Sciopero generale per il Petrolchimico: la voce degli studenti, dei sindacati e delle forze politiche

Alla giornata di sciopero generale del 18 novembre, indetto dai sindacati in difesa della zona industriale, hanno aderito le associazioni degli imprenditori, i sindaci, i partiti e movimenti della società civile. Hanno tutti deciso di mobilitarsi coscienti della grave situazione economica, anche gli studenti di alcuni istituti scolastici di Siracusa e uno di Augusta. Una manifestazione senz’altro riuscita, con circa 3.000 partecipanti.

Sono drammatici gli scenari per la tenuta socioeconomica dell’intero territorio: il nostro polo industriale contribuisce a oltre il 53% del valore aggiunto della provincia di Siracusa con oltre 10.000 occupati. L’evoluzione degli scenari geopolitici globali, in particolare la guerra in Ucraina, ha messo in crisi le industrie del Polo e un possibile embargo del petrolio da raffinare negli stabilimenti Lukoil darebbe origine al blocco quasi totale del Sin perché le raffinerie Lukoil sono collegate via tubo agli altri grossi impianti e imprese in zona come la Versalis dell’Eni e la raffineria della Sonatrach di Augusta. Inoltre, ad aggravare la situazione nello stesso frangente è intervenuta anche l’inchiesta della magistratura che ha portato al sequestro del depuratore consortile Ias e dell’impianto della Priolo Servizi con il rischio di bloccare ulteriormente tutte le attività industriali. Un nuovo “Piano di Risanamento Ambientale e di riqualificazione delle aree dismesse, per cogliere tutte le opportunità e attrarre le nuove filiere produttive mettendo in sinergia le diverse linee di finanziamento per una transizione energetica ed ecologica” è ciò che auspicano imprese, sindacati, partiti. E i giovani presenti alla manifestazione? Cosa pensano?

“Proveniamo dai licei Gargallo e Quintiliano e per noi scioperare per la zona industriale è importante. Se muore l’attività industriale le conseguenze sarebbero disastrose anche per il nostro futuro. I sindacati fanno il loro mestiere, ma pensiamo che i partiti debbono fare di più e anche noi giovani dobbiamo scendere in piazza e scioperare, anche con nostre autonome manifestazioni. Non è un giorno di “caliata” come pensano alcuni professori. Vogliamo far valere il nostro futuro oggi manifestando convinti tutti noi del Gargallo e Quintiliano. Possiamo dire che c’è sensibilizzazione fra noi, ma la scuola è lontana dai processi reali. I professori dovrebbero spiegarci di più della società, se c’è un’apertura da parte degli adulti nella scuola noi siamo disposti a dialogare e ad apprendere”.

Secondo Valeria Tranchina, segretaria provinciale pensionati Cgil, esiste una grande sensibilità anche in questa categoria: “in fondo la maggioranza dei nostri 20.000 iscritti ha lavorato nel Polo apportando ricchezza. Ancora oggi è la zona industriale, anche se ridotta, a contribuire per oltre il 50% il Pil provinciale, al di là del decantato turismo con un Pil molto ridotto. Dobbiamo chiedere la riconversione e la bonifica che comporta una piena transizione ecologica e nuova occupazione. È vero, il sindacato è in forte ritardo, ma questa per me è un inizio che non si può fermare e la nostra categoria è vicina ai problemi dei lavoratori come testimoniato oggi dalla nostra folta presenza e ne stiamo discutendo nei dibattiti congressuali in corso.

Raggiungiamo l’on. Filippo Scerra del Movimento 5 stelle: “Come Movimento ci siamo mossi già ad aprile insieme all’on. Paolo Ficara, qui accanto a me, perché la politica deve essere presente e non possiamo limitarci alla situazione provinciale della solo Lukoil, l’affaire del nostro Sin industriale interessa la regione che è implicata dalla magistratura sull’Ias e il governo nazionale. Nel governo Conte2 eravamo riusciti a concentrare importanti obiettivi verso il sud anche con il Pnrr con investimenti esclusivi del 40%. Oggi con questo governo a trazione nordista cercheremo di fare il possibile perché riparta il sud e questo Sin, anche il nord ne trarrebbe giovamento. Non è uno slogan, viene dichiarato da centri di ricerca economici. Per noi al problema internazionale della Lukoil si sovrappone un altro ancora più grave ed è quello dell’Ias. In questo caso si blocca tutto prima dello scattare delle sanzioni. La guerra era una questione che nessuno poteva prevedere, ma quella del depuratore si conosceva da quando è nato e la regione ne è fortemente colpevole, ma non ha speso nulla per esso. Si sapeva che operava senza autorizzazione ma la regione si interessava dell’impianto solo quando doveva piazzare qualcuno clientelarmente. Per questo chiediamo adesso alla regione cosa vuol fare: continuarlo a gestirlo, ma in maniera diversa, oppure darlo in gestione ai privati. Dobbiamo anche capire le decisioni che proverranno dalla magistratura che può decidere anche per un fermo. Comunque noi ci stiamo muovendo a livello nazionale anche con un possibile intervento legislativo perché oltre a queste problematiche Lukoil e Ias non esiste un piano industriale che introduca una riconversione, una transizione ecologica con le tanto attese e giuste bonifiche. Sappiamo che c’è sempre più bisogno d’energia e questo sito bonificato ha ampie aree da riconvertire per impiantare impianti solari senza problemi di sorta.

“Un limite di questa mobilitazione è quella d’essere partita tardi, ma ciò non significa rinunciare ad altre manifestazioni, interventi, continuare la lotta – afferma Pippo Zappulla responsabile di articolo uno. Questa giornata rappresenta l’avvio di un percorso per uscire dall’emarginazione economica politica e culturale con le migliori tecnologie produttive per una transizione energetica. Dobbiamo fare un salto di qualità in forma autocritica con la consapevolezza che questa battaglia porterà a un nuovo modello di sviluppo nella nostra provincia. È questo che deve fare la sinistra e il sindacato. Davanti a tutto ciò la regione continua a brillare per il suo silenzio in merito alle pesanti accuse della magistratura che ha preso provvedimenti sacrosanti e legittimi. Le preoccupazioni sono tante, ed è per questo che deve aprirsi un impegno lungo di lotta, un avvio di mobilitazione della sinistra e dei sindacati”.

Da leggere

Mostra Tranchino 2014

Gaetano Tranchino ci ha lasciati: un ricordo

Ci ha lasciati il maestro Gaetano Tranchino. Le esequie si terranno il 4 settembre 2026 …

COLLABORA CON NOI

SIRACUSA DIFFERENZIA

IL BAR SOTTO IL MARE

Migranti

homepage

Lavoro

I Diari della Quarantena

La Civetta in gabbia

La parola ai lettori

Articoli recenti

VIDEO

Commenti recenti