soluzioni sostenibili a tutti e per tutti.

Quale possa essere l’impatto della candidatura di Elly Schlein a Siracusa non saprei, sono tornata a vivere qui dopo anni. Però mi auguro che la sua presenza al PD possa fare reinnamorare i giovani della politica. Forse procurerà delle fratture ma rafforzerebbe il partito perché, a mio parere, farebbe andare via chi ha interesse solo per la vittoria personale e farebbe rimanere chi ha interesse nel progresso e nel cambiamento.

Questi solo alcuni degli interventi che abbiamo raccolto. In tutti abbiamo registrato un non molto sottinteso desiderio di “spazio”, di discussione, di scelte coraggiose, di novità affiancato alla preoccupazione di essere “usati”, se non manipolati, a vantaggio dei soliti noti, dei potentati del partito e dei capi corrente.

La speranza, non soltanto di questi giovani e di quanti stanno riscoprendo la voglia di tornare a fare politica “a sinistra”, è quella che volti e voci nuove possano trovare posto e legittimità, che la vecchia nomenclatura riconosca sia arrivato il tempo di fare un passo non indietro ma di lato, sostenendo e rafforzando un nuovo corso da tanto tempo atteso. Non soltanto a livello nazionale. Al di là degli asterischi e delle (o degli?) schwa.

 

 

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