È del 28 luglio scorso l’avviso del Comune di Siracusa per l’assemblea di presentazione delle proposte progettuali (ammesse solo 13 su 21) nell’ambito dell’iniziativa “Democrazia Partecipata – 2021” fissata per il primo agosto alle 10.30 presso la sala multimediale “Ferruzza – Romano” dell’Area Marina Protetta del Plemmirio. Sarà l’occasione per illustrare, in soli tre minuti (!), ciascuno la propria proposta mentre si è deciso che la successiva votazione avverrà on line.
Si tratta dei progetti presentati l’anno scorso ma nulla si sa per l’anno in corso forse per la difficoltà, qui a Siracusa, di dare continuità a quanto faticosamente si inizia, o a fissare regolamenti che poi si riesca (persino) a rispettare.
E così, a meno di una qualche eccezione alle regole (che da noi si direbbe sempre possibile), di un salvataggio in zona Cesarini, per il 2022 sono/sarebbero già decorsi i termini stabiliti dal Regolamento della Democrazia Partecipata: l’avviso pubblico per il nuovo bando avrebbe dovuto essere pubblicato all’Albo Pretorio e sul sito internet dell’Ente entro il 30 aprile per 30 giorni, ma non c’è. Né si è saputo qualcosa dell’assemblea pubblica (o altra modalità) per informare i cittadini e chiamarli alla fattiva e attiva partecipazione.
Impossibile anche sapere se siano state accantonate le somme dedicate ai progetti nel bilancio di previsione – come previsto da una circolare del 2017 cosicché “l’importo trasferito dalla Regione con finalità di democrazia partecipativa rimanga garantito” – perché, almeno sul sito amministrazione trasparente, non c’è traccia dello strumento finanziario che dovrebbe essere pubblicato entro 30 giorni dall’approvazione. Ancora pochi giorni di tempo per l’Amministrazione perché la Delibera con cui il Commissario straordinario lo ha esitato è stata pubblicata il 5 luglio scorso (da evidenziare en passant l’indebitamento del Comune per 38 mlneuro, pari, secondo i revisori dei conti, a circa 325 euro di debito per abitante).
Su questo e su altro abbiamo chiesto un’intervista all’assessore Conci Carbone che però ha preferito rinviare: “Domani alle 10.30 è prevista una conferenza stampa, dove saranno affrontati la maggior parte dei quesiti che mi pone. Per correttezza nei confronti dei sui colleghi (in che senso, ndr?), domani alla fine della conferenza risponderò alle sue domande, qualora non possa essere presente”. Non condividiamo ma aspetteremo.
Riavvolgendo il nastro, c’è da dire che a Siracusa la possibilità di utilizzare il 2% dei fondi che i comuni ricevono dalla Regione coinvolgendo i cittadini nella proposta e scelta di progetti da realizzare per il bene di tutti (secondo la legge regionale 5/2014 (art. 6, comma 1), non è stata colta al volo. Sono stati infatti necessari quattro anni per riuscire a organizzare il tutto.
Per due anni, nel 2016 e nel 2018, le risorse possibili da utilizzare sono ritornate nelle casse regionali nel rispetto della L.R. n.9/2015 art.6 comma 2 che ha previsto la restituzione di quanto non speso quale sanzione per i Comuni inadempienti.
Nel 2016, secondo le nostre rilevazioni, dovrebbero essere stati restituiti 38mila euro, l’intera somma a disposizione; nel 2018 identico destino: 37.453,75 euro rispediti al mittente.
Altra storia nel 2017: a quanto risulta dal report su https://www.spendiamolinsieme.it/ dei 43.766,57 euro a disposizione solo 1.192,57 sarebbero stati restituiti. Ma come è stato possibile utilizzarli al di fuori della destinazione prevista? Una domanda di fatto inevasa anche dopo le dichiarazioni raccolte.
L’ex assessore Rita Gentile, intervistata da Antonio Andolfi, ha risposto che: “La restituzione delle somme è dipesa dal fatto che l’attività di democrazia partecipata non è partita subito, non esisteva il regolamento ed evidentemente quelle somme sono state in parte deviate su altri capitoli di spesa, almeno è quel poco che ho saputo una volta divenuta assessore. Posso dire che in tanti comuni siciliani ci si è mossi con difficoltà. Nel 2019 a Siracusa ci siamo riusciti ed è stato anche stilato un regolamento, giudicato il migliore perché nel pieno rispetto di tutti i criteri richiesti dalla normativa, grazie al lavoro dell’allora vice sindaco Giovanni Randazzo e di un professore di Ragusa”.
E anche l’avvocato Giovanni Sallicano, assessore alle politiche sociali nel 2017, ha confermato che in quell’anno “sono stati utilizzati tutti i fondi disponibili, anche quelli trovati aliunde con faticosa e certosina ricerca. Senza proclami, ho risolto un milione di problemi che i successivi assessori hanno trovato risolti così da non accorgersene nemmeno”.
Quindi sarebbe di fatto il 2019 l’anno del primo bando.
A.A. Sul sito di “Spendiamoli insieme” leggiamo per quell’anno la somma a disposizione era di 30.600 euro mentre ci risulta una somma di 62 mila euro?
R.G. Certamente, gli altri euro per giungere ai 60mila euro vennero aggiunti dal Comune. Per il buon regolamento e i criteri scelti nell’organizzazione di democrazia partecipata fummo premiati, insieme al Comune di Ragusa, perché entravamo pienamente nei parametri della democrazia partecipata. Il premio venne da “Spendiamoli insieme” e consisteva nel metterci a disposizione una piattaforma per consentire le operazioni di democrazia partecipata on line. Una piattaforma che appartiene a una società privata di Messina, quindi a pagamento. Bisogna ammettere che in molti Comuni della Sicilia ancora c’è molta incertezza sulla democrazia partecipata come abbiamo accertato in diversi momenti d’incontro.
