Intervista all’ex onorevole Vinciullo, passato alla corte di Salvini, instancabile oppositore di Musumeci ma anche di Italia

VINCIULLO, IN CAMPAGNA ELETTORALE DA 4 ANNI. SI DEFINISCE ELETTO MA NON RICONFERMATO. RITIENE OGNI COSA DELIBERATA DAL GOVERNO MUSUMECI FRUTTO DELLA SUA OPERA. PER LE PROSSIME ELEZIONI A SINDACO CONSIDERA LE SUE LISTE LIBERE DA OGNI SCHIERAMENTO MA NON PER  PRIMA L’ITALIA (LEGA) DI CUI è COORDINATORE PROVINCIALE.

On.le Vinciullo, dalle ultime elezioni amministrative c’è stato un arretramento della Lega. Lei come valuta genericamente i risultati, specie in Sicilia? La Lega è ancora attraente?

È evidente a tutti che nelle ultime elezioni amministrative la Lega ha perso dei consensi. In Sicilia la Lega non esiste, in Sicilia esiste il nuovo movimento politico “Prima L’Italia” che, oltre ad accogliere gli amici provenienti dalla Lega, accoglie in modo particolare amici provenienti dal Nuovo Centrodestra, da Minardo a Germanà, da Pagano a Fallica, da Ragusa a Beninati, con i quali ho condiviso un lungo percorso politico.
Prima l’Italia è oggettivamente un partito attraente perché ha determinato l’elezione dei sindaci di Palermo e, in modo particolare, di Messina.

Ad ottobre si voterà per l’Assemblea Regionale, lei sarà candidato? Ed eventualmente come vede la concorrenza interna di Cafeo?

Ad ottobre sarò candidato per l’Assemblea Regionale Siciliana dal momento che nella scorsa Legislatura ero stato eletto ma poi, a causa del mancato superamento della soglia del 5% nelle altre province, la mia elezione non è stata riconfermata.

Per vincere, e quindi ottenere un seggio, bisogna accettare la concorrenza interna e io sono abituato a concorrere, la prima volta contro Bufardeci e Confalone, che era deputato uscente, poi con Assenza e infine con Cutrufo, che ho ampiamente superato. I partiti sono soggetti dinamici, non possono mummificarsi su una sola candidatura, devono essere aperti al confronto non solo di idee ma anche elettorale.

Con l’amico Cafeo e con gli altri che verranno candidati faremo la nostra corsa e che vinca il migliore o, comunque, quello che sarà giudicato tale dagli elettori.

Parliamo dell’Amministrazione Comunale, lei è molto critico verso la giunta Italia, ci indichi almeno 3 elementi critici della gestione Italia e 3 cose su cui ritiene di intervenire subito

Io non sono critico nei confronti dell’Amministrazione Italia, io sono oggettivo. È chiaro che questa è un’amministrazione che ha fallito, perché lo attestano anche i movimenti e i partiti che facevano parte della sua coalizione e che lo hanno ampiamente abbandonato, criticandone metodi e modi di gestire la cosa pubblica. Gli elementi assolutamente negativi della gestione Italia interessano tutte le deleghe, nessuna esclusa, come ampiamente dimostrato dal fallimento in ogni occasione in cui l’Amministrazione Comunale si è cimentata a livello locale, regionale e nazionale. Le cose su cui bisogna intervenire subito sono innumerevoli ma, in particolare: spazzatura, assistenza agli anziani ed ai minori con disabilità, acqua, sicurezza delle strade cittadine, scuole, illuminazione carente e potrei continuare fino a domani. 

Avete già il vostro candidato sindaco? E con quale coalizione pensate di presentarvi alle elezioni?

Non abbiamo alcun candidato a sindaco perché la coalizione, purtroppo, in provincia di Siracusa non si riunisce dalle scorse elezioni comunali di Siracusa. Da allora, ognuno ha scelto la strada che ha preferito e i miei accorati appelli a dare vita a delle riunioni non sono stati tenuti in alcuna considerazione. Di conseguenza, credo che anche per l’anno prossimo siamo a mani libere perché, dopo che si è rifiutato il confronto e il dialogo in 20 comuni su 21, non si può pensare di dialogare solo sulla città di Siracusa, cercando di imporre la candidatura di qualche amico.

Io con le mie liste civiche “Siracusa Protagonista” e “Prima Siracusa” siamo liberi da qualsiasi condizionamento di schieramento politico. Sulla posizione, invece, di Prima l’Italia, anche se sono il coordinatore provinciale, le scelte e le strategie dovranno essere concordate con gli altri autorevoli esponenti del partito.

Nei suoi comunicati stampa lei è spesso critico con la giunta Musumeci, eppure lei si colloca nella stessa area politica…

Ricordo che io non ho votato Musumeci, ho rischiato di non essere eletto, cosa che poi è avvenuta, pur di non votare Musumeci, quindi nessuno può dirmi di avere responsabilità nella gestione di questo 5 anni e del resto, di fronte alle scimmiette politiche della nostra provincia, che non hanno visto, sentito e parlato, io ritengo di essere stato l’unica voce che ha svolto, dal primo all’ultimo istante, la mission di oppositore a questo Governo, a cui sono stato eletto dal popolo. La mia, quindi, è stata una intransigente campagna di opposizione contro un Governo etnocentrico, che ha sottratto alla provincia di Siracusa i numerosi finanziamenti che io, da Presidente della Commissione Bilancio, avevo fatto ottenere. 

Mentre ad ogni notizia di finanziamento o approvazione di progetti rimarca sempre il fatto che sono scaturiti dalla legislatura precedente (cioè quando c’era lei e tutto grazie solo al suo intervento). Questo ad alcuni suscita un po’ di ilarità, non è stato sempre così da sempre che i finanziamenti e i progetti si realizzano anni dopo?

Non vorrei avere la sindrome di Pippo Baudo, ma vorrei ricordare che in provincia di Siracusa non è arrivato un solo finanziamento nuovo rispetto a quelli che sono stati stanziati l’8 febbraio 2017 su un Ordine del Giorno presentato in Aula a mia firma e che invito a leggere o a riascoltare il video.
Sulla ilarità, si sa che il riso abbonda nella bocca degli sciocchi, nel nostro caso, oltre che sciocchi, anche sugli ignoranti, perché nessuno legge, nessuno scrive o ha contezza di ciò di cui si parla e, infine, anche sulla bocca dei tanti ascari che, in questa provincia, ogni qualvolta l’unto del Signore, scendendo dal cielo con le sue ali rapaci, faceva sapere che aveva elargito un finanziamento, bontà sua, e con l’autorevole compiacenza e generosità del presidente Musumeci, alla provincia di Siracusa, plaudivano senza sapere il perché, ignoranti del fatto che dietro quel finanziamento c’era il loro voto negativo dell’8 febbraio 2017 e, soprattutto, lo scippo di parecchi milioni, ad esempio quello del viadotto di viale Scala Greca, quasi 6 milioni ridotti solo ad uno. Ma quanti ringraziamenti sono stati fatti? Beh, io a coloro che ringraziano, consiglio: studiate!
La morte della politica in provincia di Siracusa, infatti, è stata decretata dall’ignoranza che la domina.
Quindi, ignoranti ed ascari, ma pronti a ridere.

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