Note a margine di una nomina nel comitato di gestione dell’Autorità  di Sistema Portuale

Da qualche tempo i muri dell’entrata principale del Comune di Augusta, lungo le scale per accedere agli uffici e al salone di rappresentanza, sono coperti da gigantografie di Falcone e Borsellino a sottolineare come le varie amministrazioni pensino ma soprattutto dicano di volersi ispirare al loro esempio. Rispetto della legalità è il principio a cui tutte le amministrazioni dicono di volersi ispirare evidenziando come l’integrità sia una delle principali caratteristiche di chiunque faccia politica.

Poi in genere accade diversamente e raramente ciò viene censurato dalla Magistratura (rimasta unico, sia pure non immune da critiche e gestioni opache, presidio a difesa della legge. Anche qui ci sarebbe molto da dire, specie nella nostra provincia, spesso citata come generatrice di un sistema detto appunto “Sistema Siracusa”). Gli altri poteri dello Stato sempre più spesso distratti, pigri e occupati dalla politica, lasciano sempre più che il rispetto della legge sia un affare da azzeccagarbugli. Un politico non solo deve essere onesto (il che sarebbe il minimo sindacale) ma deve apparire tale agli occhi delle persone e ciò si ottiene evitando interpretazioni o scelte border-line nella gestione del potere. Tale non è il confidare nella complessità della lingua italiana, nella bravura degli avvocati (l’Italia è la patria del diritto, nel senso che fatta una norma spuntano una infinità di interpretazioni e di  codicilli che spesso inducono al contrario di ciò che il legislatore avrebbe voluto normare) o nella fumosità degli articolati in cui sono declinate le leggi.

Accade che recentemente il Comune di Augusta abbia designato il proprio rappresentante in seno al Comitato di Gestione dell’AdSP (Autorità di Sistema Portuale) e ci si sarebbe aspettati che questa volta nella scelta ci si fosse attenuti alla norma. La norma in specie è il decreto legislativo 4 agosto 2016, n.169 che modificava l’art. 9, comma 1 della legge n. 84/1994 che indica tra i componenti del Comitato di Gestione “un componente designato dalla Regione o da ciascuna Regione ….; un componente designato dal Sindaco di ciascuno dei comuni ex sede di Autorità Portuali …”.  Il decreto legislativo citato è la norma che ha ridisegnato il sistema delle governance tentando di limitare le scorribande della piccola politica cercando di statuire che chi dovesse occuparsene non fosse “fuori mestiere” così, dovendosi procedere al rinnovo di tutte le Autorità di Sistema, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale, Direzione Generale per la vigilanza sulle Autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne Div.2) ha emanato la Circolare del 6.12.2016 sulle caratteristiche che dovrebbero avere i componenti dei Comitati di Gestione delle nuove Adsp.

La circolare recita :”a detti componenti si applicano i requisiti di cui all’art. 8, c. 1, previsti per il Presidente dell’AdSP” (art. 9, comma 2, ultimo periodo). L’ articolo indicato prevede, tra l’altro, che “il Presidente è scelto tra cittadini … aventi comprovate esperienze e qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale“. Pertanto ciò che rileva è che i componenti dei Comitati di Gestione delle costituende AdSP debbano necessariamente avere una comprovata esperienza e qualificazione nei settori dell’economia dei trasporti e portuale riconducibile alla tipologia di esperienza e qualificazione “professionale”. Specificazione che sembra portare ad escludere esperienze legate esclusivamente a incarichi politici e/o a incarichi istituzionali” o a corsi estemporanei di vario tipo.” Un significativo supporto a questa interpretazione, viene, indirettamente (ma abbastanza chiaramente) dal parere reso dal Consiglio di Stato nell’Adunanza della Commissione speciale del 27 aprile 2016, sullo schema di decreto legislativo in parola.”

 

Ora non ci è dato conoscere il curriculum del nostro rappresentante perchè non è ancora presente sul sito dell’AdSP (ma che si presume sia stato presentato prima dell’insediamento) e si ci chiede se la scelta sia stata coerente con la norma ovvero in aderenza alla legge. Per capire i requisiti del nominato dobbiamo affidarci alle parole del Sindaco che con tono “maschio” a cui ci stiamo abituando afferma:  “Questa amministrazione non è stata neppure sfiorata dal dubbio” (anche se voci malevole fanno sapere che qualche dubbio deve averlo sfiorato visto che si è temporeggiato per avere per le vie breviun parere “pro veritate” dai soliti consulenti  sempre più interpreti della legge) che sia inopportuno nominare in seno al comitato il fratello del consigliere, nonché cognato di una dipendente, moglie del consigliere medesimo”, “la nomina è di stretta competenza del sindaco, come stabilisce la norma, e ho valutato alcune candidature nell’alveo del dettato normativo”. Sarebbe interessante conoscere la lista dei concorrenti per apprezzare lo sforzo di sintesi esercitato dal primo cittadino. Alla fine è prevalsa quello del fratello del suo principale supporter con un curriculum (a detta del Sindaco) dove figurano due master, di cui uno in logistica e trasporti (come dire, ha viaggiato molto: ha fatto il militare a Cuneo). Il primo cittadino sottolinea che “abbiamo creato una grande sinergia con l’attuale governance della Adsp e con tutti gli operatori portuali. Dunque, la strada è tracciata e siamo certi che finalmente ci saranno importanti risultati per il nostro porto”.

Chi dovrebbe valutare i requisiti del designato? Il Presidente? L’ Ufficio Trasparenza? o il ministero nell’ambito dei doveri/poteri di sorveglianza? Il Presidente di cui il Sindaco si è più volte detto artefice della nomina tanto da far dire al fratello del designato (con sommo sprezzo del ridicolo) che “La nomina è stata il frutto dell’intesa tra le istituzioni locali e regionali, dove il sindaco Giuseppe Di Mare è stato il vero kingmaker dell’operazione”.

Da qualche parte è stata avanzata la tesi che la nomina sia il risultato di un patteggiamento politico col maggior sostenitore della giunta, il che purtroppo non sarebbe nè la prima nè l’ultima volta che avviene, perché l’agire politico in alcuni modi di pensare è così configurato. Sulla scelta molti in zona lamentano scarsa attenzione alle risorse umane pur presenti nel territorio e la giudicano estremamente inopportuna qualora fosse vero che la cognata sia in contenzioso da tempo con la stessa AdSP che si dovrebbe amministrare. Pur non di meno il Sindaco con cipiglio degno di miglior causa taglia corto: “Quindi avanti con il grande lavoro che ci aspetta, al fianco del presidente Di Sarcina che abbiamo fortemente voluto ad Augusta, sulle cui capacità e disponibilità sappiamo di poter fare affidamento”… intanto il suddetto è stato iniziato alle frequentazioni cittadine con la presentazione di un suo libro al palazzo di città..

 

 

 

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