V Congresso Flc Cgil Siracusa: confermato segretario Gianni La Rosa. Irrisolte le criticità della scuola e della formazione

Si è svolto il quinto congresso provinciale della Flc Cgil al quale il sindacato più rappresentativo a livello nazionale è arrivato dopo aver illustrato a lavoratrici e lavoratori i due documenti congressuali alternativi “Il Lavoro crea il futuro”, primo firmatario Maurizio Landini, e “Le Radici del sindacato” di Eliana Como, e aver ascoltato le loro voci anche nel corso di nove assemblee congressuali di base, durante le quali le discussioni si sono sviluppate attorno alle parole chiave di uguaglianza, sviluppo, diritto e cittadinanza, solidarietà e democrazia, temi che racchiudono tutti i valori della Cgil e della Flc che rappresenta il comparto scuola, Università e ricerca. La sintesi di questo lavoro ha registrato il 99.88 % dei consensi al documento di Maurizio Landini. Sono stati incontrati un migliaio di lavoratori circa ed eletti 66 delegati, tutti espressione del primo documento.

“Alla scoperta della conoscenza è il tema che abbiamo scelto per il nostro congresso – ha detto Gianni La Rosa, segretario provinciale Flc Cgil, rieletto all’unanimità dal direttivo ed assemblea Flc Cgil –

La scuola deve essere un luogo in cui si studia, si approfondisce, si fa ricerca, si va alla scoperta della conoscenza e della realtà che ci circonda. Viviamo in una società in continua evoluzione e compito della Scuola è fornire a tutti lo stesso diritto alla conoscenza, così da permettere di soddisfare aspirazioni di vita e professionali. È quindi necessario che essa sia uno strumento di equità, per appianare le disuguaglianze sociali”. “Quello che vogliamo è vedere il bambino alla ricerca della conoscenza e non la conoscenza alla ricerca del bambino” ha affermato il neo segretario citando George Bernard Shaw.

Rispetto all’ultimo congresso del 2018, molti eventi hanno radicalmente cambiato la società: governi e continui cambi alla guida del ministero dell’istruzione; la pandemia e il conseguente lockdown; la crisi economica ed energetica; la guerra. Poi le elezioni: “Questo governo – ha spiegato La Rosa – dinanzi alla drammatica crisi economica, energetica, sociale e democratica, prepara una legge di bilancio che dovrà nuovamente tagliare la spesa pubblica, non investe nell’edilizia scolastica ma parla di autonomia differenziata e di una norma che porta il numero minimo degli alunni per scuola da 600 a 900. Secondo lo Svimez, ad esempio, uno studente e una studentessa del Sud stanno in classe 100 ore in meno all’anno. Ancora: al Sud i giovani tra i 15 e 24 anni fermi alla licenza media sono il 20%, 5 punti sopra la media nazionale e 9 rispetto a quella europea. Poi c’è l’abbandono: dall’ultimo Rapporto pubblicato da Save The Children, la Sicilia è al primo posto per dispersione scolastica a livello nazionale, con una media pari al 21,1% e con punte del 25%. Poi i Neet (cioè i giovani che non studiano, non lavorano e non sono in formazione): nel Mezzogiorno costituiscono il 39% dei giovani tra i 15 e i 24 anni: quasi il doppio di quelli residenti nelle altre aree del Paese. In uno scenario come questo, la regionalizzazione è la cosa più sbagliata possibile: aumenterebbe solo le differenze che già esistono. Ci sono Regioni che pensano di risolvere i problemi della scuola cavandosela da sole e lasciando le Regioni più deboli in una situazione peggiore. Portare poi il numero minimo di alunni da 600 a 900 significherebbe, solo per la nostra isola, la perdita di autonomia di diverse istituzioni scolastiche, con conseguenze occupazionali gravissime e riduzione di posti di lavoro a cominciare dai dirigenti scolastici e direttori amministrativi e, a seguire, personale ATA e docenti.

Un dato che preoccupa è che ogni anno in Sicilia perdiamo 15.000 studenti.  In questi anni – ha aggiunto il segretario Flc Cgil – intere famiglie si sono spostate dai nostri paesi al nord Italia o in Germania, Francia, Gran Bretagna, portando via i figli in età scolastica e così al fenomeno migratorio si aggiunge quello del calo demografico, che si traduce in calo di iscritti nelle scuole e conseguente dimensionamento scolastico, riduzione di classi e di organici. Dobbiamo porre riparo a questo fenomeno, diminuendo il numero degli alunni per classe ed evitando le classi pollaio. È necessario trovare una soluzione a questi problemi, eliminando il vincolo minimo dei 600 alunni per istituto, rendendolo più flessibile, e non certamente innalzando il limite a 900”.

Anche i temi ambientali e sociali sono stati al centro del dibattito: cultura ambientale sostenibile, controllo della violenza, educazione alla pace, ripudio della guerra, rispetto della persona. Da qui la centralità della scuola e dell’istruzione tutta.