Nel 2019 parteciparono entusiasticamente alla prima fase oltre 5.500 Siracusani, vennero presentate 67 proposte (alcune, in verità, “fantasiose” o realizzabili con una cifra superiore al massimo di spesa consentito di 60.000 euro), selezionate 15 attraverso centinaia di mail e, nell’assemblea conclusiva all’Urban Center, furono in 814 a votare le proposte ritenute migliori. La realizzazione dei progetti, a causa dell’emergenza covid, è poi slittata di un anno. Alcuni sono stati portati a termine senza sostanziali problemi. Su altri qualche perplessità c’è o c’è stata.
Sono stati finanziati i progetti: Parco Agorà – Fontane Bianche dell’Associazione Io Amo Fontane Bianche che ha utilizzato l’intera somma per un parco che continua a vedere l’impegno costante dei volontari; il Portale della disabilità del Centro di Servizio per il Volontariato Etneo (Csve) per il quale il 21 luglio scorso Salvatore Russo – noto al mondo dei social per il suo attivismo nella “manutenzione stradale” – l’iniziativa Tappa la buca – e non solo – ha chiesto come mai sia stata già pagata dal Comune la fattura di 7mila euro nonostante il sito sia una sorta di scatola vuota, una delle domande che abbiamo rivolto all’assessore Carbone; Farmacia letteraria della Pro Loco (qui il link per alcune informazioni https://www.lacivettapress.it/2020/11/04/la-grande-scommessa-della-democrazia-partecipata-qualche-problema-ce/); Il muro del genio dell’Istituto comprensivo Archimede, un murales, lungo 14 metri ed alto poco meno di tre, realizzato nell’estate del 2021 da Giulio Rosk (al secolo Maurizio Giulio Gebbia) sulla perimetrazione esterna dell’Istituto.
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Nel 2020 la somma a disposizione è stata di 54.500 (su spendiamoli insieme 39.774 euro), 11 i progetti in concorso. Sono stati in totale 2.923 i voti online, 537 dei quali dichiarati nulli: 55 perché a votare erano stati non residenti a Siracusa e 482 per varie irregolarità.
Ad aggiudicarsi le somme: La plaza di Fontane Bianche ancora una volta dell’Associazione Amo Fontane Bianche (un campo da skate nella terrazza sopra il parcheggio di Fontane Bianche, con un’area giochi e due piattaforme per ospitare eventi e spettacoli, che attende ancora il progetto esecutivo demandato dal Comune all’Associazione); il recupero del sacrario dei Caduti al Pantheon dell’Associazione Dracma: “L’illuminazione è stata ripristinata e i pennoni portabandiera installati – dice Giovanni Di Lorenzo, promotore della proposta -. Stiamo ora pianificando gli interventi interni, quelli possibili con la somma a disposizione, insieme a Teresa Tropea e l’assistenza di Don Massimo di Natale, e stiamo realizzando gli angioletti delle lapidi che saranno però di resina perché se di rame o di bronzo li ruberebbero di nuovo”; Telecamere per le zone marine del Comitato Pane e Biscotti Torre Ognina che ha visto al momento il posizionamento solo di alcune delle 20 telecamere previste.
Ma anche un quarto progetto è riuscito a rientrare nel budget, grazie a una sorta di bonus di 10mila euro assegnato per l’ottima performance di Siracusa in questo tipo di processo partecipativo: Mare senza barriere dell’Associazione Astrea (una proposta di fruizione di quattro spiagge -Arenella, Fontane Bianche, Marina e Sbarcadero – rivolta alle persone diversamente abili, sempre nelle pagine di cronaca per vari atti di inciviltà)
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Nel 2021 sono stati ammessi 13 progetti su 21 per una somma a disposizione pari a 50mila euro e sono quelli che verranno presentati lunedì prossimo.
A.A. Come mai tanto ritardo per i progetti presentai nel 2021? Se ne è parlato pochissimo. L’interesse è diminuito?
R.G. Iniziamo col dire che il nostro regolamento impone un importante criterio partecipativo, quello della votazione in presenza se si hanno meno di 15 progetti come sta avvenendo quest’anno, online se il numero dei progetti è superiore. Non so se ci sono state modifiche al regolamento visto che per quest’anno si è decisa la votazione on line sulla piattaforma di Messina. I motivi possono essere vari, per esempio un eccessivo carico di impegni per l’assessore Carbone: conoscendo la problematica so che la situazione in genere non è semplice. Tra l’altro, già prima di dare le dimissioni, il personale del Comune che doveva aiutarmi è stato ridotto a una sola unità, insufficiente a seguire un tale carico di lavoro. Davanti a queste difficoltà oggettive potevano fermarsi e bloccare questa bella iniziativa? Allora hanno scelto di delegare gli aspetti organizzativi del lavoro al gruppo di Spendiamoli insieme che si appoggia alla piattaforma di Messina, anche se rimane l’ostacolo procedurale del regolamento che prescrive, per una partecipazione più democratica, il voto in presenza. Non so se si pensa a una modifica del regolamento ma certo si dovrà fare quanto possibile per non perdere i 50mila euro di quest’anno: sarebbe un momento in meno di democrazia e un delitto la restituzione di queste risorse.

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