LEMME LEMME IL COVID SI PREPARA AL NATALE. FATEVI LA FESTA, NON FATEVELA FARE.

In lenta ma preoccupante crescita sono i contagi in Sicilia mentre Siracusa si vede per ora sopravanzare in Sicilia da Trapani come percentuale di positivi. Appare di cattivo auspicio il fatto che la Sanità Nazionale si accorga in questi giorni di una sempre più numerosa occupazione dei reparti ospedalieri e delle rianimazioni. Considerando che fra il dire e il fare, in Sicilia e in Italia, ci sta sempre la difesa delle posizioni di chi ha responsabilità politiche o manageriali in sanità, non sarei così sicuro che la situazione dei posti liberi in ospedale sia quella teorica enunciata.

Di fatto è meglio non rendersene conto sulla propria pelle e su quella di una persona cara.

Molto insegna in questo campo la favolosa indagine di Report sulla sanità lombarda, proprio quella che ha lasciato sul campo migliaia di morti senza cure quando l’Italia divenne in pochi giorni la nazione con più casi al mondo, superando la Cina. I cari e abili lombardi non si erano accorti che da più di un mese avevano un’epidemia di polmoniti inspiegabili e mortali. Quando capirono il pericolo pensarono più all’economia che alla vita dei cittadini, ritardando le chiusure delle città coinvolte in una forma gravissima di epidemia di covid. Morirono in molti a casa senza cure e molti medici, contagiati, morirono anch’essi, cosa mai accaduta in nessuna parte del mondo. Non avevano, come del resto in tutta la nazione, neanche i presìdi per difendersi. Credevano di avere la migliore sanità d’Italia. Avevano e hanno tanta fame di denaro, moltissimo privato in Sanità, ma avevano mortificato troppo la sanità pubblica, tagliando ospedali e personale. Non hanno ancora imparato la lezione. Il presidente di regione Fontana e l’”assessora” alla sanità Moratti, dopo aver detto male dei medici di famiglia che non assicuravano la domiciliarità delle cure, ora cominciano ad ammettere di non trovare nessuno che voglia fare il medico di famiglia e hanno inaugurato quel sistema indefinibile chiamato Case di Comunità, senza letti, infermieri e medici, recuperando vecchi ospedali dismessi o ambulatori obsoleti delle vecchie aziende sanitarie.

Al momento giusto saranno i cittadini lombardi, moltissimi già senza medico di famiglia, a capire dov’è l’inghippo. Siamo arrivati, come ai bei tempi andati, al punto di mandare in Russia, in inverno e con la neve, i soldati con le suole autarchiche di cartone. Non ci crederebbe nessuno ma per salvare i Pronto Soccorso assediati e senza medici hanno inventato le Case di Comunità, senza personale e medici. Per giunta hanno chiesto fondi al PNRR per finanziarli e li hanno ottenuti. Insomma si spenderanno i fondi per la sanità per creare strutture di facciata vuote ed inutili.

Tornando al Covid e al Natale vorremmo precisare che, se è vero che i vaccinati con almeno tre dosi hanno qualche possibilità in più di non finire ricoverati, è garantito che molti staranno tanto male per tanto tempo, anche se giovani o sani. È garantito anche che gli anziani e i fragili per malattie varie potranno morire lo stesso o finire in rianimazione. Lo dimostra chiaramente il fatto che abbiamo tante morti per Covid ogni mese, anche fra i vaccinati. I medici di famiglia sono in fuga in tutta Italia e sono così oberati e soli che non potranno far nulla in caso di ripresa della pandemia. Le USCA, anche se male e poco, avevano garantito un approccio domiciliare, sono state sciolte e tenute in piedi con sparuti sanitari non bastevoli neanche per le ordinarie attività quando l’infezione è stabile o in discesa.

Tranquillizzo i siciliani che qui da noi, ancora, non si inaugurano Case di Comunità vuote e sguarnite per motivi elettorali. Proprio neanche ci si prova. Qui ancora sono un sogno gli ospedali, le rianimazioni, le equipe mediche valide, gli infermieri, la pulizia, l’ordine, i centralinisti. Per la verità, anzi, si lasciano al proprio destino quelle poche cose malfatte e obsolete che abbiamo, non si fanno concorsi, non si assume, non si sostituiscono i pensionati. In compenso, se qualcuno osa denunciare bonariamente lo stato dei fatti, si usa negare, intimidire, persino denunciare.

Capiranno i lettori come sia meglio festeggiare il Natale in solitudine. Nessuno si preoccupa della vostra salute e non troverete, se ammalati, quello che avevate venti o più anni fa.

Al massimo, se proprio volete bene a genitori e nonni, portateli a fare il nuovo vaccino con Omicron.

Certo abbiamo vissuto qualche difficoltà iniziale: erano belli gli hub vaccinali di prima, aperti e visibili a tutti. File paurose, protezione civile, guardie giurate, qualche baruffa ogni tanto, ma tutto a vantaggio di salvare la pelle. Ora bisogna cercarlo l’hub dentro l’ex manicomio poi indovinare in quale finestra oraria trovarlo aperto. Non è proprio facile. Come i barbieri il lunedì è il giorno di chiusura, dal martedì a venerdì solo tre ore di apertura dalle 15 alle 18, il sabato dalle 8 alle 12.

Un abitino stretto di sedici ore settimanali ma stimato come adeguato alla striminzita richiesta cittadina. Si mira ad obiettivi microscopici, forse? Eppure abbiamo, solo in città, circa 20.000 ultrasessantenni e non pochi fragili. Siracusa deve ringraziare Messina che la ha scalzata dall’ultimo posto in graduatoria per la percentuale di vaccinati. La civilissima Ragusa è la prima. Da noi manca tutto, anche la volontà di salvare e salvarsi. Eppoi è bello mantenere i risultati restando sempre negli ultimi posti in graduatoria: trovi sempre qualcuno che la sa lunga e sostiene che non è vero.

A proposito di voler bene ricordatevi che l’influenza in Italia è già arrivata, è una forma molto aggressiva ed in grado di uccidere i più fragili. È indistinguibile dal Covid. Fate subito il vaccino antinfluenzale insieme a quello contro il Covid aggiornato. Sono regali di Natale che non vi costano nulla e dimostrano amore.

Non dimenticate mai la mascherina e state alla larga dalle riunioni familiari affollate.

Datevi da fare, siete soli col vostro buon senso.

 

 

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