Casa Monteforte: ancora poche le certezze sulla sua ‘rinascita’. Intervista all’assessore al patrimonio Agata Bugliarello

Finalmente qualcosa si muove per Palazzo Monteforte, per vincolo testamentario da adibire a casa di riposo per donne anziane non abbienti. A fine anno (con determina dirigenziale n. 635 del 30/12/2021) l’Amministrazione Comunale ha affidato all’architetto Ivan Bellomo l’incarico per lo studio di fattibilità tecnico economica e la progettazione definitiva per il miglioramento sismico dell’edificio di Via Pompeo Picherali “da riutilizzare per fini sociali”. Il civico 12. Risultano invece escluse le tre unità immobiliari del civico 20 che, illegittimamente occupate, dovrebbero essere restituite all’Amministrazione dopo un lungo contenzioso giudiziario e che necessitano anch’esse di alcuni interventi strutturali.
A questo primo affidamento diretto per poco più di 30mila euro (per il ribasso proposto dal professionista del 25%) è seguito anche l’incarico per la progettazione esecutiva (determina dirigenziale n. 137 del 20/01/2022).
Dal quadro tecnico economico, presentato dall’architetto dopo pochissimi giorni, risulta per i lavori una spesa di circa 800mila euro e per le spese tecniche circa 330mila euro per un totale di un milione e 200mila.
Tutto sembrava in regola quindi per partecipare all’avviso pubblico della Regione e accedere così ai fondi previsti di oltre 29milioni di euro per “interventi infrastrutturali sistemici e integrati con i relativi servizi in favore della famiglia per nuove infrastrutture o recupero di quelle esistenti”. Sembrava, perché dalle risposte dell’assessore Agata Bugliarello risulta che ancora non si è sicuri di nulla.

Queste le domande rivolte all’assessore Bugliarello.

Casa Monteforte presenta criticità strutturali risultate nel tempo incompatibili con la funzione indicata dal vincolo testamentario di casa di riposo per donne anziane non abbienti: barriere architettoniche, assenza dell’ascensore, spazi non conformi agli standard di norma. Oggi il Comune ha già una progettazione definitiva di manutenzione straordinaria. L’intervento sarà tale da riconsegnare alla città l’edificio così da poter essere immediatamente riassegnato alla sua funzione? Sono compresi sia il rifacimento di tutti i servizi come gli arredi indispensabili oppure si corre ancora una volta il rischio che l’opera di ristrutturazione resti a metà e che il palazzo rimanga di nuovo inutilizzato? Casa Rossa – https://www.facebook.com/casarossa.siracusa.7/posts/471663678026485 – teme una sistemazione solo del piano terra: può fugare questo dubbio?
Quanti posti letto sono previsti, saranno allocati lì anche gli uffici?
A cosa realmente si vuole destinare il palazzo? Secondo le chiare disposizioni del testamento di Maria Monteforte o in altro modo? La questione è molto delicata e riguarda aspetti di carattere giuridico. Come pensa di affrontarli date anche le sue specifiche competenze professionali?
Il Comune provvede al sostegno di alcune persone non abbienti alloggiate presso strutture private. Lei, assessore, ha già discusso con le politiche sociali la possibilità di trasferirli appena possibile in via Picherali? Solo le donne o anche gli uomini?
Veniamo alle problematiche inerenti le tre unità immobiliari del civico 20. Sappiamo di trattative in corso per dirimere la complessa vicenda giudiziaria: a che punto siamo? Attraverso quale tipo di transazione, se si pensa a questo strumento, il Comune pensa di rientrare in possesso di dette sue proprietà illegittimamente occupate da un privato?
Una volta rientrati in possesso di tali locali, come si pensa di utilizzarli? Perché non si è già prevista la spesa per la loro utilizzazione effettiva dal momento che il contenzioso con il privato, almeno per quanto ne sappiamo, sta per essere risolto?