“È necessario quindi cominciare già dalla scuola dell’infanzia con progetti mirati. Educazione al rispetto dell’uomo e della vita, al rispetto di genere, già dai primi anni di scuola dell’infanzia e a seguire nei gradi più alti dell’istruzione. Essere curiosi e scoprire la conoscenza, questo è il messaggio che vogliamo lanciare alle nuove generazioni, e non avere paura di accettare le sfide e temere le sconfitte”.

Alle ultime elezioni per il rinnovo delle RSU, in controtendenza con la politica, oltre l’80% dei lavoratori della scuola ha partecipato democraticamente al voto. “Questo è un dato importante – ha commentato il segretario Flc Cgil – che dimostra come i lavoratori credano ancora nell’azione del sindacato, che si misura con la rappresentanza e la rappresentatività: dunque, non ci potrà mai essere una vera riforma della scuola senza il supporto e l’apporto delle forze sindacali. Il Paese ha bisogno di una straordinaria riforma dell’istruzione che punti su sviluppo della scuola dell’infanzia, obbligo a 18 anni e diritto allo studio e veda l’istruzione come risorsa collettiva e dei singoli e l’educazione permanente come necessità individuale e sociale; bisogna combattere seriamente l’abbandono scolastico, garantire percorsi inclusivi e non selettivi, ritoccare verso l’alto l’obbligo di istruzione e aumentare il numero dei laureati”.

Intanto cominciano ad arrivare gli arretrati supertassati alla fonte dal governo che promette tanto e dà poco. “Per i lavoratori della scuola – ha chiarito La Rosa – gli arretrati erogati sono una boccata di ossigeno per poter fronteggiare le innumerevoli spese da sostenere, ma non basta, gli aumenti non allineano ancora i nostri stipendi agli standard europei. Diventa fondamentale rinnovare anche la parte normativa del contratto 2019-2021che oggi non rappresenta più la realtà della scuola. E aggiungo: la vera sfida per questo governo non è quella di vantarsi di aver fatto un rinnovo contrattuale in 15 giorni, bensì aprire con la massima urgenza la fase del nuovo rinnovo contrattuale 2022-2024, poiché alcune questioni vanno affrontate a tempo debito, non a tempo scaduto. I temi da affrontare sono: orario di lavoro, formazione, figure nuove, articolazione dei profili, salario tabellare e salario accessorio, carriera, reclutamento e precarietà. Non è possibile continuare ad avere un sistema di reclutamento che si basa sulla diversificazione dei precari e su corsi che di abilitante e professionalizzante hanno poco, ma che portano nelle casse degli enti che li erogano parecchi soldi”.

Ovviamente anche nella nostra provincia sussistono le stesse criticità presenti a livello nazionale. “Oltre al fenomeno del calo del numero di alunni – ha concluso il segretario – per quanto riguarda il tema dell’edilizia scolastica nulla è cambiato: basta un po’ di maltempo per avere scuole allagate, finestre divelte o crolli di parti di una struttura. Alcune classi sono ancora ospitate in seminterrati riadattati all’occorrenza, impianti idrici ed elettrici ormai obsoleti non garantiscono l’incolumità degli alunni e del personale scolastico. Registriamo anche quest’anno la carenza di organici, del personale docente come degli ATA. Se fino allo scorso anno scolastico, con l’istituzione dell’organico covid, si è potuto far fronte all’emorragia di personale, oggi senza più il supporto di tale organico aggiuntivo, le scuole spesso sono al collasso. È stato un inizio d’ anno abbastanza burrascoso con molte cattedre scoperte a causa dei ritardi nelle nomine, l’algoritmo non ha aiutato in tal senso, alunni H senza docente di sostegno, classi senza docenti. Molti istituti recriminano di avere pochi collaboratori scolastici in organico e quindi di non poter garantire a volte neanche la sorveglianza dei locali e l’adeguata pulizia degli stessi. Così nelle segreterie è numericamente inadeguato il personale amministrativo. Per questo chiediamo, a livello regionale, un po’ più di attenzione nella ripartizione delle risorse, sia per i posti in organico che per quelli in deroga. Non abbassiamo mai la guardia neppure per le vicende relative alla Formazione Professionale: ancora oggi per i lavoratori di questo settore non si è riusciti a trovare una soluzione definitiva. Siamo presenti anche nel settore della ricerca, sul nostro territorio abbiamo una sede dell’Istituto nazionale di Astrofisica (INAF), in cui abbiamo eletto tre RSU e siamo sempre in contatto con i giovani (la platea stessa presenta il 20% di under 35) poiché è a loro che guardiamo”. Insomma la Flc Cgil con il suo segretario La Rosa c’è come sempre e guarda al futuro.

Da leggere

Mostra Tranchino 2014

Gaetano Tranchino ci ha lasciati: un ricordo

Ci ha lasciati il maestro Gaetano Tranchino. Le esequie si terranno il 4 settembre 2026 …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti