Femminicidi in drammatica crescita. La risposta in una diversa consapevolezza

Venerdì prossimo si svolgerà un incontro sulla “prevenzione giudiziaria della violenza di genere in ambito amministrativo, penale e civile; la formazione interdisciplinare del difensore e le proposte di modifica degli istituti” promosso dall’Associazione Avvocati Amministrativisti di Siracusa “A. Corpaci e M. Messina”.
“Scopo dell’evento è l’aggiornamento e la formazione degli avvocati in materia di violenza di genere – ci dice la presidente Marilena Del Vecchio, anche legale del Centro Antiviolenza Ipazia da anni impegnato a Siracusa nel sostegno alle donne vittime di tale violenza -. In un settore in cui la più pericolosa delle tutele è quella dell’ordinaria minimizzazione per la quale l’Italia è già stata condannata dalla CEDU si rischia di lasciare tutto in balìa di regole metagiuridiche, di stereotipi. Per lo più infatti così avviene”.
Da dove nasce questa sua affermazione?
L’ultima relazione approvata dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere, ha condotto una specifica analisi sui processi e le sentenze negli anni 2017 e 2018 sui femminicidi avvenuti in Italia. Un dato di certezza perché condotto su una forma di violenza di genere che ha la maggiore evidenza, sebbene anche in questo ambito non sfugga la possibile incognita dei femminicidi non acclarati perché passati per incidenti domestici o suicidi. Per portare un esempio, nella nostra provincia qualche anno fa una donna è deceduta dopo giorni di agonia per gravissime ustioni e il fatto stava per essere archiviato appunto come incidente domestico. Solo grazie all’altissima attenzione investigativa si è scoperto che si trattava in realtà di un femminicidio ad opera del marito che maltrattava la moglie.
Come si può riuscire a non commettere più un tale errore?
Serve conoscenza del fenomeno e serve ancor di più per quelle forme di violenza di genere che non sono così eclatanti come il femminicidio, affinché non restino “invisibili” al mondo giudiziario e delle tutele, affinché le donne che subiscono violenza di genere non siano condannate a “femminicidi in vita” nell’indifferenza generale o degli operatori.
Serve che prima di arrivare al femminicidio o alle lesioni gravissime, prima di indignarsi per gli stupri, si sia in grado di dare il giusto peso ai reati spia e ai comportamenti antigiuridici tipici di questo settore.
Serve essere in grado di “riconoscere” la violenza di genere, per non contribuire ai maltrattamenti agevolandone la prosecuzione con accordi separativi che troppo spesso diventano strumenti di legittimazione di questo tipo di violenza.
Serve non agire secondo logiche a compartimenti stagno, attendendo magari che questa specifica forma di violenza sia condannata con una sentenza penale, perché potrebbe essere la più grave e la più inutile delle sentenze per l’interessata. Potrebbe sancire il fallimento di tutti noi e la negazione della tutela in vita essendo tutti noi oggi consapevoli del fatto che il fenomeno si caratterizza per l’invaghescenza.
Aspettare che “passi” significa negare tutela.
Un’attenzione richiesta a tutti, quindi; in particolare agli operatori sociali come alle forze dell’ordine che intervengono quando avvisati fino ai magistrati?
Infatti. La specifica formazione sul fenomeno appare uno strumento imprescindibile al pari della formazione dei magistrati, sollecitata dal CSM con diverse delibere, delle forze dell’ordine, dei servizi sociali e delle altre professionalità chiamate ad intervenire.
È per questo che l’Avvocatura tutta svolge un ruolo determinante. Talvolta è essa a costituire il primo contatto, e deve essere in grado di riconoscerla immediatamente senza aspettare che il campanello d’allarme che ha tra le mani diventi una sirena di pronto soccorso, trattandosi di una materia che si caratterizza per l’interdisciplinarietà e la transdisciplinarietà. Ecco perché l’Associazione Avvocati Amministrativisti di Siracusa si è da tempo impegnata a dare ogni proprio possibile apporto per contribuire a questo sforzo di evoluzione sociale e giuridica, adeguando anche il proprio statuto ai principi di parità di genere.
L’incontro di domani è solo un momento di quello che dovrebbe essere una presa di coscienza e di responsabilità da parte di tutti i componenti della nostra società: dal vicino di casa a chi è chiamato poi ad intervenire. Siamo stanche di sentire la vuota e inconcludente retorica del rammarico per non essere stati in grado di fermare per tempo la “disgrazia annunciata”.
LOCANDINA PROGRAMMA
MODERA:  Avv. Marilena Del VecchiO, Presidente Associazione Avvocati Amministrativisti di Siracusa “A. Corpaci e M. Messina”
SALUTI: Ordine Avvocati Siracusa
RELATORI:
Cons. Paola Alba Aurora Puliatti
Ill. Consigliere Terza sezione giurisdizionale Consiglio di Stato
“L’Ammonimento per atti persecutori e violenza domestica.
L’evoluzione giurisprudenziale”
Dott.ssa Carla Frau
Ill. Presidente del Primo Collegio Penale presso il Tribunale di Siracusa
“Le misure di prevenzione per i reati di violenza di genere previste dal codice
antimafia”
Dott. Raffaele Sdino
Ill. Presidente Sezione Civile del Tribunale di S. Maria Capua Vetere
“La prevenzione della violenza di genere del Giudice Civile dentro e fuori il processo.
Ordini di protezione dagli abusi familiari e CTU”
Intervento programmato
Avv. Emanuele Tringali Direttivo dell’Associazione Avvocati Amministrativisti di Siracusa
“A.Corpaci e M. Messina”
“Il procedimento di indennizzo degli orfani di femminicidio”
LA PREVENZIONE GIUDIZIARIA DELLA VIOLENZA DI GENERE IN AMBITO AMMINISTRATIVO, PENALE E CIVILE. LA FORMAZIONE INTERDISCIPLINARE DEL DIFENSORE E LE PROPOSTE DI MODIFICA
DEGLI ISTITUTI
VENERDI’ 17 DICEMBRE 2021 ORE 15:00
PARTECIPA AL WEBINAR GRATUITO ISCRIVENDOTI AL LINK WWW.ERMESFORMAZIONE.COM/MEET 500 POSTI DISPONIBILI
PER LA PARTECIPAZIONE ALL’EVENTO FORMATIVO È PREVISTA L’ATTRIBUZIONE DA PARTE
DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI SIRACUSA DI N. 4 CREDITI FORMATIVI

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