L’assessore ci ha risposto che “Questa amministrazione tra gli obiettivi di mandato ha sempre avuto il recupero di Casa Monteforte e da subito è stato eseguito un sopralluogo alla presenza del Sindaco. Successivamente è stata disposta una verifica dei documenti dalla quale è emersa l’occupazione non legittima di tre unità immobiliari di proprietà comunale, parti integranti della donazione degli immobili di Via Picherale della Sig.ra Monteforte. Preso atto che le suddette unità immobiliari erano state utilizzate senza alcun titolo da terzi, l’attuale Amministrazione, senza indugio, ha attuato tutte quelle azioni al fine di recuperare la disponibilità delle tre unità immobiliari.

Per le altre unità immobiliari delle quali abbiamo la disponibilità, questa amministrazione ha programmato e progettato gli interventi di rifunzionalizzazione e ristrutturazione delle stesse ed in ragione del quale abbiamo partecipato al bando a sportello dell’assessorato della famiglia e delle politiche sociali della regione siciliana, con scadenza 29 gennaio 2022, per un importo lordo di € 1.200.000,00 che comprende l’acquisto di arredi per € 100.000,00. Per motivi che ad oggi non sono di dominio della scrivente, l’assessorato regionale ha ritenuto di chiudere quella finestra fornendo una nuova data di presentazione delle domande con decorrenza 14 febbraio 2022 per la quale è superfluo ribadire che il comune ovviamente parteciperà, con l’animo di chi spera di poter donare alla città un ennesimo fiore all’ occhiello. La progettazione esecutiva predisposta dall’ufficio prevede gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, la ristrutturazione di tutti i piani, l’alloggio per un minimo di 24 anziani, le aree destinate a servizi infermeria, operatori sociali, a spazi comuni e ricreativi, vani tecnici, lavanderia ed uffici. La richiesta di finanziamento presentata prevede un progetto di gestione della comunità per anziani, elaborato insieme all’assessore e agli uffici delle politiche sociali, per assicurare l’assistenza a donne anziane ed in stato di bisogno. Non abbiamo incluso nella richiesta di finanziamento le unità immobiliari delle quali ad oggi non abbiamo la disponibilità perché occupate sine titulo da terzi.

Per quanto riguarda il contenzioso con chi occupa l’immobile senza titolo e le successive azioni dell’amministrazione, atteso che allo stato pende un giudizio, credo che sino a quando non verrà definito con una pronuncia giudiziale o con una transazione non sia appropriato e responsabile esprimersi”.

Casa Monteforte, per alcuni aspetti, rappresenta a nostro avviso una sorta di cartina di tornasole dell’azione amministrativa attuale. Le vicende di questo generoso, e sfortunato, lascito testamentario sono state documentate da anni e anni di lavoro giornalistico e la presenza di opere abusive nell’edificio al civico 20 è stata rilevata solo dopo lunghe insistenze del coordinamento politico Casa Rossa che ha chiesto, insieme a noi de La Civetta, un sopralluogo (che accertasse lo stato dei luoghi) finalmente disposto dall’ex assessore al patrimonio Rita Gentile solo pochi mesi prima che si potesse anche solo presumere da parte di qualcuno un eventuale diritto di usucapione. E se è anche corretto non esprimersi prima che il contenzioso in corso vada a soluzione come dice l’assessore, senza alcun dubbio dovrà essere confermata, con piena e totale soddisfazione, la certa e palese appartenenza di quelle unità immobiliari al patrimonio comunale e la relativa destinazione d’uso.

Da quando è stato donato, solo per pochi mesi il Palazzo lasciato alla città da Maria Monteforte è stato adibito a casa di riposo per donne anziane in stato di bisogno e qualsiasi ritardo o inadempienza, del passato o del futuro, abbia impedito o impedirà di tornare alla funzione che gli è propria è stata e sarà una grave colpa, una pesante responsabilità dell’Ente locale.

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